ASML ha invitato Elon Musk a parlare ai propri dipendenti. Si tratta di un evento tecnologico interno, a porte chiuse, in cui il fondatore di Tesla e SpaceX interverrà da remoto per illustrare Terafab, il progetto con cui vuole costruirsi i chip da solo.
L’azienda olandese lo definisce un “serio sforzo” e fa sapere che i suoi vertici ne hanno già discusso direttamente con lui. Musk, ha raccontato un portavoce a Bloomberg, “condividerà la sua visione su IA, robotica, spazio e produzione di semiconduttori”.
La notizia è più importante di quanto sembri perché ASML è il fornitore più importante dell’intera filiera dei semiconduttori.
Terafab: cosa Musk mette sul tavolo
Terafab nasce da un’urgenza che abbiamo raccontato a marzo, quando Musk lo presentò ad Austin: i fornitori attuali non tengono il passo con la domanda di chip delle sue aziende.
Servono a Tesla, ai robot umanoidi Optimus, ai modelli Grok di xAI e ai data center che SpaceX vuole mettere in orbita. La joint venture, costruita insieme a Tesla e xAI, punta a sostenere un terawatt di potenza di calcolo all’anno e a produrre chip a 2 nanometri, il limite della tecnologia attuale.
La prima fabbrica negli Stati Uniti costerà almeno 55 miliardi di dollari, circa 50 miliardi di euro e la giustificazione di Musk resta quella di sempre: l’industria si muove troppo lentamente. Col risultato che vuole sfidare i leader del settore, a partire da TSMC, e con volumi molto superiori alla capacità produttiva esistente.
Perché conta che sia ASML
A decidere di ascoltarlo è l’unica azienda al mondo capace di costruire le macchine litografiche più avanzate, quelle senza cui i chip a 2 nanometri semplicemente non esistono.
Tra i suoi clienti ci sono TSMC e Samsung e la domanda alimentata dalla spesa in IA l’ha resa il titolo tecnologico di maggior valore mai registrato in Europa. La sua tecnologia è da tempo al centro dei controlli sulle esportazioni verso la Cina.
Ed è qui che l’apertura a Musk acquista peso. Come abbiamo raccontato a marzo, le macchine EUV di ASML costano fino a 400 milioni di dollari l’una, hanno liste d’attesa di anni e riservano la priorità ai clienti storici. Musk lo sapeva e lo aveva detto chiaramente. Adesso è ASML ad ammiccargli.
Il secondo alleato
ASML non è il primo grande nome della filiera ad avvicinarsi a Terafab. Ad aprile abbiamo scritto dell’ingresso di Intel, che porta nel progetto le proprie capacità di progettazione, produzione e confezionamento dei chip.
E che in cambio conquista un cliente di peso, dando al mercato un segnale positivo sulla propria divisione di fabbricazione su commissione. Intorno a Musk si stanno quindi intrecciando gli attori centrali del settore: i grandi si scambiano ordini, quote e ora anche disponibilità a collaborare.
“Attraverso Terafab, Musk e il suo team stanno entrando a far parte del più ampio mondo dei semiconduttori, e molte aziende, ASML compresa, collaboreranno a questa iniziativa”, ha aggiunto il portavoce.
Ogni nome importante che si aggiunge rende il progetto più difficile da liquidare come pura ambizione. E un conto è annunciare una fabbrica, un altro è avere dalla propria parte chi costruisce le macchine che la fanno funzionare. Per ora, però, non è stato ancora inciso un solo wafer.
Fonte: Bloomberg


