Il processo di “enshittification” è qualcosa che abbiamo ben descritto e che ormai è una costante quando si parla di piattaforme online e servizi digitali.
La notizia che ci apprestiamo a dare giunge però “inaspettata”, perché nella nostra innocenza credevamo che Apple e il suo Apple TV Plus sarebbero state al di sopra di queste logiche. Parliamo infatti di quello che a detta di molti (e anche nostra, a dire il vero), è il miglior servizio di streaming di film e serie TV. Non dal punto di vista quantitativo ma qualitativo.
Per cui è con una certa riluttanza che ci apprestiamo a riportare che, secondo Business Insider, Apple TV Plus sta costando troppo al colosso capitanato di Tim Cook. E che, di conseguenza, sono al vaglio alcune soluzioni per rimediare a questa situazione. Soluzioni che, preferiamo dirlo all’inglese, schizzano di “enshittificazione” il servizio, sporcandolo di conseguenza.
Apple TV Plus, noto per la sua esperienza di visione priva di interruzioni pubblicitarie, potrebbe dunque seguire presto le orme di altri giganti dello streaming. Nonostante un recente aumento dei prezzi del 31%, che ci si augurava preservasse il suo status di “baluardo dello streaming senza pubblicità”, nuove indiscrezioni suggeriscono un cambio di rotta.
Apple ha recentemente assunto Joseph Cady, ex vicepresidente esecutivo di NBCUniversal, esperto in pubblicità televisiva mirata. Questa mossa, insieme allo sviluppo di uno strumento di intelligenza artificiale per ottimizzare gli annunci dell’App Store, segnala un possibile cambio di strategia.
Le opzioni sul tavolo includono l’introduzione di un abbonamento a prezzo ridotto supportato dalla pubblicità, simile a quanto fatto da Netflix, o l’inserimento di annunci nell’abbonamento standard, come Amazon. Il successo di Netflix con il suo piano supportato dalla pubblicità potrebbe aver influenzato questa decisione.
Tuttavia, l’introduzione della pubblicità solleva alcune perplessità. Apple TV Plus, nonostante la qualità dei suoi contenuti, offre una libreria più limitata rispetto ai concorrenti. L’aggiunta di pubblicità potrebbe compromettere la sua percezione come servizio premium.
I problemi tipici dello streaming supportato dalla pubblicità includono poi interruzioni spesso mal posizionate e una qualità dell’immagine inferiore. Resta da vedere se Apple seguirà questa strada, potenzialmente sacrificando l’esperienza utente che l’ha sempre contraddistinta.
Alcuni analisti sostengono che Apple, tradizionalmente focalizzata sull’hardware, potrebbe vedere lo streaming come un mezzo per attirare potenziali acquirenti di dispositivi. Tuttavia, questa mossa suggerisce un cambiamento nella filosofia aziendale, che pare così allontanarsi dal quel “Think Different” che l’ha resa famosa. Ma parliamo di un’altra epoca e di un’altra dirigenza.


