Alibaba ha deciso di entrare nella partita dei wearable basati sull’intelligenza artificiale con un approccio in linea coi Ray-Ban Meta. Ossia, quello degli occhiali smart che, pur non ostentando tecnologia, possono diventare in breve tempo un accessorio quotidiano.
L’approccio di Alibaba è particolarmente pragmatico: ha costruito i Quark AI Glasses attorno al suo modello Qwen e alle app che già definiscono il proprio ecosistema digitale, integrando sin dal principio ciò che gli utenti usano ogni giorno.
Funzioni come la traduzione in tempo reale, il riconoscimento dei prezzi e l’integrazione nativa con Alipay e Taobao, mostrano chiaramente dove l’azienda voglia arrivare: usare l’intelligenza artificiale per trasformare i comportamenti di shopping, pagamento e navigazione in un flusso continuo e invisibile.
“I punti di forza di Alibaba sono shopping, pagamenti e navigazione, quindi i suoi occhiali con IA funzionano più come un assistente personale”, ha spiegato a Reuters Li Chengdong, analista del settore elettronico con base a Pechino.
È una visione che intreccia il dominio di Alibaba nello shopping online con l’ambizione di definire il prossimo salto nell’interazione uomo-macchina.
La strategia di Alibaba
Il mercato cinese dell’e-commerce è uno dei più competitivi al mondo, e il successo non dipende soltanto dall’offrire i prezzi migliori ma anche dal possedere il “gateway” di traffico, ovvero il punto d’ingresso attraverso cui passa la maggior parte dell’attività digitale degli utenti.
In Cina, la porta d’accesso ai servizi digitali è passata nel tempo dai browser agli smartphone e poi alle cosiddette super app, come WeChat e Alipay, piattaforme che concentrano in un solo ambiente pagamenti, shopping, messaggistica e servizi quotidiani
Ora, secondo Li, si apre una nuova partita: “Alibaba non ha il monopolio nell’e-commerce. E spera che l’intelligenza artificiale possa aiutarla a garantirsi la prossima generazione di gateway di traffico”.
L’idea alla base dei Quark Glasses è ambiziosa: creare una nuova interfaccia in cui vedere un prodotto, conoscere il suo prezzo in tempo reale e pagarlo, diventi un gesto unico. È un’evoluzione coerente in un Paese dove la distinzione tra pagamento, navigazione e social è molto più sfumata rispetto all’Occidente.
La corsa per reinventare i dispositivi
Il lancio dei Quark arriva in un mercato in pieno fermento, dove Big Tech sta immaginando forme alternative di computing.
Meta, che non si limita ai Ray-ban, domina circa l’80% del mercato della VR con Oculus; Apple ha inaugurato l’era del Vision Pro e Samsung ha lanciato in ottobre il Galaxy XR con funzionalità sviluppate insieme a Google.
In tale contesto, gli occhiali smart stanno tornando prepotentemente come nuova interfaccia potenziale per la vita digitale, alimentati da modelli sempre più compatti ed efficaci.
Non è soltanto Alibaba a muoversi in questa direzione: in Cina, aziende come Xiaomi e Baidu hanno già presentato prodotti analoghi, segno che la partita non è più sperimentale. Gli occhiali Quark sono disponibili fin da subito sulle principali piattaforme come Tmall, JD.com e Douyin.
Perché proprio ora
L’aspetto forse più interessante di questa mossa è il ritorno in auge dell’hardware come veicolo di distribuzione dell’intelligenza artificiale.
Dopo anni in cui tutto è passato dallo smartphone, l’industria sta rivalutando il valore di dispositivi indossabili capaci di integrarsi meglio nella quotidianità e di ridurre la distanza tra contesto fisico e servizi digitali. Gli occhiali, nella visione di Alibaba, non sono allora un gadget futuristico ma un’estensione naturale dell’ecosistema dell’azienda.
Il punto non è solo competere con Meta o Apple, è definire cosa verrà dopo le app, dopo il touch, dopo lo smartphone. E in un mercato come quello cinese, dove i flussi digitali valgono miliardi e si giocano sulla rapidità con cui un utente passa dall’intenzione all’acquisto, possedere la prossima interfaccia significa avere un vantaggio competitivo enorme.
Fonte: Alibaba, Reuters


