Baidu, gigante cinese della tecnologia e leader nelle ricerche online, è pronto a lanciare i suoi primi occhiali intelligenti con assistente AI integrato, rispondendo così in modo concreto e diretto ai Ray-Ban Stories di Meta, che quest’anno hanno ottenuto un certo successo.
Questo nuovo prodotto, sviluppato con l’obiettivo di portare l’intelligenza artificiale a livello consumer in Cina, rappresenta un passo strategico per Baidu, che punta a capitalizzare anni di investimenti in AI e a sfidare le big tech americane.
Il debutto degli occhiali smart di Baidu è atteso per il prossimo evento Baidu World a Shanghai, dove l’azienda prevede di mostrarne le caratteristiche.
Secondo quanto trapelato, questi occhiali disporranno di fotocamere integrate per foto e video e supporteranno interazioni vocali avanzate grazie al modello Ernie di Baidu.
La presentazione di questo dispositivo riflette una tendenza crescente nel settore tecnologico: la ricerca di applicazioni pratiche e monetizzabili per l’intelligenza artificiale in un mercato sempre più competitivo.
Il mercato dell’hardware AI in fermento
Gli occhiali di Meta, sviluppati con il colosso EssilorLuxottica, produttore dei Ray-Ban, hanno già segnato un’importante tappa in questa evoluzione tecnologica, confermandosi un successo anche in termini di vendite, tanto che Meta ha dovuto fare i conti con la difficoltà di soddisfare la domanda crescente.
Non a caso EssilorLuxottica ha recentemente dichiarato che i Ray-Ban Stories rappresentano un importante traino per le vendite dell’azienda, evidenziando un aumento della popolarità e delle funzionalità integrate nel dispositivo.
Anche Baidu punta a posizionarsi in questo mercato in espansione. La compagnia pechinese, infatti, ha intenzione di collegare i suoi occhiali smart a una serie di applicazioni proprietarie, tra cui Baidu Maps e la sua enciclopedia digitale Baike, creando un ecosistema che sfrutta le capacità dell’intelligenza artificiale per offrire un’esperienza unica agli utenti.
Fonti vicine all’azienda suggeriscono che gli occhiali saranno venduti a un prezzo competitivo rispetto ai 299 dollari dei Meta Ray-Ban e che il lancio sul mercato potrebbe avvenire già a inizio 2025.
Xiaodu: il laboratorio di innovazione hardware di Baidu
La divisione hardware di Baidu, Xiaodu, è il centro di sviluppo del progetto degli occhiali “intelligenti”.
Nel 2020, Xiaodu ha attirato importanti finanziamenti, tra cui quelli di IDG Capital, con una valutazione di circa 2,9 miliardi di dollari.
La divisione si è già distinta per la produzione di speaker vocali e auricolari wireless connessi all’ecosistema di contenuti di Baidu, rappresentando un pilastro della strategia hardware dell’azienda e una risorsa per introdurre nuovi prodotti AI sul mercato cinese.
La dura competizione per Baidu
Mentre Baidu si prepara a lanciare un prodotto innovativo, deve però fronteggiare una crescente concorrenza sul fronte dell’intelligenza artificiale.
L’azienda ha recentemente perso la posizione di leader nel settore AI cinese a favore di ByteDance, il colosso proprietario di TikTok, che ha lanciato il chatbot Doubao, ora il più popolare in Cina, superando l’Ernie Bot appunto di Baidu.
La stessa Baidu ha poi ammesso che l’integrazione di risultati generati dall’AI nel suo motore di ricerca principale potrebbe avere conseguenze negative sui ricavi pubblicitari a breve termine, segno questo che l’azienda sta tirando il freno su uno dei trend più interessanti degli ultimi tempi.
Ma Baidu è un motore di ricerca come Google, e l’esitazione del colosso cinese nell’integrare pienamente l’intelligenza artificiale nei suoi risultati di ricerca evidenzia le sfide che i giganti del settore devono affrontare nel bilanciare l’innovazione con la salvaguardia dei modelli di business esistenti.
Per aziende come Baidu, che hanno costruito la loro fortuna sulla pubblicità legata ai motori di ricerca, l’adozione di risposte generate dall’IA può ridurre il traffico verso i link sponsorizzati, minando le entrate pubblicitarie tradizionali.
Questo dilemma peraltro non è unico per Baidu; anche Google ha mostrato cautela nell’implementare funzionalità IA avanzate, consapevole dei potenziali impatti sui ricavi pubblicitari.
Nel frattempo, nuove aziende cinesi hanno iniziato a proporre occhiali AI con diverse funzionalità, dalle fotocamere all’audio open-ear, fino a sistemi dedicati alla traduzione e alla navigazione.
Dall’altra parte del Pacifico, infine, Apple starebbe esplorando a sua volta il settore degli occhiali intelligenti, con studi interni sui prodotti già disponibili sul mercato, come riportato da Bloomberg.
Il controsenso logico di una possibile reazione americana
Col lancio imminente dei suoi occhiali smart, Baidu si trova all’incrocio di un percorso in cui tecnologia e utilità quotidiana si fondono, puntando a rendere l’intelligenza artificiale una parte integrante della vita degli utenti.
Gli occhiali smart potrebbero rappresentare un elemento chiave nella strategia dell’azienda per consolidare la sua presenza nel settore e competere a livello globale con colossi del calibro di Meta e Apple.
Ma noi, lo ammettiamo dichiaratamente, attendiamo di vedere la reazione americana alla proposta di Baidu e a quali equilibrismi dialettici si ricorrerà per bandire la vendita di questi dispostivi, continuando invece la commercializzazione di Ray-Ban Stories..
In una società, quella statunitense, ormai ossessionata dalla potenza asiatica al punto da mettere al bando i droni di DJI (si veda la news qui sopra) e paventare che le auto cinesi mandino “direttamente a Pechino” i dati degli automobilisti americani, l’idea di una vendita in suolo patrio di dispositivi cinesi che tutto vedono e tutto registrano, provocherà probabilmente reazioni scomposte.
Ma gli equivalenti Ray-Ban Stories celano al loro interno esattamente le stesse (pericolose) funzionalità. E sappiamo bene con quale disinvoltura Zuckerberg tratti i nostri dati personali…


