Golfo d’America e Monte McKinley: Google Maps si adegua a Trump

by | 28 Gen 2025 | Tecnologia, Politica

Tempo di lettura: 3 minuti

Tra i numerosi “effetti Trump” che erano teorizzabili prima dell’insediamento di The Donald, quanto ci apprestiamo a scrivere è probabilmente il meno atteso.

Eppure, eccoci qui a commentare l’annuncio di Google, che la vuole adeguare Google Maps per riflettere l’ordine esecutivo firmato il 20 gennaio dall’attuale Presidente degli Stati Uniti.

Cosa ha detto Google

Il provvedimento presidenziale dispone il cambio di nome del Golfo del Messico in “Golfo d’America” e della montagna Denali in “Monte McKinley”.

La decisione è stata confermata dall’azienda attraverso un post su X, specificando che i nuovi nomi compariranno sulle mappe una volta che il Geographic Names Information System (GNIS) sarà aggiornato.

“Abbiamo una prassi consolidata di applicare i cambi di denominazione quando questi vengono aggiornati nelle fonti ufficiali del governo”, scrive Google. Aggiungendo che, in caso di nomi diversi tra i paesi, gli utenti vedranno le denominazioni locali e, a livello globale, entrambe le versioni.

La questione del monte Denali/McKinley

La storia del nome Denali/McKinley è un interessante esempio di dibattito culturale, politico e simbolico legato alla geografia statunitense.

Denali è il nome originario e tradizionale della montagna più alta del Nord America, situata in Alaska, con un’altitudine di 6.190 metri. La parola “Denali” significa “l’Alto” o “il Grande” nella lingua degli Athabaska, il popolo nativo della regione. Per secoli, le popolazioni indigene dell’Alaska hanno utilizzato questo nome per identificare la montagna, considerandola una presenza sacra e simbolica.

Nel 1896, durante la corsa all’oro, un cercatore decise però di rinominare la montagna “Mount McKinley” in onore di William McKinley, il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, che successivamente sarebbe diventato il 25° presidente. McKinley non aveva alcun legame diretto con l’Alaska, ma il nome venne adottato ufficialmente a livello federale nel 1917, pochi anni dopo il suo assassinio.

Per decenni, il nome “Mount McKinley” è stato contestato. Gli abitanti nativi dell’Alaska e molti altri hanno chiesto a gran voce il ritorno al nome tradizionale “Denali”, ritenendolo un riconoscimento della cultura e delle radici locali. Questa battaglia simbolica rifletteva anche una tensione tra le culture indigene e il potere centrale degli Stati Uniti, che spesso ha imposto nomi senza considerare le tradizioni locali.

Nel 1975, lo Stato dell’Alaska chiese ufficialmente al governo federale di ripristinare il nome Denali. Il processo fu bloccato per anni dai rappresentanti dell’Ohio, lo stato natale di McKinley, che si opposero fermamente al cambiamento.

La situazione si è sbloccata solo nel 2015, quando l’amministrazione di Barack Obama, attraverso il Dipartimento degli Interni, ha deciso di restituire alla montagna il suo nome originale: Denali. La decisione è stata accolta con entusiasmo in Alaska e tra le comunità indigene, anche se ha suscitato critiche in Ohio e in alcuni ambienti conservatori, che hanno considerato il cambiamento una mancanza di rispetto per la memoria di McKinley.

La questione del Golfo del Messico/d’America

La questione del cambio di nome da “Golfo del Messico” a “Golfo d’America” non ha invece alle spalle la stessa narrazione.

Il Golfo del Messico è una vasta area marina che bagna le coste del Messico, degli Stati Uniti e di Cuba, ed è noto con questo nome fin dal XVI secolo, quando gli esploratori europei lo identificarono come una parte cruciale della regione messicana.

L’idea di rinominare il Golfo del Messico come “Golfo d’America” è emersa occasionalmente in alcuni contesti politici statunitensi, soprattutto come simbolo di una visione espansionista e di un’affermazione di dominio regionale.

Il tema è stato riportato in auge da Trump, che ha firmato un ordine esecutivo per formalizzare il cambio di nome. Questo gesto, apparentemente simbolico, sta sollevando numerose polemiche, soprattutto per il significato implicito. Quello cioè di una dichiarazione di sovranità culturale e geopolitica degli Stati Uniti su una regione che, storicamente e geograficamente, non appartiene solo a loro.

Il nome “Golfo d’America” non è mai stato accettato a livello internazionale e non ha alcuna base storica al di fuori delle dinamiche politiche interne agli Stati Uniti. Anche all’interno degli USA, la proposta ha suscitato critiche e derisioni, evidenziando il carattere divisivo di un cambiamento di nome che è un gesto politico più che una reale necessità geografica o culturale.

Quanto scritto finora, lo ricordiamo, riguarda esclusivamente Google. Apple, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni su eventuali modifiche nei nomi riportati su Apple Maps.

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