Zuckerberg corteggia le celebrity di Hollywood per usare le loro voci

by | 4 Ago 2024 | IA

Tempo di lettura: 2 minuti

A dispetto delle promesse agli azionisti di Meta fatte anni fa, l’era della realtà virtuale e del metaverso non è ancora arrivata. Ma il colosso dei social network non demorde e continua a investire in questo settore.

L’ultima moda, se così la vogliamo chiamare, è costituita dallo sviluppo e dalla promozione degli avatar digitali per i propri utenti, “venduti” come la chiave per creare esperienze più immersive e personalizzate (ebbene sì) attraverso le proprie piattaforme. Questi avatar non sono semplici immagini statiche ma rappresentazioni dinamiche e personalizzabili che possono essere utilizzate su Facebook, Instagram, WhatsApp e nella realtà virtuale di Meta Quest.

L’azienda sta lavorando per renderli sempre più realistici ed espressivi, con una vasta gamma di opzioni di personalizzazione che vanno dall’aspetto fisico all’abbigliamento, fino alle espressioni facciali e ai movimenti del corpo.

Ma c’è un problema non di poco conto: la loro voce. Dopo la controversia che ha coinvolto OpenAI per l’uso non autorizzato della voce di Scarlett Johansson, l’industria tecnologica si trova infatti ad affrontare nuove sfide legali nell’applicazione dell’intelligenza artificiale. Ecco perché Zuckerberg, a dispetto dell’arrembante Altman, sta adottando un approccio proattivo, offrendo milioni di dollari alle star di Hollywood per ottenere i diritti legali di utilizzare le loro voci in progetti basati sull’IA.

Secondo fonti anonime, Meta sarebbe dunque in trattative con celebrità del calibro di Judi Dench, Awkwafina e Keegan-Michael Key. L’obiettivo? Sviluppare una suite di strumenti IA da presentare all’evento Connect 2024 in settembre, includendo chatbot con le voci del star che potrebbero fungere da assistenti digitali o compagni virtuali.

Tuttavia, le negoziazioni si stanno rivelando complesse. I rappresentanti delle celebrity stanno cercando di imporre limiti rigidi sull’utilizzo delle voci, mentre Meta punta comprensibilmente a ottenere diritti più ampi.

La cautela da parte degli attori riflette le preoccupazioni emerse dopo il succitato incidente di OpenAI con la Johansson, dove la voce dell’attrice fu utilizzata senza il consenso dell’attrice nella presentazione di GPT4-0. La cautela da parte di Meta riflette probabilmente anche il timore di entrare in contrasto col sindacato degli attori SAG-AFTRA, che dopo le battaglie condotte durante gli scioperi del 2023 per ottenere protezioni contro l’uso improprio dell’IA, ora è tornato sul piede di guerra.

Inutile dire che un accordo tra le parti potrebbe rappresentare un passo importante verso la definizione di standard etici nell’uso dell’IA nel settore dell’intrattenimento.

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