Quando Yann LeCun ha confermato ufficialmente il lancio di Advanced Machine Intelligence, la sua nuova startup, il mondo dell’IA non è rimasto sorpreso. La conferma di quanto si vociferava da settimane, e che abbiamo anche già riportato, ha però segnato l’inizio della partita.
La società si chiama Advanced Machine Intelligence (AMI) e LeCun ha chiarito subito un punto chiave: non sarà lui a guidarla come amministratore delegato. Una scelta, questa, che definisce il perimetro del progetto fin dall’inizio.
AMI non nasce come estensione personale del suo fondatore ma come laboratorio industriale costruito attorno a una visione scientifica precisa, con LeCun nel ruolo di executive chairman e garante dell’impianto concettuale.
Il cuore di AMI sono i world model, che vogliono superare i limiti strutturali dei modelli linguistici di grandi dimensioni. L’obiettivo non è soltanto generare risposte plausibili ma costruire una rappresentazione del mondo che consenta all’IA di simulare relazioni di causa-effetto e scenari ipotetici.
È una linea di pensiero che LeCun porta avanti da tempo, criticando l’affidabilità degli LLM, definiti “non deterministici” per loro stessa natura. Secondo questa impostazione, il problema delle allucinazioni non si risolve con più dati o più parametri ma con un cambio di architettura: comprendere il mondo prima di descriverlo.
Valutazioni elevate e precedenti ingombranti
Secondo il Financial Times, AMI starebbe cercando di raccogliere 500 milioni di euro a una valutazione di 3 miliardi, ancora prima del lancio operativo.
Numeri che raccontano bene lo stato attuale del mercato: le valutazioni pre-prodotto non sono più un’eccezione quando in gioco ci sono figure di primo piano.
La startup di Mira Murati, Thinking Machines Lab, è però arrivata a 12 miliardi di dollari già al round seed, segno che ciò che chiede LeCun non è poi così fantascientifico.
Sul fronte dei world model la concorrenza però è tutt’altro che marginale: Google DeepMind e World Labs, fondata da Fei-Fei Li, stanno lavorando alla stessa cosa.
World Labs aveva raccolto 230 milioni di dollari a una valutazione di 1 miliardo già nel 2024, allora considerata molto elevata. Ma in quasi due anni sono cambiate molte cose…
Advanced Machine Intelligence e l’asse con Nabla
A guidare AMI sarà Alex LeBrun, che lascerà il ruolo di CEO di Nabla. Una scelta che rafforza il profilo operativo del progetto.
LeBrun lavora su sistemi di IA multimodale da oltre un decennio, ha fondato e venduto startup di elaborazione del linguaggio naturale e ha guidato in passato la divisione IA di Facebook, prima di fondare Nabla nel 2018.
Nabla resterà temporaneamente sotto la guida della COO Delphine Groll e ha già annunciato una partnership per utilizzare i modelli di AMI man mano che verranno sviluppati.
“Quest’anno abbiamo più che triplicato il nostro ARR live. Prossima tappa: 1 miliardo di dollari!”, ha scritto LeBrun annunciando il passaggio di consegne, pur restando presidente e chief AI scientist della società.
Oltre la singola startup
AMI va letta come qualcosa di più di una nuova iniziativa imprenditoriale. LeCun, professore alla New York University ed ex Chief AI Scientist di Meta, porta in dote un capitale scientifico e simbolico che pesa nel dibattito sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale.
La scommessa sui world model è anche una presa di posizione su cosa verrà dopo l’era degli LLM, in un settore che oggi oscilla tra scaling infinito e ricerca di alternative strutturali.
In questo senso, AMI racconta meno l’ennesima startup e più un tentativo di riaprire il discorso su come dovrebbe funzionare davvero l’IA del prossimo decennio.
Fonte: TechCrunch


