Yann LeCun, il padre dell’IA di Meta, verso l’addio

by | 12 Nov 2025 | IA

Yann LeCun ha fondato e diretto FAIR (Facebook AI Research). | Foto: Alain Herzog/wikimedia commons
Tempo di lettura: 2 minuti

Yann LeCun, uno dei padri fondatori dell’intelligenza artificiale moderna, starebbe valutando di lasciare Meta dopo oltre dieci anni alla guida del FAIR (Facebook AI Research).

Secondo fonti vicine al dossier e riportate dal Financial Times, il vincitore del Premio Turing avrebbe già iniziato a reclutare collaboratori e ad esplorare possibili opzioni di finanziamento per una nuova startup dedicata ai cosiddetti “world model”. Che altro non sono se non un concetto di intelligenza artificiale radicalmente diverso rispetto ai grandi modelli linguistici (LLM) che oggi dominano la scena.

LeCun, che era stato assunto personalmente da Mark Zuckerberg nel 2013 per fondare FAIR, rappresenta una delle figure più autorevoli del settore: a lui si deve lo sviluppo delle reti neurali convoluzionali, alla base dei moderni sistemi di visione artificiale.

La sua eventuale uscita segnerebbe così la fine di un’epoca, quella in cui Meta ambiva a guidare l’IA di frontiera con un approccio scientifico e open source, più che con logiche di mercato.

Il “calciomercato” di Zuckerberg e l’ascesa di Wang

Durante la scorsa estate, Zuckerberg ha investito 14 miliardi di dollari per acquistare il 49% della startup Scale AI, affidando al suo fondatore ventottenne, Alexandr Wang, il ruolo di coordinatore delle attività d’intelligenza artificiale dell’intero gruppo.

Da quel momento, quindi, LeCun si è trovato a dover riportare a un manager che ha meno della metà dei suoi anni.

Quel “calciomercato” estivo è stato uno dei più aggressivi nella storia della Silicon Valley: Meta ha messo sotto contratto ricercatori e dirigenti da tutto il settore, promettendo pacchetti retributivi multimilionari per costruire un “super team” destinato a spingere verso la cosiddetta superintelligenza, l’obiettivo dichiarato di Zuckerberg.

Un piano che ha però svuotato la divisione di ricerca originaria. Lo scorso mese, Meta ha tagliato circa 600 posti nel suo dipartimento IA, inclusi diversi membri storici di FAIR.

L’ondata di licenziamenti è arrivata dopo il lancio deludente del nuovo modello linguistico e la decisione interna di rinviare il debutto del più avanzato tra quelli ancora inediti.

LeCun e i limiti degli LLM

Da tempo LeCun è uno dei critici più feroci della corsa cieca ai grandi modelli linguistici. E ritiene che gli LLM, pur capaci di generare testo e codice con impressionante fluidità, non comprendano il mondo che descrivono.

In un intervento al MIT lo scorso mese, ha dichiarato: “Non mi sto facendo molti amici in varie aree della Silicon Valley, inclusa Meta, ma dico che entro tre o cinque anni questo sarà il modello dominante per le architetture di IA, e nessuno sano di mente utilizzerà più gli LLM come quelli che abbiamo oggi”.

Secondo LeCun, i sistemi attuali “sono intelligenti come un gatto”, perché mancano di quella conoscenza implicita del mondo fisico che gli esseri viventi apprendono osservando e interagendo con la realtà.

Per questo i “world model” puntano a simulare non solo il linguaggio, ma il modo in cui l’intelligenza biologica costruisce rappresentazioni del mondo per prevederne il comportamento.

L’eredità di Llama

FAIR, la divisione creata da LeCun, è stata il laboratorio da cui è nato Llama, il primo modello open source di Meta, nel 2023. Ma le versioni successive del modello sono poi passate sotto il controllo di altri team più “produttivi” e meno accademici.

Oggi, stando al Wall Street Journal, solo uno dei quattordici autori del paper originario di Llama lavora ancora in azienda.

E mentre Zuckerberg punta tutto sulla velocità, sui record e sulla promessa della superintelligenza, il suo storico capo scienziato sembra voler tornare alle origini, per cercare, da solo, un nuovo modo di insegnare alle macchine a capire la realtà.

Fonte: Financial Times

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