Yann LeCun è un celebre scienziato informatico francese, noto per i suoi importanti contributi nel campo dell’intelligenza artificiale e del machine learning. È uno dei pionieri del deep learning e delle reti neurali convoluzionali, tecnologie fondamentali per molte delle applicazioni moderne di intelligenza artificiale, come il riconoscimento delle immagini e la visione artificiale.
Durante la sua carriera ha sviluppato numerosi algoritmi e tecniche che hanno avuto un impatto significativo sia nella ricerca sia nell’industria dell’IA. Le sue ricerche hanno portato a importanti avanzamenti nel riconoscimento ottico dei caratteri e in altre applicazioni di riconoscimento dei pattern. Non stupisce dunque che nel 2018 abbia ricevuto il prestigioso Turing Award, spesso considerato il Premio Nobel dell’informatica, insieme a Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio, per i suoi contributi fondamentali nel campo del deep learning.
Attualmente ricopre il ruolo di Chief AI Scientist presso Meta ed è professore presso la New York University. Insomma, quando si parla di intelligenze artificiali, quello che dice merita la massima attenzione. E quanto ha appena dichiarato, farà senz’altro discutere.
Chiunque legga TechTalking ormai saprà cosa sono le AGI, le intelligenze artificiali generali. Parliamo di modelli di IA in grado di raggiunge un’intelligenza umana o superumana, nonché uno degli argomenti più scottanti per chi si occupa di IA.
Il CEO di OpenAI, Sam Altman, si dice convinto che l’AGI stia arrivando. Altri, come LeCun, sono invece meno sicuri di quando (o se) ciò potrà accadere.
Un modello di IA è in parte “intelligente” quanto i dati su cui è stato addestrato e Yann LeCun sostiene che gli LLM come ChatGPT, Gemini di Google o Llama di Meta non raggiungeranno mai livelli di intelligenza umana.
I large language model, ha dichiarato LeCun al Financial Times, hanno una “comprensione molto limitata della logica”, non capiscono il mondo fisico e non hanno una “memoria persistente”. Col risultato che sebbene OpenAI abbia recentemente dotato ChatGPT di una sorta di “memoria di lavoro”, per LeCun gli attuali modelli di IA sono intelligenti come “gatti domestici”.
“A molte persone sembra siano intelligenti ma per lo più stanno sfruttando le conoscenze accumulate da molti dati di addestramento”, ha proseguito riferendosi agli attuali LLM. Aggiungendo che sono anche “intrinsecamente non sicuri” perché dipendono molto da informazioni che potrebbero contenere inesattezze o essere obsolete.
La scorsa settimana LeCun ha ironizzato sul ricercatore di OpenAI, Jan Leike, che dopo le dimissioni di Ilya Sutskever si è licenziato da OpenAI e ha espresso preoccupazioni sull’urgente bisogno di “capire come orientare e controllare i sistemi di IA molto più intelligenti di noi”.
It seems to me that before “urgently figuring out how to control AI systems much smarter than us” we need to have the beginning of a hint of a design for a system smarter than a house cat.
Such a sense of urgency reveals an extremely distorted view of reality.
No wonder the more… https://t.co/fbavtOA6YE— Yann LeCun (@ylecun) May 18, 2024
“Mi sembra che prima di ‘capire urgentemente come controllare i sistemi di IA molto più intelligenti di noi’ dobbiamo avere l’inizio di un accenno di un design per un sistema più intelligente di un gatto domestico”, ha scritto LeCun su X. Aggiungendo: “Tale senso di urgenza rivela una visione estremamente distorta della realtà.”
Leike faceva parte del team Superalignment di OpenAI, che aveva lo scopo di prevenire che l’IA “portasse al disempowerment dell’umanità o addirittura alla sua estinzione“. Con la partenza di Leike e dell’altro leader del team, Ilya Sutskever, quel team si è sciolto.
In Meta, LeCun si sta concentrando sullo sviluppo di un tipo completamente nuovo di IA, diverso dagli attuali LLM. Secondo il Financial Times, potrebbe essere necessario attendere fino a un decennio perché il suo progetto veda la luce.
Il suo team è composto da circa 500 dipendenti che lavorano con l’obiettivo di sviluppare un’IA con buon senso e una vera comprensione di come funziona il mondo, piuttosto che “chatbot che producono immagini confuse di volti umani, paesaggi che sfidano la fisica e bizzarre illustrazioni di persone con dieci dita su ogni mano”.
“Siamo al punto in cui pensiamo di essere sulla soglia della prossima generazione di sistemi di IA“, ha concluso LeCun.


