Il New York Times è attualmente in rotta con OpenAI e Microsoft per violazione del copyright riguardo a ChatGPT e Microsoft Copilot, dichiarando di aver speso finora un milione di dollari nella causa legale. Procedimento cui successivamente si sono associati anche il New York Daily News, il Chicago Tribune, The Intercept e altri sei editori.
Poi ci sono tutti gli altri, che invece hanno concesso a Sam Altman di utilizzare la loro produzione editoriale per addestrare su di essa i modelli di IA di OpenAI. Al giusto prezzo, ovviamente…
Tra i media con cui OpenAI ha già siglato una partnership per ottenere la licenza sullo sfruttamento dei dati di addestramento e proteggersi da cause per violazione del copyright, troviamo News Corp (The Wall Street Journal, New York Post e Daily Telegraph), Axel Springer (Business Insider e Politico), DotDash Meredith (People, Better Homes & Gardens, Investopedia, Food & Wine e InStyle), il Financial Times e The Associated Press.
Gli accordi variano nel prezzo in base al numero di pubblicazioni coinvolte. Secondo il Wall Street Journal, l’accordo di News Corp con OpenAI è stimato in 250 milioni di dollari nei prossimi cinque anni, mentre quello con il Financial Times si aggira tra i 5 e i 10 milioni di dollari. I termini degli accordi con The Atlantic e Vox Media non sono stati divulgati.
Ma questo è quanto accaduto la settimana scorsa. È di queste ore invece l’aggiunta di due ulteriori gruppi editoriali al “roster” di OpenAI, e ci riferiamo The Atlantic e Vox Media. I contenuti di Vox Media (The Verge, Vox, New York Magazine, Eater, SBNation e i loro archivi), così come quelli di The Atlantic, riceveranno link di attribuzione quando citati.
Secondo quanto dichiarato da Lauren Starke, portavoce di Vox Media, l’editore inizierà a condividere i contenuti con OpenAI nelle prossime settimane. Vox Media ha poi affermato in un comunicato stampa che utilizzerà la tecnologia di OpenAI per “migliorare il suo prodotto di commercio affiliato, The Strategist Gift Scout” e ampliare la sua piattaforma di dati pubblicitari, Forte.
The Atlantic ha dichiarato che sta sviluppando un microsito chiamato Atlantic Labs, dove i suoi team potranno sperimentare lo sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale “per servire meglio il proprio giornalismo e i lettori”.


