Qualche settimana fa scrivevamo di come l’IA stia dividendo l’industria delle notizie. Da un lato troviamo chi, come il New York Times (e altri), sta combattendo una dura battaglia legale per evitare che OpenAI usi i suoi contenuti editoriali per addestrare ChatGPT.
Dall’altro troviamo chi nell’IA ha individuato un’opportunità di business e ha raggiunto lucrativi accordi con Sam Altman. Qualche settimana fa era stato il Financial Times, oggi invece è il turno di News Corp.
Che, per chi non lo sapesse, quest’ultima è uno dei più grandi e influenti gruppi editoriali al mondo. Fondata da Rupert Murdoch, News Corp possiede una vasta gamma di proprietà nei settori dell’informazione, dell’editoria e dell’intrattenimento.
Tra le principali attività ricordiamo alcune delle più prestigiose e riconosciute testate giornalistiche a livello internazionale. Tra queste spiccano il Wall Street Journal, rinomato quotidiano finanziario e d’affari, il Times e il Sunday Times nel Regno Unito. Inoltre possiede anche MarketWatch, un sito di notizie finanziarie, e Barron’s, una pubblicazione settimanale di analisi finanziarie. News Corp è anche attiva nell’editoria libraria attraverso HarperCollins, una delle più grandi case editrici del mondo, che pubblica una vasta gamma di generi, dai bestseller commerciali alla narrativa letteraria e ai saggi.
Si tratta di materiale editoriale di primissimo ordine, che per News Corp può essere dato in pasto a ChatGPT, ovviamente al giusto prezzo. Da cui l’accordo appena siglato con Sam Altman, che solo pochi giorni fa ne ha raggiunto un altro col social network Reddit. I dettagli finanziari non sono stati resi noti ma, secondo il Wall Street Journal, il valore dell’intesa con News Corp potrebbe superare i 250 milioni di dollari in cinque anni.
Come riportato dal WSJ, l’accordo prevede anche che i contenuti non saranno immediatamente disponibili su ChatGPT dopo la loro pubblicazione.
Dopo l’annuncio, le azioni di News Corp sono aumentate di circa il 4%. A questo punto sarà interessante capire se, per il giusto prezzo, anche il New York Times troverà un accordo con OpenAI. Diversamente, qualora la sua fosse una battaglia ideologica, il celebre quotidiano rischierà di trovarsi tra i pochi a non monetizzare i propri contenuti.


