Un nuovo studio condotto dai ricercatori della Columbia University e pubblicato sull’American Journal of Public Health rivela un dato allarmante: gli infortuni causati da e-bike e monopattini elettrici sono aumentati rispettivamente del 293% e dell’88% tra il 2019 e il 2022.
Questa impennata, secondo lo studio, è legata alla crescente popolarità di questi mezzi di trasporto, che ha portato a un aumento degli incidenti, spesso dovuti alla mancanza di adeguate misure di sicurezza.
Le biciclette elettriche e i monopattini sono infatti diventati una presenza costante nelle città, grazie all’accessibilità sempre maggiore delle batterie al litio e ai servizi di noleggio. Tra il 2019 e il 2022, le vendite di e-bike negli Stati Uniti sono aumentate del 269%, spinte in parte dalla pandemia, che ha accelerato l’adozione di mezzi di trasporto alternativi e più sostenibili.
Se da un lato e-bike e monopattini hanno conquistato lavoratori e corrieri per la loro comodità e il risparmio sui costi del carburante, dall’altro la loro diffusione ha comportato un aumento delle lesioni tra gli utenti.
Secondo i dati raccolti dal National Electronic Injury Surveillance System (NEISS), tra il 2019 e il 2022 ci sono stati 1.933.296 infortuni legati ai dispositivi di micro-mobilità. Il 33,2% dei casi ha riguardato biciclette tradizionali ma le e-bike si sono distinte per la gravità delle lesioni riportate.
I ricercatori hanno scoperto che gli infortuni legati a questi veicoli erano più gravi rispetto ad altri mezzi, con una maggiore probabilità di ricoveri ospedalieri e un rischio cinque volte superiore di ustioni, spesso causate dal malfunzionamento delle batterie al litio.
Gli hoverboard, da noi poco utilizzati e che negli USA hanno registrato una flessione in popolarità, hanno invece mostrato una correlazione più alta con fratture e commozioni cerebrali, soprattutto tra gli utenti sotto i 18 anni, che rappresentano il 76% dei casi.
E-bike e monopattini: l’uso del casco resta raro
Nonostante il rischio di infortuni gravi, l’uso del casco tra gli utenti di e-bike e monopattini rimane scarso. I ricercatori sottolineano che i servizi di condivisione, sebbene molto convenienti, non sono obbligati a fornire caschi agli utenti, lasciando chiunque noleggi un mezzo esposto a potenziali pericoli.
Anche l’uso di questi dispositivi sotto l’effetto di alcol o droghe è una preoccupazione crescente: i conducenti di monopattini, secondo lo studio, sono risultati i più inclini a subire infortuni mentre sono sotto l’influenza dell’alcol.
“La considerevole crescita degli infortuni legati alla micro-mobilità elettrica può essere attribuita alla mancanza di accesso, educazione e regolamentazione delle attrezzature protettive,” ha spiegato Andrew Rundle, professore di epidemiologia alla Columbia University.
Secondo Rundle, l‘assenza di regolamentazioni che obblighino i servizi di noleggio a fornire caschi, rappresenta un fattore di rischio significativo.
La sicurezza nelle città: un’urgente necessità
Le conclusioni dello studio sollevano questioni importanti per i governi locali, che si trovano a fronteggiare l’aumento esponenziale di questi mezzi di trasporto. Kathryn Burford, ricercatrice e autrice principale dello studio, ha affermato che è urgente migliorare la sorveglianza sugli infortuni legati alla micro-mobilità e implementare strategie per rendere l’uso di e-bike e monopattini più sicuro.
Tra le soluzioni proposte dai ricercatori, vi è l’ampliamento delle piste ciclabili protette, soprattutto nelle aree urbane più congestionate, e l’introduzione di leggi che impongano ai fornitori di servizi di condivisione di offrire caschi agli utenti. Misure di questo tipo potrebbero contribuire a ridurre gli infortuni e rendere la micro-mobilità un’opzione più sicura e sostenibile per il trasporto urbano.
In un’epoca in cui l’attenzione si concentra sempre di più sulla mobilità sostenibile e sui mezzi di trasporto alternativi, il tema della sicurezza non può essere trascurato. Il futuro della micro-mobilità dipenderà non solo dalla sua diffusione ma anche dalla capacità delle città di regolamentare e proteggere gli utenti in modo efficace.


