L’effetto rabbit-hole (tana del coniglio, in inglese), è un termine utilizzato per descrivere un fenomeno che si verifica quando una persona viene gradualmente attratta da contenuti sempre più estremi o specifici su una piattaforma online, a seguito delle raccomandazioni algoritmiche. Questa espressione deriva dalla tana del bianconiglio del libro “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll, dove Alice finisce col trovarsi in un mondo surreale e confuso.
Nell’ambito delle piattaforme social e dei contenuti online, l’effetto rabbit-hole si manifesta quando un utente, iniziando con un contenuto relativamente innocuo, viene indirizzato verso una serie di contenuti correlati sempre più specifici o estremi, che possono includere informazioni distorte, teorie del complotto o altri materiali potenzialmente dannosi.
Questo processo è spesso facilitato dagli algoritmi di raccomandazione che cercano di mantenere l’utente coinvolto il più a lungo possibile, mostrando contenuti che ritengono possano interessarlo basandosi sul suo comportamento precedente.
Nel contesto della notizia di cui andiamo a parlare, il timore dell’Unione Europea è che l’effetto rabbit-hole possa avere un impatto negativo sui bambini, esponendoli a contenuti inappropriati o influenzando negativamente il loro comportamento e il loro benessere.
Ecco spiegato perché le piattaforme social di Meta, quindi Facebook e Instagram, saranno sottoposte a un’indagine per potenziali violazioni delle normative europee sui contenuti online riguardanti la sicurezza dei minori. Questa decisione, annunciata oggi dalla Commissione Europea, potrebbe comportare pesanti sanzioni.
Secondo il Digital Services Act (DSA) dell’Unione Europea, in vigore dall’anno scorso, le aziende tecnologiche devono infatti fare di più per combattere i contenuti illegali e dannosi sulle loro piattaforme. Meta, va ricordato, aveva presentato un rapporto di valutazione del rischio lo scorso settembre.
“La Commissione è preoccupata che i sistemi di Facebook e Instagram, inclusi i loro algoritmi, possano incentivare dipendenze comportamentali nei bambini e creare i cosiddetti ‘effetti rabbit-hole'”, ha dichiarato l’esecutivo UE. “Inoltre, la Commissione è anche preoccupata per i metodi di verifica e garanzia dell’età adottati da Meta.” Le preoccupazioni del regolatore riguardano l’accesso dei minori a contenuti inappropriati.
Meta ha dichiarato di disporre già di numerosi strumenti online per proteggere i bambini. “Vogliamo che i giovani abbiano esperienze online sicure e adeguate alla loro età e abbiamo trascorso un decennio a sviluppare oltre 50 strumenti e politiche per proteggerli”, ha affermato un portavoce dell’azienda. “Questa è una sfida che l’intero settore deve affrontare e siamo ansiosi di condividere i dettagli del nostro lavoro con la Commissione Europea.”
Meta è già sotto il mirino dell’UE per la disinformazione elettorale, una questione cruciale in vista delle prossime elezioni del Parlamento Europeo. Le violazioni del DSA possono comportare multe fino al 6% del fatturato annuo globale di un’azienda.


