T-Flight: l’Hyperloop cinese viaggia oltre i 623 km/h

da | 7 Feb 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

La China Aerospace Science and Industry Corporation (CASIC), la più grande azienda cinese produttrice di missili, sta provando a riportare in vita un sogno ormai tramontato in Occidente: Hyperloop. L’azienda ha infatti annunciato un traguardo significativo: un veicolo maglev di nome T-Flight avrebbe raggiunto la velocità record di oltre 623 km/h all’interno di un tubo “a basso vuoto” lungo solamente 2 km.

Nonostante Hyperloop sia spesso stato criticato dal mondo della tecnologia, questo progetto potrebbe rappresentare un salto verso il futuro, promettendo trasporti ad alta velocità e con grande efficienza. Tuttavia, rimangono delle sfide pratiche non indifferenti da superare.

Il concetto dell’Hyperloop è in un certo senso una rivisitazione moderna dei vecchi sistemi di posta pneumatica, ma su una scala molto più ampia. L’idea è di utilizzare treni a levitazione magnetica in tunnel praticamente sottovuoto, eliminando così l’attrito dell’aria e permettendo velocità estremamente elevate, potenzialmente fino a Mach 5.

Nonostante le prospettive affascinanti, rimangono questioni aperte riguardo i costi elevati per la realizzazione dei treni maglev e delle infrastrutture richieste, oltre ai problemi tecnici di mantenere un tubo costantemente sotto vuoto. In recenti test, il veicolo T-Flight di CASIC avrebbe comunque compiuto la sua prima corsa stabile in levitazione magnetica, spingendosi oltre i 623 km/h.

Il sito New Atlas, dal quale riprendiamo la news, stima che con 500 metri disponibili per una frenata controllata, il prototipo potrebbe aver spinto l’accelerazione a poco oltre 1G per circa 17 secondi, prima di decelerare bruscamente fino a circa 3G. Un’alternativa potrebbe essere stata un’accelerazione più marcata, fino a circa 2G, raggiungendo il picco di velocità a metà del tubo per poi rallentare similmente a 2G. Il che sarebbe senza dubbio un risultato notevole.

CASIC ha dichiarato che la piattezza della pista di prova utilizzata rientra in una tolleranza di soli 0,3 mm, e che i tubi sottovuoto del diametro di 6 metri presentano una variazione dimensionale inferiore ai 2 mm. Interessante è anche la capacità di riportare l’intero sistema alla pressione atmosferica normale in soli cinque minuti.

Sebbene CASIC abbia commentato i risultati del test con grande soddisfazione, il progetto è lontano dall’essere completo. La prossima fase prevede l’estensione della pista fino a 60 km, per testare il treno a velocità che sfiorino i 1.000 km/h, superando quella degli aerei commerciali. A queste velocità, un ipotetico collegamento tra Datong e Pechino sarebbe capace in futuro di ridurre la percorrenza da quattro ore a meno di trenta minuti.

Le ambizioni di CASIC si spingono poi oltre, come dimostrato da un video di sei anni fa che illustra un collegamento Wuhan-Pechino a 2.000 km/h (Mach 1.6). Tuttavia, l’azienda sembra ben consapevole delle sfide e delle praticità di tali progetti.

Al tempo stesso, non vanno trascurati alcuni elementi che potrebbero decretare il successo di questa iniziativa. Con un fatturato di 34 miliardi di dollari nel 2017 e il sostegno del governo cinese, il progetto sembra avere buone possibilità di riuscita. La vasta popolazione della Cina, con oltre 1,412 miliardi di persone, potrebbe giustificare economicamente un sistema di trasporto pubblico così costoso. E le lamentele dei proprietari dei terreni lungo cui dovrebbero sfrecciare i treni, da quelle parti difficilmente possono divenire un ostacolo.

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