OpenAI tenta la conquista di Hollywood con Sora

da | 25 Mar 2024 | IA

Che Sam Altman abbia una marcia in più, è una constatazione. Così come lo è il fatto che è anche particolarmente ambizioso. L’unione di queste due  osservazioni “spiega” la news di oggi, che vuole OpenAI mirare ad affermarsi nel settore cinematografico.

L’azienda di ChatGPT, stando a Blooomberg, avrebbe infatti organizzato una serie di incontri a Los Angeles questa settimana con studios di Hollywood, esponenti di spicco del mondo dei media e talent agency.

L’obiettivo è stabilire partnership nel mondo dell’entertainment e stimolare i cineasti ad adottare nelle loro produzioni il rivoluzionario Sora. L’iniziativa sarebbe stata confermata da fonti interne, che hanno preferito mantenere l’anonimato.

L’incursione di OpenAI nel mondo del cinema non è che l’ultima di una serie di attività di networking avviate nelle scorse settimane. A fine febbraio, infatti, il Chief Operating Office, Brad Lightcap, affiancato da alcuni collaboratori, avrebbe introdotto a Hollywood le potenzialità di Sora. Pochi giorni dopo il CEO di OpenAI, Sam Altman, avrebbe invece preso parte ad alcuni eventi nel corso del weekend dedicato agli Academy Awards.

La presentazione di Sora, avvenuta a metà febbraio, ha mostrato una serie di sorprendenti clip in alta definizione che hanno immediatamente catalizzato l’attenzione dell’industria cinematografica e tecnologica (e demoralizzato Tyler Perry).

Sebbene Sora non sia ancora accessibile al grande pubblico, OpenAI ha già permesso ad attori e registi di provarlo. “OpenAI segue una strategia di collaborazione con l’industria del cinema, attuando un processo di implementazione progressiva degli aggiornamenti, così da garantire una loro applicazione sicura e di anticipare le prospettive future”, ha dichiarato un portavoce. “Siamo entusiasti all’idea di proseguire il dialogo con artisti e professionisti del settore creativo.”

Va però ricordato che l’intelligenza artificiale ha sollevato numerosi dibattiti a Hollywood. Se da un lato molti professionisti del cinema ne riconoscono le potenzialità e si affidano già all’IA per le fasi di pre-produzione e post-produzione, dall’altro sono in molti a nutrire preoccupazioni riguardo all’impatto che avrà su numerose professioni all’interno del settore. Non a caso, lo scorso anno, sceneggiatori e attori hanno indetto uno sciopero volto anche a chiedere tutele nell’utilizzo di questa tecnologia.

A ciò si aggiungono le reticenze delle media company, che dimostrano cautela riguardo alla possibilità che OpenAI utilizzi le loro produzioni per addestrare i propri modelli, senza offrire in cambio adeguati compensi. Secondo quanto riportato da Bloomberg, però, alcune realtà come CNN, Fox Corp. e Time Magazine avrebbero avviato trattative per la licenza dei loro contenuti a OpenAI.

Sam Altman si fa dunque avanti con Hollywood ma in realtà, per alcuni, starebbe solo cercando di recuperare il tempo perduto, visto che colossi come Meta e Google hanno già presentato progetti di ricerca per convertire testi in video. Anche un numero crescente di startup ben finanziate, tra cui Runway AI, Pika e Stability AI, stanno esplorando questa tecnologia.

La prospettiva di partnership future tra OpenAI e i giganti di Hollywood potrebbe non solo rafforzare la posizione dell’azienda nell’arena tecnologica ma anche rivoluzionare il modo in cui film e contenuti vengono creati, offrendo agli artisti strumenti inediti per esprimere la loro visione. Al tempo stesso, porta con sé anche una serie di sfide e interrogativi capaci di sconvolgere gli equilibri di Hollywood. Ne vedremo delle belle, non solo al cinema.

POTREBBE INTERESSARTI

Nvidia CES 2026 Jensen Huag

Al CES 2026 la Silicon Valley ha scelto Trump

La Genesis Mission, Nvidia e il nuovo asse Washington-Silicon Valley: al Consumer Electronics Show è andata in scena la fine della neutralità tech.

Harry Potter e la Pietra Filosofale

I ricercatori sono riusciti a estrarre Harry Potter (quasi per intero) dai principali LLM

Una ricerca di Stanford dimostra che Claude, GPT-4.1, Gemini e Grok hanno memorizzato interi libri protetti da copyright. E possono riprodurli quasi parola per...
Grok

Grok, la risposta di Musk ai deepfake è farli pagare

Dall’Indonesia al Regno Unito, i governi reagiscono ai deepfake di Grok. Musk attacca gli inglesi: “Fascisti”. Ma intanto le immagini abusive...
Character

Google e Character.AI, accordi milionari per evitare il processo

Le famiglie ottengono risarcimenti per i suicidi legati al chatbot, ma il vuoto normativo sulla responsabilità dell’IA generativa resta intatto.

Andreessen Horowitz

Il secolo americano di Andreessen Horowitz: 15 miliardi per blindare il futuro tech

Dalla difesa all’intelligenza artificiale: come il colosso di Menlo Park sta puntando a riscrivere il rapporto tra capitale privato, sovranità e potere.

data center

La corsa all’IA accende il mercato dei bond per i data center europei

L’Europa importerà i modelli finanziari americani per recuperare il terreno perduto rispetto a USA e Cina, trasformando i data center in asset...
Dario Amodei Anthropic

Anthropic tratta un nuovo finanziamento a una valutazione da 350 miliardi

La start-up di intelligenza artificiale, in competizione con OpenAI, mira a raccogliere circa 10 miliardi mentre prende forma l’ipotesi di una quotazione in...
ChatGPT Health

OpenAI annuncia ChatGPT Health (ma non in Europa)

Negli Stati Uniti 230 milioni di persone già usano il chatbot di Sam Altman per parlare di salute. Ma non mancano le sfide in termini di sensibilità dei dati e le...
giustizia giudici IA

Negli USA i giudici iniziano a usare l’IA per decidere i processi

Dagli Stati Uniti arriva la spinta per l’IA in tribunale: non più solo ricerca legale ma bozze di sentenze e decisioni automatizzate.

Elon Musk xAI

xAI raccoglie 20 miliardi in meno di due anni: è record per Musk

La società di intelligenza artificiale di Elon Musk supera i 42 miliardi totali di finanziamenti dal 2023 e punta a una valutazione oltre i 230 miliardi. Ma Grok...
Share This