Tyler Perry, classe 1969, è un attore, regista e drammaturgo americano. La sua carriera però si estende anche al di fuori del set: nel 2015, infatti, ha acquisito l’ex base militare di Fort McPherson, vicino ad Atlanta, grande 330 acri, e l’ha trasformata in studi cinematografici.
Il blockbuster di Marvel, “Black Panther”, è stato il primo film girato in uno dei nuovi palcoscenici degli Tyler Perry Studios, utilizzati anche per girare la serie televisiva “The Walking Dead”. Tyler Perry è il secondo afroamericano a possedere completamente un importante studio cinematografico, e pianificava di ampliarlo con l’aggiunta di 12 nuovi palcoscenici sonori, con un investimento da 800 milioni di dollari. Ma dopo aver visto Sora di OpenAI, ha deciso di bloccare tutto.
In un’intervista a The Hollywood Reporter, Perry ha condiviso le sue preoccupazioni sull’impatto dell’IA. Stupito dalla capacità di Sora di generare ambientazioni realistiche su richiesta, secondo il suo punto di vista viene a cadere la necessità di viaggiare in location remote o di costruire set fisici elaborati.
“Se volessi essere nella neve in Colorado, è testo. Se volessi scrivere una scena sulla luna, è testo, e questa IA può generarlo come niente. Se volessi avere due persone in un soggiorno tra le montagne, non devo costruire un set tra le montagne, non devo mettere un set nel mio lotto. Posso sedermi in un ufficio e fare questo con un computer, il che per me è scioccante“.
Tuttavia, la sua preoccupazione principale riguarda le implicazioni occupazionali dell’IA. Perry teme che software come Sora potrebbero influenzare drasticamente tutti gli aspetti dell’industria, mettendo in pericolo numerosi posti di lavoro. “Mentre guardavo [Sora], ho immediatamente iniziato a pensare a tutti coloro nell’industria che ne saranno colpiti, inclusi attori, grip, elettricisti, trasporto, suono ed editor. Penso che toccherà ogni aspetto del nostro settore“.
Nonostante le sue preoccupazioni, Perry non si oppone all’avanzamento tecnologico. Anzi, ne riconosce le sue potenzialità, avendo già usato l’IA in due dei suoi prossimi film, riducendo significativamente il tempo dedicato al trucco. La sua visione per il futuro dell’industria sostiene però la necessità di un dialogo aperto e di una regolamentazione che salvaguardi i lavoratori, senza ostacolare l’innovazione. Sottolinea l’importanza di un impegno collettivo dove sindacati, studi e professionisti del settore lavorino insieme per regolarsi in questo nuovo paesaggio tecnologico.
“Penso che tutti debbano essere coinvolti nel proteggere il futuro della nostra industria perché sta cambiando rapidamente, proprio davanti ai nostri occhi. Penso a tutti i lavoratori edili e agli appaltatori che resteranno disoccupati perché non realizzerò questa prossima fase dello studio, perché non c’è più bisogno di farlo”.


