Safe Superintelligence di Ilya Sutskever raccoglie oltre $1 miliardo

by | 9 Set 2024 | IA

Tempo di lettura: 3 minuti

Ricorderete senz’altro quando abbiamo scritto di Ilya Sutskever, ex Chief Scientist che lo scorso maggio ha lasciato OpenAI, azienda della quale è stato una figura chiave. Così importante da essere tra i membri del consiglio che lo scorso anno votarono per licenziare il CEO Sam Altman. Una mossa che Sutskever, in seguito, ha definito un errore, dichiarandosi favorevole al ritorno di Altman.

Ma il dado era ormai tratto e la sua posizione in OpenAI è rimasta incerta fino appunto allo scorso maggio, quando è stata confermata la sua uscita ufficiale dall’azienda.

Oggi ritroviamo Sutskever come uno dei co-fondatori di Safe Superintelligence, una nuova impresa che sembra rappresentare una critica indiretta alla filosofia di OpenAI, nonostante molti degli investitori abbiano partecipazioni in entrambe le società.

L’IA sicura e crediti cloud

Safe Superintelligence è una neonata startup nel campo dell’intelligenza artificiale con uffici nella Silicon Valley e in Israele. E ha annunciato di aver raccolto oltre 1 miliardo di dollari nel suo primo round di finanziamento, un risultato straordinario per una realtà che si è presentata ufficialmente solo lo scorso giugno.

L’enorme successo di raccolta fondi non è casuale e riflette il calibro dei fondatori della startup. Tra questi nomi di spicco, oltre al già citato Ilya Sutskever, troviamo anche Daniel Levy, anche lui veterano di OpenAI, e Daniel Gross, ex capo dell’intelligenza artificiale in Apple.

La reputazione di questi leader nel mondo dell’AI ha evidentemente attratto l’interesse di investitori di primo livello, tra i quali figurano grandi nomi della Silicon Valley, come Andreessen Horowitz, DST Global, Sequoia Capital e SV Angel, oltre alla partnership NFDG gestita da Gross insieme a Nat Friedman.

Curiosamente, tutto il finanziamento è stato effettuato in contanti, un dettaglio non da poco. Molte startup tecnologiche, infatti, ricevono parte dei loro fondi sotto forma di “crediti cloud“, una risorsa fornita dai provider di cloud computing, come Amazon Web Services o Google Cloud, per coprire i costi delle infrastrutture tecnologiche.

I crediti cloud permettono alle aziende di utilizzare risorse di calcolo e stoccaggio dati senza dover pagare immediatamente ma sono vincolati al fornitore che li eroga. In questo caso, Safe Superintelligence ha scelto di puntare su denaro liquido, probabilmente per garantire maggiore flessibilità nell’acquisto della potenza di calcolo necessaria per sviluppare i propri sistemi.

Safe Superintelligence: nessuna distrazione, solo AGI sicure

Safe Superintelligence si propone di costruire una “superintelligenza sicura”, un concetto che implica la creazione di un’intelligenza artificiale estremamente potente ma che tenga conto delle diffuse preoccupazioni legate alla sicurezza. Quelle che Sam Altman, ad esempio, prenderebbe un po’ alla leggera.

Per chi non l’avesse ancora capito stiamo parlando delle AGI e, in un post su X, la startup ha dichiarato: “Abbiamo avviato il primo laboratorio SSI con un solo obiettivo e un solo prodotto: una superintelligenza sicura”.

Le AGI (Artificial General Intelligence), o Intelligenze Artificiali Generali, sono sistemi di intelligenza artificiale progettati per possedere una capacità cognitiva simile a quella umana. A differenza delle AI tradizionali, che sono specializzate in compiti specifici (come riconoscere immagini o generare testo), le AGI sarebbero in grado di comprendere, apprendere e affrontare una vasta gamma di problemi in diversi settori, adattandosi a situazioni nuove senza necessitare di programmazione specifica.

In altre parole, un’AGI avrebbe la flessibilità intellettuale di un essere umano, potendo risolvere problemi complessi, ragionare, pianificare e apprendere da esperienze diverse in modo autonomo. Lo sviluppo di AGI è considerato il prossimo grande traguardo nell’intelligenza artificiale ma comporta anche sfide etiche e di sicurezza, poiché un’AGI mal gestita potrebbe avere implicazioni devastanti per la società.

Ecco perché Safe Superintelligence ha sottolineato la sua struttura snella e focalizzata: “La nostra attenzione esclusiva significa nessuna distrazione da parte della gestione o dei cicli di prodotto, e il nostro modello di business garantisce che sicurezza, protezione e progresso siano isolati dalle pressioni commerciali a breve termine.”

Un riferimento neanche troppo velato alla strategia adottata da molte altre aziende del settore, spesso divise tra esigenze di mercato e lo sviluppo di nuove tecnologie.

La sfida dei fondi

Nonostante la cifra significativa raccolta, il percorso per la creazione di una vera e propria superintelligenza potrebbe rivelarsi lungo e costoso. Se le attività preliminari non dovessero generare entrate, il miliardo di dollari potrebbe infatti esaurirsi in tempi relativamente brevi.

Safe Superintelligence, come molte startup del settore, potrebbe quindi trovarsi presto a dover ricorrere a ulteriori iniezioni di capitale per sostenere i suoi ambiziosi progetti. E mentre il mondo osserva con interesse lo sviluppo della superintelligenza sicura, resta da vedere se l’enorme fiducia degli investitori si tradurrà in successi concreti nel lungo termine.

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