Ilya Sutskever lascia OpenAI sei mesi dopo l’assalto a Sam Altman

by | 16 Mag 2024 | IA, Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

“Ilya e OpenAI si separeranno. Questo mi addolora profondamente; Ilya è indiscutibilmente una delle menti più eccezionali della nostra epoca, un faro guida nel nostro settore e un caro amico. La sua genialità e visione sono ben riconosciute; la sua umanità e compassione sono meno note, ma altrettanto cruciali”.

“OpenAI non sarebbe la stessa senza di lui. Anche se ora si dedicherà a un progetto personale significativo, gli sarò eternamente grato per ciò che ha fatto qui e sono determinato a completare la missione che abbiamo iniziato insieme. Sono felice di aver potuto lavorare vicino a un genio così straordinario e a una persona così concentrata sul miglioramento del futuro dell’umanità”.

“Jakub sarà il nostro nuovo Chief Scientist. Anche Jakub è una delle menti più brillanti della nostra generazione; sono entusiasta che assuma questo ruolo. Ha guidato molti dei nostri progetti più importanti, e sono fiducioso che ci condurrà a fare progressi rapidi e sicuri verso la nostra missione di garantire che l’AGI benefici tutti”.

Con queste parole, due giorni fa Sam Altman ha salutato Ilya Sutskever, co-fondatore e chief scientist di OpenAI. Parole molto affettuose e compassionevoli… ma convincenti fino a un certo punto.

Ma torniamo indietro. Fondata nel 2015 da Altman, Elon Musk e alcuni giovani ricercatori, tra cui Ilya Sutskever, OpenAI è sempre stata all’avanguardia nella ricerca sull’intelligenza artificiale. Il coinvolgimento di Sutskever ha subito conferito credibilità all’azienda. Come studente di dottorato all’Università di Toronto, aveva infatti contribuito a una svolta nelle reti neurali, la tecnologia che ha guidato i progressi del campo nell’ultimo decennio.

Alla fine del 2022, OpenAI ha stupito il mondo con il rilascio di ChatGPT, e l’industria tecnologica ha rapidamente adottato l’intelligenza artificiale generativa, delle varie manifestazioni dell’IA sicuramente la più nota e interessante. Sembrava una storia perfetta, e in parte lo è stata, ma qui iniziano probabilmente le frizioni con Altman.

L’anno scorso, infatti, Sutskever ha contribuito alla creazione del team di Super Alignment in OpenAI. L’obiettivo era assicurare che le future versioni della tecnologia rispettassero vari criteri di sicurezza. Come altri nel campo (e non solo), Ilya era sempre più preoccupato per i potenziali pericoli dell’IA. Non parliamo dell’IA odierna, che lo stesso Altman definisce “stupida”, ma dell’AGI, l’Intelligenza Artificiale Generale, una tecnologia ancora da realizzare che potrebbe replicare qualsiasi funzione del cervello umano.

Non si sa quando arriverà ma tutti ci stanno lavorando. E quando accadrà, nulla sarà più lo stesso. Per alcuni il mondo diventerà migliore, per altri sarà la fine dell’umanità. Speriamo che abbiano ragione i primi…

Il punto è che mentre Ilya Sutskever vuole procedere con cautela verso l’AGI, Altman sembra essere molto più audace. E così arriviamo allo scorso novembre, quando si unisce ad altri tre membri del CdA di OpenAI per rimuovere Sam Altman. All’epoca, il Consiglio di amministrazione di OpenAI era composto da sei persone: tre fondatori e tre membri indipendenti.

Sutskever ha votato con i tre membri esterni per rimuovere Altman come CEO e presidente del CdA, affermando, senza entrare nei dettagli, che Altman non era stato “sempre trasparente nelle sue comunicazioni”. Greg Brockman, presidente di OpenAI e un altro co-fondatore, si dimette in segno di protesta, così come Jakub Pachocki (segnatevi questo nome).

Pochi giorni dopo, con centinaia di dipendenti di OpenAI che minacciavano di dimettersi in solidarietà con Altman, e Satya Nadella furibondo per il “colpo di stato” (ma c’è da capirlo,  all’epoca in OpenAI aveva investito circa 13 miliardi di dollari), Ilya Sutskever dichiara di essersi pentito ed esce dal consiglio di amministrazione.

Altman torna quindi come CEO dopo che lui e il consiglio concordano di sostituire due membri con Bret Taylor, ex dirigente di Salesforce, e Lawrence Summers, ex segretario del Tesoro degli Stati Uniti. Altman riacquista il suo seggio nel consiglio lo scorso marzo, quando il consiglio si allarga a sette membri.

Un dettaglio importante: dalla reintegrazione di Altman, Sutskever non è mai tornato al lavoro. Altman ha dichiarato che sperava di fargli cambiare idea, ma alla fine non è stato possibile.

Dicevamo di ricordare Jakub Pachocki. Nelle settimane precedenti l’allontanamento di Altman aveva contribuito alla creazione di GPT-4, la tecnologia al cuore di ChatGPT. Probabilmente anche grazie al suo gesto di solidarietà verso Altman, è stato promosso a direttore della ricerca, dopo essere sempre stato in una posizione inferiore rispetto a Ilya Sutskever. Dato però che quest’ultimo non è più tornato in ufficio dallo scorso novembre, Pachocki è di fatto il chief scientist di OpenAI già da qualche mese.

Che di faida interna si tratti pare confermarlo anche il destino di Jan Leike. Gestiva il team di Super Alignment con Sutskever, e anche lui si è dimesso da OpenAI. Il suo ruolo sarà assunto da John Schulman, un altro co-fondatore della società.

Con la partenza di Ilya Sutskever, si chiude dunque un importante capitolo della storia di OpenAI. Una storia che ha sorpreso la Silicon Valley e che getta alcune ombre su Sam Altman. Il cui commiato riportato all’inizio, assume connotazioni ben diverse alla luce di quanto appena raccontato.

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