Nella giornata di ieri, OpenAI ha recentemente annunciato il nuovo assetto della sua struttura dirigenziale, con la prevedibile riconferma di Sam Altman nel ruolo di amministratore delegato e la sua reintegrazione nel Consiglio di amministrazione.
Dopo alcuni mesi di assenza dalla guida di OpenAI, Altman è stato così reinserito ufficialmente nel CdA. Questo cambiamento è accompagnato dall’introduzione di tre nuovi membri nel consiglio: Sue Desmond-Hellmann, ex amministratore delegato della Bill and Melinda Gates Foundation; Nicole Seligman, precedente presidente di Sony Entertainment; infine, Fidji Simo, attuale CEO di Instacart. Con queste aggiunte, il consiglio di OpenAI ora conta otto membri.
Nonostante la formazione di un consiglio transitorio seguito al licenziamento di Altman lo scorso novembre, nessuno dei membri si dimetterà a seguito di queste nuove nomine. Pertanto, figure come Bret Taylor, co-CEO di Salesforce e attuale presidente del consiglio di OpenAI, Adam D’Angelo, CEO di Quora, Larry Summers, economista ed ex presidente dell’Università di Harvard, e Dee Templeton, osservatore del consiglio nominato da Microsoft, continueranno a mantenere le loro posizioni.
La scelta di aggiungere tre donne nel CdA è una risposta alle critiche rivolte alla precedente composizione del consiglio, esclusivamente maschile, e alla scelta di Summers, che apprendiamo avere una storia di commenti poco lusinghieri verso le donne.
È poi da notare che il Congressional Black Caucus lo scorso gennaio aveva ha espresso preoccupazione per la mancanza di diversità nel consiglio, sottolineando l’importanza della prospettiva afroamericana nella riduzione dei pregiudizi nell’intelligenza artificiale. I recenti episodi riscontrati con la generazione delle immagini di Gemini e Imagine with Meta, paiono però porre queste preoccupazioni in una luce diversa.
I nuovi membri del consiglio vantano un ampio background di esperienze. Desmond-Hellmann, con un passato da cancelliere dell’Università della California di San Francisco e presidente dello sviluppo di prodotti presso Genentech, è specializzata in oncologia.
Seligman ha una lunga carriera legale e dirigenziale alle spalle. È balzata agli onori della cronaca per la sua rappresentanza del tenente colonnello Oliver North durante le udienze Iran-Contra e del presidente Bill Clinton durante il suo processo di impeachment.
La Simo, prima al timone dell’app Facebook di Meta, ha contribuito a diversi progetti di video, giochi e monetizzazione, oltre a fondare The Metrodora Foundation, un’istituzione dedicata alla ricerca e alla cura sanitaria.
Queste nomine arrivano dopo un’indagine condotta dallo studio legale WilmerHale, che ha concluso che la rimozione di Altman era dovuta a una perdita di fiducia reciproca col consiglio precedente e non a preoccupazioni legate alla sicurezza dei prodotti o alla gestione finanziaria di OpenAI.
Per dovere di cronaca, riportiamo però che una recente inchiesta del New York Times ha rivelato un lato di Altman ben poco edificante, quello cioè che lo vede incline alla manipolazione. L’indagine rivela che Altman sarebbe solito raccontare agli altri ciò che desiderano sentirsi dire per guadagnarsi la loro stima e l’appoggio alle sue scelte; tuttavia, non si farebbe problemi a compromettere la loro reputazione nel momento in cui viene messo in discussione.
Stando a quanto riportato dal NY Times, Mira Murati, direttore tecnologico di OpenAI, e Ilya Sutskever, precedentemente parte del consiglio di OpenAI e principale scienziato della compagnia, hanno preso l’iniziativa di avvicinarsi ai membri del vecchio consiglio per manifestare le loro preoccupazioni riguardo alle azioni di Altman. Da questa azione sarebbe derivata la sua rimozione lo scorso novembre.
In seguito a questa indagine, OpenAI ha deciso di rafforzare le proprie politiche di governance aziendale, istituendo linee guida più stringenti per i conflitti di interesse e avviando un servizio di segnalazione anonima per dipendenti e collaboratori.


