Un nuovo progetto scientifico, ICARUS, potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui comprendiamo la fauna selvatica. Grazie a un sistema satellitare di tracciamento, migliaia di animali saranno monitorati da remoto, rivelando dettagli senza precedenti sui loro spostamenti, sulle loro abitudini e sugli impatti del cambiamento climatico sui loro ecosistemi.
Se tutto andrà come previsto, l’Internet degli Animali – così è stato chiamato questo ambizioso progetto – potrebbe illuminare il mondo animale, offrendone una visione senza precedenti. Dietro questo progetto c’è Martin Wikelski, un ornitologo tedesco che, quasi 20 anni fa, concepì l’idea di un sistema globale di sensori indossati dagli animali. “Internet degli Animali”, così lo battezzò, un nome che richiama immediatamente alla mente la rete che collega miliardi di persone in tutto il mondo.
Invece di trasmettere foto e messaggi, questi sensori raccoglieranno dati vitali sulle rotte migratorie, sui comportamenti e sulle condizioni di vita di migliaia di specie animali, contribuendo a comprendere meglio i meccanismi del cambiamento globale.
Il cuore del sistema è ICARUS (International Cooperation for Animal Research Using Space), un’iniziativa che prevede l’utilizzo di piccoli dispositivi di tracciamento alimentati a energia solare, pesanti meno di una graffetta, che verranno attaccati a diverse specie animali.
Questi dispositivi raccoglieranno dati ambientali e comportamentali, che verranno poi trasmessi a una rete di satelliti in orbita. Il sistema sarà in grado di monitorare animali in tutto il mondo, dal volo degli sparvieri alle migrazioni delle antilopi saiga, passando per il comportamento degli uccelli artici e persino il movimento di detriti di plastica negli oceani.
Le disavventure di ICARUS
Nel 2018, dopo anni di lavoro con progettisti, ingegneri e funzionari governativi di diversi paesi, il team di Martin Wikelski ha visto finalmente il ricevitore ICARUS decollare a bordo di un razzo Soyuz dal Kazakistan verso la Stazione Spaziale Internazionale, dove i cosmonauti russi lo hanno installato sul loro modulo. “Abbiamo ballato, pianto e ci siamo abbracciati,” ha raccontato Wikelski, descrivendo come lo stress di quasi 20 anni si fosse dissolto in un attimo.
L’internet degli animali è diventato operativo nel marzo 2020 ma, entro la fine dell’anno, problemi meccanici sul modulo russo della ISS hanno fermato il sistema. È passato quasi un anno prima che fosse di nuovo funzionante e, nella primavera del 2021, il sistema ha iniziato a raccogliere dati da circa 3.500 animali taggati in tutto il mondo.
Nell’inverno del 2022, però, l’invasione russa dell’Ucraina ha interrotto i rapporti tra l’Occidente e la Russia, causando l’interruzione improvvisa della trasmissione dei dati da ICARUS.
In seguito al fallimento del sistema sulla ISS, il team di Wikelski ha iniziato a riprogettare ICARUS per utilizzare ricevitori satellitari, un obiettivo che avevano sempre avuto in mente. Nel 2022, sembrava tutto pronto per far orbitare un ricevitore ICARUS sul prossimo satellite GRACE (Gravity Recovery and Climate Experiment), una collaborazione tra la NASA e l’agenzia spaziale tedesca, con lancio previsto per il 2028.
Anche questa volta, però, un imprevisto politico dell’ultimo minuto ha sottratto più di un terzo dei finanziamenti tedeschi al progetto, rendendo impossibile includere ICARUS. “Eravamo totalmente devastati,” ha ricordato Wikelski, che ha dato al progetto tre mesi per trovare una soluzione o abbandonarlo definitivamente. “È allora che abbiamo deciso di ridimensionare il progetto e puntare su un CubeSat.”
Così, a partire dal prossimo anno, il progetto prevede di lanciare ricevitori ICARUS su cinque CubeSat, relativamente economici, utilizzando compagnie di lancio private. I CubeSat, è il caso di ricordarlo, sono piccoli satelliti delle dimensioni di un cubo di Rubik e pesanti solo pochi chilogrammi. Finanziato dalla Max Planck Society, il sistema avrà un costo di circa 1,57 milioni di dollari per il lancio e un costo operativo annuale di circa 160.000 dollari.
ICARUS: una grande opportunità
Il progetto non è solo una meraviglia tecnologica ma rappresenta anche una grande opportunità per la conservazione della fauna selvatica. “L’obiettivo è rendere le persone consapevoli della straordinaria bellezza e ricchezza del mondo naturale,” ha spiegato Wikelski. “Vogliamo che i dati raccolti possano guidare strategie di conservazione efficaci, identificando le aree critiche dove gli animali sono più a rischio.”
Il potenziale dell’Internet degli Animali è enorme. Secondo Ellen Aikens, biologa dell’Università del Wyoming, ICARUS potrebbe diventare una “forza democratizzante” per la ricerca ecologica. Grazie a questo sistema, anche i ricercatori con budget limitati o che lavorano su specie meno conosciute potranno accedere a dati di alta qualità, aprendo nuove possibilità per la scienza.
L’Internet degli Animali rappresenta dunque una svolta nella ricerca sulla fauna selvatica e nella conservazione. Grazie alla perseveranza e all’innovazione, il team di Wikelski è riuscito a superare ostacoli apparentemente insormontabili, portando il progetto sempre più vicino alla sua realizzazione.
Se tutto andrà come previsto, nel prossimo futuro potremmo avere una comprensione molto più profonda del nostro pianeta e delle creature che lo abitano, una conoscenza che potrebbe fare la differenza nella salvaguardia delle specie e degli ecosistemi a rischio.


