A Pechino un robot umanoide polverizza il record mondiale della mezza maratona

by | 19 Apr 2026 | IA, Tecnologia

Foto: EPA
Riassunto IA
  • Il robot Lightning di Honor ha completato la mezza maratona di Pechino in 50:26, battendo il record umano di Jacob Kiplimo di oltre sei minuti.
  • I concorrenti robotici sono passati da 21 a 105 in un anno; i primi tre classificati erano tutti autonomi, senza alcun intervento umano.
  • La Cina controlla l’80% del mercato mondiale dei robot umanoidi, con aziende consumer come Honor che si diversificano nel settore a velocità senza precedenti.
Tempo di lettura: 3 minuti

Un anno fa, come avevamo raccontato, la prima mezza maratona robotica di Pechino si era trasformata in uno spettacolo involontario: teste che rotolavano sull’asfalto, robot che si frantumavano dopo pochi metri, un androide che aveva cominciato a fumare dalla testa.

Su ventuno concorrenti, solo quattro avevano tagliato il traguardo. Il vincitore, Tiangong Ultra, ci aveva messo due ore e quaranta minuti, guidato da un corridore umano con un segnalatore sulla schiena e assistito da tre cambi di batteria.

Dodici mesi dopo, il quadro è irriconoscibile. Stamattina, alla seconda edizione della Beijing E-Town Half-Marathon, il robot Lightning, sviluppato dall’azienda cinese Honor, ha completato i 21 chilometri in 50 minuti e 26 secondi. Oltre sei minuti più veloce del record mondiale umano, quello del corridore ugandese Jacob Kiplimo (57:20). E circa 17 minuti più rapido dell’umano più veloce in gara, un corridore amatoriale locale.

Da ventuno a centocinque, e i primi tre corrono da soli

Il dato più significativo non è il tempo ma ciò che gli sta dietro. I concorrenti robotici sono passati da 21 a 105 in un solo anno, un’esplosione che riflette l’accelerazione dell’intero settore.

La competizione quest’anno ha introdotto una distinzione importante, dividendo i partecipanti in due categorie: robot controllati a distanza da operatori umani e robot completamente autonomi.

I primi tre classificati sono stati tutti modelli Lightning gestiti da team diversi, e tutti autonomi. Nessun corridore umano a fare da guida, nessun segnalatore sulla schiena. Un salto qualitativo che dice molto sulla maturità raggiunta dall’IA incorporata nei sistemi robotici: quasi il 40 per cento dei concorrenti, secondo gli organizzatori, correva senza alcun intervento umano.

Il robot vincitore, alto 169 centimetri e pesante 45 chili, è stato progettato per adattarsi a terreni complessi mantenendo velocità elevate. Ma la tecnologia non è ancora infallibile: un modello H1 di Unitree, una delle aziende di riferimento della robotica cinese, è crollato a pochi metri dal traguardo e ha dovuto essere portato via dalla pista. Anche uno dei Lightning è andato a sbattere contro una barriera, sebbene dopo aver già tagliato il traguardo.

La maratona dei robot come vetrina geopolitica

La mezza maratona di Pechino non è solo una gara. È una dichiarazione industriale. La Cina controlla l’80 per cento del mercato mondiale dei robot umanoidi, secondo la società di consulenza Counterpoint.

Lo sviluppo di queste macchine è stato inserito esplicitamente tra i motori della crescita economica cinese, accanto all’intelligenza artificiale, nel piano d’azione nazionale sull’IA pubblicato lo scorso anno.

Il protagonista di questa edizione lo conferma. Honor, il marchio nato come sotto-marca di Huawei e diventato indipendente nel 2020, è entrato nella robotica umanoide soltanto l’anno scorso.

Il fatto che un’azienda nota per smartphone e dispositivi elettronici di consumo riesca a dominare una competizione del genere racconta come le grandi aziende tecnologiche cinesi si stiano diversificando nella robotica con una velocità che non ha equivalenti altrove.

Il banco di prova che conta

Al di là dello spettacolo, la maratona funziona come test industriale sul campo. Batterie, articolazioni, sistemi motori e algoritmi software vengono messi alla prova su un percorso reale, con curve strette e pendenze che simulano condizioni operative concrete.

“La corsa sulla lunga distanza è un banco di prova utile per le applicazioni robotiche e può contribuire a verificare quanto bene i motori resistano durante movimenti ciclici ripetuti, una qualità essenziale per l’uso industriale,” ha spiegato Liu Xiangquan, professore di robotica presso la Beijing Information Science and Technology University.

Liu ha aggiunto che l’evento offre alle università una piattaforma per la pratica ingegneristica sul campo, formando talenti direttamente spendibili nell’industria.

Il giorno prima, sabato, Pechino aveva ospitato un’altra competizione: la Robot Warrior Challenge, in cui le macchine hanno affrontato prove come attraversare ponti stretti, saltare oltre crepacci, scalare pendenze ripide e superare ostacoli.

Il vincitore è stato il Tien Kung 3.0, progettato da X-Humanoid, la stessa organizzazione che aveva sviluppato il Tiangong Ultra, vincitore della maratona del 2025.

Un anno che vale un’epoca

Il confronto tra le due edizioni racconta, in sintesi, la velocità con cui si sta muovendo la robotica cinese. Da due ore e quaranta minuti con assistenza umana a 50 minuti in piena autonomia. Da quattro robot al traguardo a oltre cento in gara. Da teste che rotolavano sull’asfalto a un tempo che nessun essere umano al mondo è mai riuscito a correre.

Il confronto col record di Kiplimo va preso con le dovute cautele: un robot bipede non affronta fatica metabolica, non accumula acido lattico, non ha limiti cardiovascolari. Ma il punto non è la sfida uomo-macchina. È la traiettoria.

Dodici mesi fa la robotica umanoide cinese offriva uno spettacolo tragicomico. Oggi produce prestazioni che, sul piano puramente meccanico, superano i limiti del corpo umano. La domanda non è più se queste macchine riusciranno a correre. È se qualcuno riuscirà a tenere il passo della Cina.

Fonte: South China Morning Post

POTREBBE INTERESSARTI

IA umanità Coxon

Già, ma come potrebbe davvero l’IA ucciderci tutti?

La denuncia di Coxon nei giorni scorsi ha fatto scalpore, ma come potrebbe concretizzarsi realmente il suo scenario apocalittico? Risposta: attenzione alle...
Anthropic

Anthropic accusa: Russia e Cina hanno usato Claude per cyberattacchi e distillazione

Il rapporto descrive attacchi informatici gestiti in larga parte dall’IA. E accusa Alibaba, DeepSeek, Moonshot e Xiaomi di aver cercato di replicare le capacità...
apple watch series 12

Apple porta l’ascolto ambientale su Apple Watch. E cambia la privacy

Per anni Cupertino ha fatto della privacy un argomento di vendita. Ora Siri Recap può restare attivo per intere fasce della giornata, e sullo sfondo cresce la pressione...
OpenAI matematica

OpenAI dice di aver risolto un Problema del Millennio della matematica

OpenAI ha impiegato fino a 10.000 agenti IA coordinati dai suoi ricercatori per risolvere il problema di Navier-Stokes in 88 ore. E adesso?

Apple iPhone Duo

Apple lancia iPhone Duo: ora i pieghevoli possono diventare grandi

Cupertino entra tardi nel mercato con un prezzo di partenza di 2.369 euro. Ma Counterpoint la vede già al 25%. In Europa, intanto, resta aperto lo scontro su Siri...
Anthropic Mythos

Ricercatore di Anthropic si dimette: “L’IA potrebbe ucciderci tutti”

Jacob Coxon, ex OpenAI, lascia il laboratorio di Amodei e accusa i laboratori di correre verso sistemi sovrumani senza sapere come controllarli. Un collega gli dà...
OpenAI ChatGPT

Il Pentagono avrebbe chiesto a OpenAI un’IA che non dica (quasi) mai di no

Un documento ottenuto da The Intercept parla di modelli con “tassi minimi di rifiuto”. OpenAI sostiene di aver respinto la clausola, mentre il Pentagono...
Arthur Mensch Mistral

Mistral raccoglie 3 miliardi. Ma l’IA americana gioca un’altra partita

Tre miliardi sembrano tanti finché non si guarda agli Stati Uniti. Mistral sceglie così una strategia più mirata, tra industria, cloud e modelli cinesi.

crowdstrike

CrowdStrike: gli hacker ora attaccano l’IA (e sono velocissimi)

Secondo Luca Livrieri, gli attaccanti colpiscono gli strumenti usati per sviluppare software, rubano capacità di calcolo e sfruttano le nuove falle in poche ore.

Trump USA Xi Jinping Cina data center

Non volete i data center? Per Trump, fate un favore alla Cina

Bollette, acqua e nuovi impianti alimentano le proteste locali. La destra americana, a braccetto con la Silicon Valley, risponde chiamando in causa Pechino e la...
Share This