Paramount non si è mai ripresa del tutto dagli scioperi degli scrittori e degli attori di Hollywood, che lo scorso anno sono durati mesi. Soffre anche un mercato pubblicitario debole e il crollo degli abbonamenti via cavo negli Stati Uniti, fattori questi che hanno eroso i profitti del suo settore televisivo.
Il suo servizio di streaming è nettamente indietro rispetto a concorrenti come Netflix e Disney+ per numero di abbonati, anche se Redstone sperava che la fusione di CBS e Viacom nel 2019 avrebbe aiutato l’azienda risultante, successivamente ribattezzata Paramount Global, a competere meglio.
Le azioni di Paramount sono crollate di oltre il 65% da allora, perdendo più di 14 miliardi di dollari di valore di mercato. Al prezzo di chiusura di mercoledì di $12,26, l’azienda è stata valutata a $7,67 miliardi, secondo i dati di LSEG. E ha più di $14 miliardi di debiti.
Ecco perché Paramount ha sostituito lunedì scorso il suo CEO, Bob Bakish, mentre quattro membri del consiglio di amministrazione si dimetteranno all’assemblea annuale degli azionisti della società che si terrà il 4 giugno. E perché ha già intavolato una trattativa di fusione con Skydance Media e sta lavorando per sviluppare il suo business dello streaming mentre affronta la dura concorrenza di Netflix e Walt Disney.
Ma ora c’è una nuova possibilità per Paramount. Sony Pictures Entertainment e la società di private equity Apollo Global Management hanno infatti proposto un’offerta in contanti di 26 miliardi di dollari per il gruppo cinematografico Paramount Global, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.
Le aziende hanno presentato una lettera di offerta non vincolante mercoledì, firmata dal CEO di Sony Pictures, Tony Vinciquerra, e dal partner di Apollo, Aaron Sobel. Apollo non ha risposto immediatamente alle richieste di commento da parte di Reuters, che già ad aprile aveva segnalato che Sony Pictures Entertainment (SPE) e Apollo erano in trattative per un’offerta congiunta.
SPE deterrebbe una quota di maggioranza nella joint venture, ha dichiarato una fonte a Reuters, e gestirà Paramount, il cui catalogo cinematografico include Star Trek, Mission: Impossible e Indiana Jones, insieme a personaggi televisivi come SpongeBob SquarePants.
Alcuni azionisti hanno sollevato preoccupazioni riguardo all’accordo con la Skydance di Davis Ellison e hanno esortato Paramount a considerare altre offerte, inclusa appunto quella di Apollo.
Bloomberg News ha riportato che Redstone, che possiede la maggioranza delle azioni di voto di Paramount, ed Ellison, hanno fatto concessioni per rendere l’accordo più appetibile per gli azionisti. Il periodo di esclusiva di Skydance scadeva ieri.
Sony Pictures Entertainment, è una divisione del gruppo Sony con sede a Tokyoe le sue operazioni comprendono produzione, acquisizione e distribuzione di film e televisione, creazione e distribuzione di contenuti digitali, gestione di strutture studio e sviluppo di nuovi prodotti, servizi e tecnologie per l’intrattenimento. Il gruppo ha oltre 3.500 titoli cinematografici e franchise notevoli come “Jumanji”, “Resident Evil” e “James Bond”.
L’acquisizione potenziale aiuterebbe Paramount in crisi, arriva l’offerta da $26 miliardi di Sony e Apollo a far crescere il botteghino in Nordamerica. secondo i dati di Comscore, Sony Pictures ha incassato $1,01 miliardi di dollari negli Stati Uniti e in Canada l’anno scorso, rispetto ai $842,4 milioni di Paramount.


