OpenAI lancia Responses, la piattaforma per gli agenti AI aziendali

by | 11 Mar 2025 | IA

Tempo di lettura: 2 minuti

OpenAI ha presentato la Responses API, una nuova piattaforma che permetterà alle aziende di sviluppare agenti AI personalizzati in grado di eseguire ricerche sul web, analizzare file aziendali e navigare tra i siti, con capacità simili a quelle di Operator, uno dei prodotti più avanzati dell’azienda.

Questa nuova API sostituirà la Assistants API, che verrà ufficialmente dismessa nella prima metà del 2026.

Un mercato in espansione e la scommessa di OpenAI

L’introduzione della Responses API arriva in un momento in cui l’interesse per gli agenti AI sta crescendo rapidamente.

OpenAI ha annunciato di aver raggiunto i due milioni di utenti aziendali paganti per i suoi prodotti ChatGPT Team, Enterprise ed Edu, raddoppiando la cifra dello scorso autunno.

Ma la concorrenza non sta a guardare: recentemente, la startup cinese Manus AI ha fatto scalpore con il lancio del suo agente AI “generale”.

Si dichiara in grado di eseguire autonomamente attività complesse come l’analisi dei dati, e il fatto che ne abbiamo incidentalmente parlato oggi, fa capire quanto il tema sia caldo.

Un trend prematuro

Nonostante l’entusiasmo, la diffusione su larga scala degli agenti AI non è ancora una realtà consolidata.

Sebbene possano svolgere compiti semplici come ordinare forniture per l’ufficio, le aziende non li considerano ancora affidabili per operazioni critiche, come transazioni finanziarie o processi di selezione del personale.

OpenAI è però convinta che questa percezione cambierà con il miglioramento dei suoi modelli di ragionamento. “Ora le persone possono interagire con agenti che consultano file, cercano informazioni sul web e usano computer”, ha dichiarato Brad Lightcap, Chief Operating Officer di OpenAI.

Un nuovo modello di business per la Responses API

Con la nuova piattaforma, OpenAI punta a rendere gli agenti AI più versatili e facilmente integrabili nei flussi di lavoro aziendali.

La società ha annunciato che il costo del servizio sarà calcolato in base al numero di ricerche effettuate, alle azioni compiute dagli agenti e al volume di dati archiviati.

Ad esempio, un’azienda che crea un assistente legale AI pagherà 2,50 dollari per ogni mille richieste a un database di casi legali passati.

Un altro aspetto rilevante è la possibilità per le aziende di costruire agenti AI altamente personalizzabili.

Se Operator e altri agenti sviluppati da OpenAI finora avevano funzionalità più standardizzate, la Responses API permetterà ai clienti di adattare le capacità dell’intelligenza artificiale alle loro esigenze specifiche.

Per utilizzare la piattaforma, sarà però ancora necessaria una solida preparazione tecnica.

I test di Stripe e Box

Alcune grandi aziende hanno già iniziato a sperimentare la nuova API.

Stripe, il colosso fintech, ha sviluppato un prototipo di agente AI in grado di leggere un foglio di calcolo delle vendite e generare automaticamente fatture, inviandole poi ai clienti attraverso la piattaforma agentica di Stripe.

Anche Box, azienda leader nel cloud storage, sta sfruttando le nuove capacità della Responses API per offrire ai suoi clienti aziendali strumenti di intelligenza artificiale più avanzati.

“In ogni conversazione con le imprese, ormai si parla di agenti AI”, ha dichiarato Aaron Levie, CEO di Box, al Wall Street Journal. “Dodici mesi fa, solo il 3-5% dei nostri clienti riusciva a capire di cosa stessimo parlando.”

OpenAI, così come altri leader del settore, è dunque convinta che il 2025 segnerà una svolta per l’intelligenza artificiale agentica, con tecnologie finalmente in grado di dimostrare un reale valore aggiunto per le aziende.

Se la Responses API riuscirà a mantenere le promesse, potrebbe diventare uno strumento chiave per l’adozione su larga scala degli agenti AI nel mondo del lavoro.

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