Manus e la caccia al nuovo “DeepSeek Moment”

by | 11 Mar 2025 | IA

Yichao “Peak” Ji, responsabile della ricerca per Manus | Foto: youtube
Tempo di lettura: 2 minuti

Il mondo della tecnologia è alla ricerca di un nuovo DeepSeek Moment, ossia di quell’evento capace di ribaltare gli equilibri nel settore dell’intelligenza artificiale.

Lo scorso gennaio, la startup cinese DeepSeek ha scosso il mercato con un modello AI all’altezza dei colossi occidentali, spingendo analisti e investitori a chiedersi chi avrebbe firmato il prossimo salto evolutivo.

Ora, l’attenzione è tutta su Manus, un nuovo agente AI sviluppato dalla startup cinese Butterfly Effect, che promette di trasformare la collaborazione tra uomo e macchina.

Ma siamo davvero di fronte a una svolta epocale o solo all’ennesimo hype passeggero?

Manus: l’hype è reale

Il debutto di Manus ha scatenato un entusiasmo senza precedenti. Victor Mustar, Head of Product di Hugging Face lo ha definito “lo strumento AI più impressionante che abbia mai provato”, mentre l’esperto di AI Dean Ball lo ha descritto come il “computer più sofisticato che utilizza l’IA”.

Il server Discord ufficiale ha superato i 138.000 membri in pochi giorni e i codici di invito vengono venduti per migliaia di dollari sulla piattaforma cinese Xianyu.

Dietro questa popolarità c’è una promessa ambiziosa: Manus non sarebbe solo un chatbot avanzato ma un agente AI autonomo in grado di eseguire compiti complessi dall’inizio alla fine.

Secondo il sito ufficiale di Butterfly Effect, la piattaforma potrebbe gestire operazioni complesse come l’acquisto di immobili o la programmazione di videogiochi, spingendo i limiti di ciò che oggi si considera fattibile con l’IA.

Ma è davvero il nuovo “DeepSeek Moment”?

Molti esperti guardano a Manus con la speranza che possa rappresentare un punto di svolta ma le prime analisi sollevano alcune perplessità.

Innanzitutto, Manus non è un modello AI sviluppato da zero. Secondo quanto emerso in queste ore, utilizza una combinazione di modelli già esistenti, tra cui Claude 3.5 Sonnet di Anthropic e una versione ottimizzata di Qwen di Alibaba.

Ciò significa che, più che un’innovazione radicale, si tratta di un’implementazione particolarmente efficace di tecnologie già disponibili.

Inoltre, l’autonomia operativa di Manus deve ancora essere verificata. In un video virale su X, il ricercatore Yichao “Peak” Ji, uno dei responsabili del progetto, ha dichiarato che la piattaforma supera strumenti come Deep Research di OpenAI e Operator.

Secondo Ji, Manus è “il nuovo paradigma della collaborazione uomo-macchina, in grado di colmare il divario tra concezione ed esecuzione”. Ma a oggi, non esistono prove concrete che dimostrino queste affermazioni su larga scala.

Anzi, chi l’ha provato lamenta una serie di mancanze che lo porrebbero al di sotto di Deep Research di OpenAI.

Il rapido avanzamento della Cina

Se da un lato Manus dimostra quanto rapidamente la Cina stia avanzando nel settore AI, dall’altro è necessario un approccio più critico.

Gli stessi problemi che hanno frenato altri agenti AI emergono anche qui: errori nelle risposte, fallimenti nell’esecuzione e interrogativi sulla sicurezza dei dati.

La mancanza di trasparenza sulla gestione delle informazioni solleva poi preoccupazioni sulla possibilità che le autorità cinesi possano avere accesso ai dati degli utenti.

L’industria tecnologica ha sete di un nuovo DeepSeek ma non ogni candidato è destinato a lasciare il segno.

Manus potrebbe essere un passo avanti nella corsa agli agenti AI autonomi, ma prima di poter parlare di una vera rivoluzione, serviranno prove concrete della sua efficacia su larga scala.

La sensazione, comunque. è che ne risentiremo parlare.

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