OpenAI starebbe ampliando la sua offerta di intelligenza artificiale con il lancio di agenti avanzati dal costo mensile compreso tra 2.000 e 20.000 dollari.
Secondo quanto riportato da The Information, questi strumenti sono destinati a clienti aziendali e istituzionali e potrebbero generare tra il 20 e il 25% delle entrate future dell’azienda.
Il progetto gode anche del supporto di SoftBank, che ha annunciato un investimento da 3 miliardi di dollari per il 2025.
Le nuove offerte comprendono un agente ChatGPT da 2.000 dollari per la gestione dei lead di vendita, un assistente per programmatori senior a 10.000 dollari e, nella fascia più alta, un modello da 20.000 dollari pensato per la ricerca accademica a livello di dottorato.
Questa strategia arriva in un momento cruciale per OpenAI, che nel 2024 ha registrato perdite stimate intorno ai 5 miliardi di dollari nonostante l’azienda abbia recentemente vantato 400 milioni di utenti.
L’introduzione di prodotti ad alto margine sarebbe quindi un tentativo di riequilibrare i conti e rafforzare il modello di business dell’azienda.
OpenAI, GPT-4.5 e il nodo dei costi
Parallelamente, OpenAI sta distribuendo la versione aggiornata del suo modello linguistico, GPT-4.5, per gli utenti di ChatGPT Plus.
Questo aggiornamento migliora fluidità e accuratezza ma mostra ancora limiti nel ragionamento. Il CEO Sam Altman ha ammesso che GPT-4.5 non è stato progettato per eccellere nei benchmark, risultando inferiore a concorrenti come Claude 3.7 e DeepSeek AI.
Nonostante i modesti miglioramenti, il nuovo modello presenta costi elevati: 150 dollari per milione di token, una cifra 15 volte superiore rispetto a GPT-4o.
Questa discrepanza ha sollevato dubbi sulla sostenibilità economica e l’adozione diffusa del sistema. OpenAI peraltro sta gestendo il rilascio gradualmente, distribuendo l’accesso in tre giorni per via delle limitazioni hardware imposte dalla disponibilità delle GPU.
Il cambio di visione sull’AGI e le critiche di Brundage
Ad aggiungersi a quanto appena scritto, OpenAI ha recentemente ridefinito la sua posizione sull’Intelligenza Artificiale Generale (AGI).
In un post sul blog ufficiale, l’azienda ha affermato di non considerare più l’AGI come un salto improvviso ma come un progresso graduale e iterativo.
Questa nuova prospettiva ha portato OpenAI a privilegiare test nel mondo reale rispetto a precauzioni teoriche legate a scenari estremi, e la riformulazione del concetto di AGI non è passata inosservata.
L’ex responsabile della ricerca sulle policy di OpenAI, Miles Brundage, ha accusato l’azienda di riscrivere la propria storia, minimizzando il ruolo della cautela nelle fasi iniziali dello sviluppo dei modelli di linguaggio.
The bulk of this post is good + I applaud the folks who work on the substantive work it discusses.
But I’m pretty annoyed/concerned by the “AGI in many steps rather than one giant leap” section, which rewrites the history of GPT-2 in a concerning way. https://t.co/IQOdKczJeT
— Miles Brundage (@Miles_Brundage) March 5, 2025
Questo cambio di narrativa potrebbe servire a legittimare una politica di rilascio più rapida, riducendo le barriere alla commercializzazione dei nuovi modelli.
In un momento in cui la concorrenza si fa sempre più serrata e le perdite finanziarie aumentano, alcuni osservatori temono che OpenAI stia sacrificando la sicurezza sull’altare della crescita economica.


