OpenAI è pronta a lanciare il nuovo modello Orion

by | 25 Ott 2024 | IA

Tempo di lettura: 3 minuti

OpenAI si prepara a rivoluzionare ancora una volta il panorama dell’intelligenza artificiale.

La startup di Sam Altman, che negli ultimi anni ha cambiato il mondo con ChatGPT, secondo la celebre testata The Verge sarebbe pronta a lanciare Orion entro dicembre.

Secondo quanto riferito da fonti vicine all’azienda, il nuovo modello promette di spingere ulteriormente i limiti dell’intelligenza artificiale, con capacità fino a 100 volte superiori rispetto al suo predecessore.

Il momento ideale

Orion arriva in un momento chiave per OpenAI, che proprio quest’anno ha chiuso un round di finanziamento record da 6,6 miliardi di dollari, necessario a sostenere la sua continua espansione e innovazione.

L’azienda però sta andando incontro a una riorganizzazione interna che porterà la startup a trasformarsi in una struttura a scopo di lucro.

Cosa questa che ha causato un periodo di instabilità interna, con le recenti dimissioni di figure chiave come la CTO Mira Murati, il chief research officer Bob McGrew e il VP of post training, Barret Zoph.

Orion: un modello rivoluzionario con un debutto mirato

Orion non seguirà i tradizionali lanci dei precedenti modelli OpenAI. Mentre i recenti GPT-4o e o1 sono stati integrati rapidamente in ChatGPT, questa volta l’azienda avrebbe deciso di adottare un approccio più selettivo.

Inizialmente, infatti, l’accesso a Orion sarà concesso solo a una cerchia ristretta di aziende partner di OpenAI, che avranno la possibilità di sviluppare prodotti e funzionalità specifiche basati su questa nuova tecnologia.

Si tratta di una strategia che potrebbe riflettere una maggiore attenzione alle applicazioni commerciali e un tentativo di allontanarsi dai rischi di un accesso indiscriminato. Probabilmente anche per calmierare le richieste di potenza di calcolo.

Microsoft, storico partner di OpenAI, sarebbe pronta a ospitare Orion su Azure già a partire da novembre, ponendo la sua infrastruttura di cloud computing al centro di questa nuova rivoluzione tecnologica.

Resta da vedere se OpenAI deciderà di presentare ufficialmente Orion come GPT-5 o se manterrà una linea di differenziazione nei nomi dei suoi modelli.

Gli indizi nelle stelle

Sam Altman, CEO di OpenAI, probabilmente aveva già scritto su X di Orion, sono che non ce n’eravamo accorti.

Lo scorso settembre, su X, aveva infatti postato quanto segue:

E il bello è che chiedendogli cosa possa significare, lo stesso GPT-4° ci ha fornito la seguente risposta:

Un assaggio di AGI?

L’ambizione di OpenAI non si limita alla creazione di modelli di linguaggio avanzati, ma mira alla realizzazione di un’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), un’entità capace di pensiero autonomo e con competenze trasversali in grado di risolvere problemi complessi in contesti diversificati.

Orion rappresenta un passo importante in questa direzione.

La combinazione dei vari modelli, come il recente o1 (nome in codice Strawberry), al quale si dovrebbero i dati sintetici generati appositamente per addestrare Orion, permette a OpenAI di procedere verso la creazione di una struttura sempre più potente e versatile.

Il traguardo è ambizioso: un’intelligenza capace di competere con le capacità umane su più livelli.

Le sfide di OpenAI nel consolidamento del suo dominio

OpenAI si trova oggi a gestire una delicata fase di transizione. Da un lato, il massiccio afflusso di capitale potrebbe accelerare ulteriormente la sua corsa verso l’innovazione, consolidando la sua leadership nel settore dell’IA.

Dall’altro, il succitato turnover di figure chiave come Murati, McGrew, Zoph e Brundage, apre interrogativi su come l’azienda gestirà questa nuova fase di crescita, dovendo bilanciare l’espansione con la stabilità del team interno.

Stando a numerose indiscrezioni, inoltre, il rapporto tra OpenAI e Microsoft sarebbe ai minimi storici, come potete apprendere dall’articolo qui sotto.

Il rilascio di Orion rappresenta quindi un punto di svolta per OpenAI. Ha infatti le potenzialità per essere non solo un modello che capitalizza il know-how e la forza finanziaria acquisita dall’azienda, ma anche per  rappresentare il trampolino di lancio per una nuova era dell’intelligenza artificiale.

La comunità tecnologica attende con ansia l’arrivo di Orion, nella speranza che si riveli davvero il “giant leap” che Altman e il suo team hanno promesso. E a noi non resta che attendere qualche settimana per scoprirlo…

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