Tremilacinquecento nuove assunzioni entro fine 2026. Questo è il numero che racconta meglio di qualsiasi comunicato la crisi di posizionamento di OpenAI.
L’azienda di Sam Altman punta a passare dai 4.500 dipendenti attuali a 8.000, quasi raddoppiando l’organico in poco più di un anno. I nuovi ingressi si distribuiranno su sviluppo di prodotto, ingegneria, ricerca e vendite.
OpenAI ha già firmato un nuovo contratto per uffici a San Francisco, portando la propria presenza in città a oltre un milione di metri quadrati, e punta a crescere di circa 12 dipendenti al giorno nel corso dell’anno. Non è un’espansione ordinaria, è una risposta a qualcosa che non sta andando come previsto.
Quel qualcosa ha un nome preciso: Anthropic, che sta vincendo nel mercato aziendale. E OpenAI lo sa.
OpenAI: il dato che brucia
Secondo i dati di carte di credito e fatturazione di Ramp, start-up di pagamenti con oltre 50.000 clienti, le imprese che acquistano IA per la prima volta scelgono Anthropic a un tasso tre volte superiore rispetto a OpenAI. Un anno fa la situazione era esattamente inversa.
La reazione di OpenAI è stata immediata, e rivelatrice. Un portavoce ha liquidato quei dati come “assurdi”, ricorrendo a una metafora volutamente beffarda: ricavare la quota di mercato enterprise dai dati di Ramp sarebbe come “calcolare le vendite globali di limoni basandosi sul banchetto di limonata di mio figlio”. Traduzione: il campione è irrisorio, il confronto è ridicolo. E i grandi clienti enterprise, ha aggiunto, «non pagano contratti multimilionari con una carta di credito».
L’obiezione non è del tutto infondata. I dati Ramp fotografano un segmento specifico (imprese medio-piccole, pagamenti digitali), e non catturano i contratti più grandi. Ma la veemenza della risposta dice qualcosa di più della solidità metodologica della critica: dice quanto OpenAI sia sensibile al confronto su questo terreno.
Il punto non è stabilire chi abbia ragione sul campione statistico. Il punto è che Anthropic ha costruito, con pazienza e focus, una reputazione solida tra i clienti aziendali fin dal lancio di Claude nel 2023. OpenAI, nel frattempo, ha inseguito tutto il resto.
Il codice rosso e il pivot
Verso fine 2024, Altman ha emesso internamente un “codice rosso”: tornare a concentrarsi su ChatGPT, abbandonare le distrazioni. All’inizio di quest’anno, Fidji Simo, che guida il ramo applicazioni di OpenAI, ha ripreso il messaggio con toni ancora più diretti, esortando il personale a mollare le “missioni secondarie” e a concentrarsi su tre obiettivi concreti.
Ossia migliorare Codex, il modello di coding dell’azienda; conquistare i clienti aziendali; e trasformare ChatGPT in uno strumento di produttività. Simo sta anche supervisionando l’integrazione di Codex e ChatGPT in un’unica applicazione desktop vendibile sia alle imprese sia ai singoli utenti.
Il pivot ha una logica chiara. I modelli di coding come Codex e il Claude Code di Anthropic hanno dimostrato un’utilità concreta e misurabile per le imprese, una “corsia completamente nuova”, nelle parole di un dirigente OpenAI.
Rispetto all’adozione consumer, dove il valore percepito è più diffuso e difficile da monetizzare, il coding enterprise offre un caso d’uso immediato, un ritorno misurabile, un contratto giustificabile.
Il modello Palantir e chi arriva tardi
La spinta verso il mercato aziendale ha prodotto una figura professionale che sta diventando centrale nell’industria: il cosiddetto forward-deployed engineer, ovvero uno specialista che lavora direttamente all’interno dell’azienda cliente per aiutarla a personalizzare e integrare i modelli di IA nei propri processi.
Non è un consulente classico, non è un tecnico di supporto: è qualcosa di ibrido, a metà tra l’ingegnere e il commerciale. Il modello è stato pionierizzato da Palantir, che ha costruito su questa figura buona parte della propria crescita nel mercato della difesa e dell’intelligence. Ora OpenAI, Anthropic e altri gruppi di IA stanno replicando lo stesso approccio per generare ricavi ricorrenti nelle imprese.
OpenAI ha però un problema di tempistica. Anthropic ha puntato su questo modello fin dall’inizio, con una strategia coerente e un prodotto, Claude, costruito pensando alle esigenze aziendali.
OpenAI arriva a questa consapevolezza dopo anni di approccio che un investitore ha descritto come “tutto, ovunque, tutto insieme”. Cambiare rotta in un mercato che si muove a questa velocità è possibile. Ma costa in denaro, in tempo… e in 3.500 nuove assunzioni.
Fonte: Financial Times


