Musk vs. Zuckerberg: il nuovo duello si gioca sui robot umanoidi

da | 29 Set 2025 | IA

Tempo di lettura: 4 minuti

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un confronto continuo tra Elon Musk e Mark Zuckerberg.

Prima lo scontro si è consumato sui social, con Meta che ha lanciato Threads per insidiare X, la piattaforma di Musk. Il risultato è stato che per qualche settimana si è parlato addirittura di un incontro fisico tra i due miliardari al Colosseo, ipotizzato e rilanciato sui social ma mai concretizzato.

Ora, però, il terreno di battaglia si sta spostando verso un fronte molto più ambizioso: quello dei robot umanoidi.

Il tema non è più fantascienza. Grazie ai progressi dell’intelligenza artificiale, macchine capaci di apprendere osservando gli esseri umani non appartengono più al mondo dei romanzi di Asimov, ma cominciano a diventare una possibilità concreta.

E sia Tesla sia Meta hanno deciso di giocarsi qui una partita che potrebbe ridefinire il futuro della tecnologia.

Tesla e la visione di Musk: da auto autonome a Optimus

Per Musk, il passo dai veicoli a guida autonoma ai robot umanoidi è naturale. Tesla ha già otto milioni di auto sulle strade, un patrimonio di dati video che alimenta la sua tecnologia di visione artificiale.

È anche su queste fondamenta che prende forma Optimus, il robot umanoide su cui l’azienda lavora da tempo. Scriviamo “anche” perché lo scorso maggio, Milan Kovac, allora vicepresidente Tesla, ha rivelato che l’obiettivo è addestrare Optimus direttamente dai video di esseri umani al lavoro, reperiti online.

“Abbiamo avuto una svolta importante lungo questo percorso”, ha spiegato su X, “e ora possiamo trasferire una parte importante dell’apprendimento dai video umani direttamente ai robot”. Un’affermazione che mette in evidenza l’ambizione di Musk: robot che apprendono dall’esperienza umana, senza bisogno di programmazioni rigide.

E pazienza se il miliardario sudafricano ipotizza un futuro in cui, entro il 2040, potrebbero esistere almeno dieci miliardi di robot umanoidi, pronti a trasformare radicalmente il concetto stesso di lavoro e di vita quotidiana. La prospettiva pare di difficile realizzazione ma la dichiarazione d’intenti è lampante.

Meta, gli occhiali come porta verso la robotica

Dal lato opposto c’è Zuckerberg, che ha scelto un ingresso più indiretto per apprendere dalla realtà ma non meno efficace delle macchine a guida autonoma di Tesla. Anzi…

Come ben sappiamo, Meta ha infatti investito negli ultimi anni in dispositivi indossabili e realtà aumentata, e i suoi nuovi occhiali con intelligenza artificiale integrata rappresentano il tassello più recente. Non si tratta soltanto di gadget futuristici: le telecamere incorporate possono catturare enormi quantità di dati in prima persona, una risorsa fondamentale per addestrare sistemi robotici.

Andrew Bosworth, CTO di Meta, lo ha detto chiaramente: “Se pensiamo a un’IA sempre attiva, che usa telecamere e microfoni per valutare le situazioni e fare da assistente attraverso un dispositivo indossabile, beh, questo è molto simile a un robot”.

Meta ha già mosso passi concreti in questa direzione. All’inizio dell’anno Zuckerberg ha chiamato a raccolta figure di peso come Marc Whitten, ex CEO di Cruise, la divisione di General Motors dedicata alle auto autonome, e Sangbae Kim, professore del MIT noto per aver sviluppato robot quadrupedi capaci di correre.

E c’è un dettaglio non da poco: oggi Tesla può contare su otto milioni di veicoli che circolano sulle strade, che raccolgono dati video utili a migliorare i suoi sistemi. Secondo Adam Jonas, analista di Morgan Stanley, nel giro di due anni Meta potrebbe avere in circolazione 20 milioni dei suoi occhiali smart nel mondo, all’incirca il doppio delle auto di Musk previste sulle strade per allora.

Mesk e Zuckerberg, due filosofie a confronto

La differenza tra Musk e Zuckerberg sta nelle modalità e nei tempi. Musk procede con il suo stile diretto, costruendo prototipi e presentandoli al pubblico con grande enfasi. Zuckerberg lavora in modo più silenzioso, sfruttando i progetti legati alla realtà aumentata e arruolando talenti della ricerca per preparare il terreno.

Il confronto è aperto e nessuno dei due sembra intenzionato a rallentare. Nonostante i timori di una bolla dell’IA, Zuckerberg lo ha detto senza mezzi termini: “Se finiamo per spendere male un paio di centinaia di miliardi di dollari, sarà un evento sfortunato. Ma il rischio maggiore è dall’altra parte. Se costruisci troppo lentamente, allora sei semplicemente fuori posizione rispetto a quella che sarà la tecnologia più importante della storia”.

La rivalità tra Musk e Zuckerberg ha già dato spettacolo quando si trattava di social e piattaforme digitali. Ma la posta in gioco con i robot umanoidi è immensamente più alta. Non si parla più di utenti o di quote di mercato ma della possibilità di definire il futuro del lavoro, della vita domestica e persino della società.

Meta AI non è poi così lontana da Matrix di TechTalking.it

Post, commenti, immagini e persino le conversazioni con i chatbot: tutto sarà sfruttato per nutrire l’IA di Zuckerberg.

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E se Musk potrà contare sulle proprie auto per studiare il mondo e comprenderne le leggi, Meta grazie ai suoi occhiali potrà disporre di una miniera d’oro di video, magari noiosi (come nel caso di noi impegnati nelle nostre faccende domestiche) ma comunque preziosi per robot che devono imparare a muoversi nella vita domestica.

Immaginate ad esempio l’IA di Zuckerberg che vi guida passo passo nella preparazione della cena, mentre allo stesso tempo raccoglie i video per addestrare un robot a riprodurre quelle stesse istruzioni nel mondo fisico. Insomma, la sfida per l’IA applicata alla robotica è aperta e quel che è certo è dietro al nuovo duello tra i due colossi, potrebbe celarsi il segreto del prossimo grande salto tecnologico.

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