Tre miliardi di euro per restare in corsa. Mistral AI tratta una raccolta che porterebbe la startup parigina a una valutazione di circa 20 miliardi, il doppio degli 11,7 toccati a settembre.
La cifra impressiona finché non la si mette accanto a quelle dei rivali. OpenAI ha chiuso l’ultima tornata a 852 miliardi di dollari, Anthropic valeva 965 miliardi il mese scorso, SpaceX (che controlla xAI) ha debuttato ieri a Wall Street intorno superando i 2 trilioni. Mistral insomma raddoppia, ma resta una piccola frazione di chi è chiamata a sfidare.
L’azienda si vende come la risposta europea al predominio della Silicon Valley. Costruisce e gestirà centri di calcolo in Francia e Svezia, si propone come fornitore di infrastruttura per governi e aziende del continente. Il primo azionista è ASML, il colosso olandese delle macchine per chip, che lo scorso anno ha messo 1,3 miliardi per l’11%. Nel capitale siede la banca pubblica francese Bpifrance.
Ma accanto a loro ci sono i fondi americani: Andreessen Horowitz, General Catalyst, Lightspeed. Il campione della sovranità europea cresce anche con i soldi di chi vorrebbe sostituire.
Mistral, dal pubblico all’industria
Negli ultimi mesi Mistral ha cambiato registro. Ha smesso di inseguire il grande pubblico e ha puntato sull’industria, proponendo i propri modelli come strumenti su misura per l’ingegneria e la manifattura. E ha firmato con Airbus e BMW.
L’ambizione, però, corre più veloce dell’adozione reale. I suoi modelli e il suo assistente restano marginali rispetto a quelli di OpenAI, Anthropic e dei concorrenti cinesi, presso le aziende come presso il pubblico.
Il divario si legge anche nei conti: Mistral ha raccolto in tutto circa 4 miliardi di dollari, contro i 186 di OpenAI e i 161 di Anthropic.
La minaccia cyber, e chi decide l’accesso
Il fronte più delicato è la cybersicurezza. Mistral ha discusso con banche e istituzioni europee la possibilità di offrire un proprio modello capace di individuare vulnerabilità informatiche, in alternativa a Mythos di Anthropic.
“Dobbiamo avere il controllo su questa tecnologia”, ha detto l’amministratore delegato Arthur Mensch il mese scorso, definendo quella capacità un rischio per la sicurezza nazionale.
La leva è il controllo, non la potenza. Mensch non afferma di eguagliare Mythos, e anzi ha bollato come allarmismo le discussioni intorno al modello americano, ricordando che la tecnologia di Mistral e di altri già individua le falle. Anche OpenAI si è mossa, con GPT-5.5-Cyber, dato in accesso a grandi gruppi europei come la banca spagnola BBVA.
Resta però un punto: Mythos non è più la fortezza chiusa di qualche settimana fa. Come abbiamo raccontato, Anthropic ha allargato Project Glasswing a circa 150 organizzazioni in oltre 15 Paesi, Italia compresa, insieme a Nato ed Enisa.
L’Europa è entrata ma è entrata perché un laboratorio americano ha deciso di farla entrare, alle proprie condizioni. È qui che l’argomento di Mensch trova la sua forza: se a decidere chi entra è un’azienda americana, la sovranità europea resta in prestito.
Fonte: Bloomberg


