Meta punta sull’IA per sostituire gli ingegneri di livello medio

by | 15 Gen 2025 | Business, IA

Tempo di lettura: 3 minuti

Le tre ore passate da Mark Zuckerberg da Joe Rogan sono state molto fruttuose in termini giornalistici.

E dopo le sue esternazioni sul fatto che la censura su Meta è stata finora “orwelliana”, oggi torniamo a parlare del CEO di Meta. Che ha annunciato che intende avviare un processo di automazione dei lavori di coding utilizzando l’intelligenza artificiale, e che questo avverrà già quest’anno.

Meta: come risparmiare stipendi a sei zeri

Durante il podcast Joe Rogan Experience, come notato da Business Insider, Zuckerberg ha spiegato le sue ambizioni, le quali, se realizzate, potrebbero rivoluzionare il mondo del lavoro all’interno del settore tecnologico.

“Probabilmente nel 2025, noi di Meta, insieme ad altre aziende che stanno lavorando su questo, avremo un’IA in grado di svolgere compiti tipici di un ingegnere di livello medio, che potrebbe scrivere codice proprio come un dipendente umano”, ha dichiarato Zuckerberg.

Secondo Business Insider, un ingegnere di livello medio in Meta guadagna un salario che si aggira attorno a cifre a sei zeri.

Nonostante durante la diretta Zuckerberg non affermi esplicitamente che intende licenziare i propri dipendenti umani, le sue parole non sembrano dare adito a dubbi.

“All’inizio sarà costoso gestirla ma potrà diventare più efficiente col tempo”, ha infatti aggiunto. “E nel tempo arriverà al punto in cui gran parte del codice delle nostre app e la stessa intelligenza artificiale che sviluppiamo, saranno scritte da ingegneri IA, non da ingegneri umani”.

Saremo tutti più creativi

Ma siccome un’esternazione del genere potrebbe apparire troppo sfacciata, ecco Zuckerberg proporci il solito concetto secondo cui tutto ciò rappresenterà un “aumento della produttività”.

L’IA, questa infatti è la narrazione, libererà le persone dai lavori ripetitivi, permettendo loro di dedicarsi a compiti più creativi. E in fin dei conti è vero: quando si è disoccupati, si è certo liberi da tutti quei task noiosi che si devono assolvere in azienda.

“La mia visione è che in futuro le persone saranno molto più creative, liberate dai compiti monotoni e in grado di dedicarsi a cose straordinarie”, ha affermato.

Perché sia chiaro: siamo tutti potenzialmente Leonardo Da Vinci o Picasso, è solo che non abbiamo il tempo di esserlo. Per nostra fortuna, però, adesso in nostro soccorso viene l’IA.

Quando Rogan ha chiesto a Zuckerberg se l’intelligenza artificiale eliminerà posti di lavoro, il CEO di Meta ha eluso funambolicamente una risposta diretta, parlando invece di come l’industrializzazione ci abbia portato a non essere più tutti agricoltori.

Ma Zuckerberg è in buona compagnia…

Il modello d’ingegnere artificialmente intelligente che Zuckerberg propone s’inserisce in una tendenza crescente nell’industria della tecnologia, dove l’automazione sta prendendo piede.

Le aziende stanno infatti sviluppando agenti IA autonomi che possono svolgere compiti complessi senza l’intervento umano, configurandosi come una sorta di “dipendenti virtuali”.

Meta, però, non è l’unica a puntare sull’automazione tramite l’IA. A dicembre, Marc Benioff, CEO di Salesforce, ha annunciato che il colosso del software non assumerà più ingegneri software nel 2025, attribuendo tale decisione ai guadagni di produttività ottenuti grazie all’adozione dell’IA.

Il CEO di Klarna, azienda fintech, si è invece vantato di aver licenziato il 22% del suo personale grazie all’implementazione dell’intelligenza artificiale.

Nel frattempo, nel settore tecnologico in generale, migliaia di posti di lavoro sono già andati persi mentre le aziende si affrettano a sviluppare i modelli di IA più avanzati.

Quello che emerge da queste dichiarazioni non sembra allora un “aumento della produttività” dei lavoratori, quanto una ristrutturazione che rischia di trasformare l’IA in un mezzo per ridurre la forza lavoro umana, con implicazioni che potrebbero rivelarsi molto più gravi di quanto i leader dell’industria vogliano ammettere.

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