Mechanize, la startup che vuole eliminare i lavoratori (ma intanto assume)

by | 22 Apr 2025 | IA

Illustrazione: openai
Tempo di lettura: 3 minuti

Oggi gli agenti IA non funzionano ancora bene. Sono inaffidabili e faticano a completare i compiti da soli. Presentano seri problemi di sicurezza dei dati e alle volte deragliano quando devono seguire piani a lungo termine.

Eppure, intorno a loro si muove una delle corse tecnologiche più intense dell’ultimo decennio. Colossi come Salesforce, Microsoft e OpenAI stanno costruendo piattaforme agentiche capaci di rivoluzionare l’organizzazione del lavoro.

Oltre a queste realtà consolidate, c’è una una galassia di startup che si sta specializzando in ambiti sempre più specifici: dall’analisi finanziaria alla generazione di dati per l’addestramento, fino all’economia dei prezzi degli agenti stessi.

È in questo contesto che è nata Mechanize, la nuova e discussa creatura di Tamay Besiroglu, già fondatore dell’istituto di ricerca Epoch, che si è posto un obiettivo tanto ambizioso quanto provocatorio: automatizzare completamente tutto il lavoro umano e, di riflesso, l’intera economia.

Mechanize, la startup che vuole fare a meno di te

La presentazione è arrivata con un post su X e ha immediatamente attirato l’attenzione di critici, fan e colleghi. Il progetto è semplice, nella sua radicalità: fornire gli strumenti – dati, valutazioni e ambienti digitali – per rendere possibile l’eliminazione del lavoro umano da ogni settore, cominciando da quello impiegatizio.

“Il potenziale di mercato è ridicolmente grande,” ha scritto Besiroglu, “solo negli Stati Uniti i lavoratori guadagnano circa 18 mila miliardi di dollari l’anno. A livello globale, siamo sopra i 60 mila miliardi.”

Dietro Mechanize ci sono nomi noti dell’ecosistema tech, come Nat Friedman e Jeff Dean, ex CTO di Google, ma anche l’alone di autorevolezza costruito nel tempo da Epoch.

Ed è proprio questo che ha fatto storcere il naso a molti: uno dei direttori dell’istituto, sorpreso dal lancio, ha ironizzato con un post amaro su X: “Sì, proprio quello che volevo per il mio compleanno: una crisi di comunicazione”.

Utopia per pochi, incubo per molti

Besiroglu sostiene che delegare ogni lavoro agli agenti IA porterà benefici diffusi: una crescita economica esplosiva, maggiore abbondanza, standard di vita più alti e la nascita di beni e servizi oggi inimmaginabili. Ma la sua visione ottimistica ignora un nodo cruciale: se le persone non lavorano, come potranno permettersi di acquistare tutto ciò che gli agenti produrranno?

Alla domanda, risponde spiegando che “anche in scenari in cui i salari dovessero diminuire, il benessere economico non si misura solo in stipendi.” E aggiunge che le persone in genere ricevono reddito da altre fonti: “come affitti, dividendi e sussidi pubblici.” In altre parole, potremmo vivere di rendita – oppure, in mancanza di alternative, affidarci al welfare.

Il welfare come fonte alternativa di reddito in un mondo automatizzato richiama molto da vicino l’idea del reddito universale di base (Universal Basic Income, UBI), teorizzata – tra gli altri – da Elon Musk.

Musk ha spesso sostenuto che, in un futuro in cui l’automazione sostituirà gran parte del lavoro umano, sarà necessario introdurre un sistema di reddito garantito dallo Stato per assicurare la sopravvivenza economica delle persone.

Chi costruirà la macchina che ci sostituirà

In mezzo al dibattito resta un dettaglio che ha fatto sorridere più di qualcuno: Mechanize sta assumendo.

Appare quasi consolatorio, allora, che una startup che punta a eliminare ogni lavoro umano abbia ancora bisogno, per ora, di lavoratori umani.

Un cortocircuito che rivela quanto siamo ancora lontani dall’obiettivo, ma anche quanto la tensione tra le visione tecnologica e le implicazioni sociali sia oggi al centro delle riflessioni sull’IA.

Nel frattempo, il mondo degli agenti continua a evolversi, anche se fortunatamente è ancora lontano dalla piena autonomia. Ma Tamay Besiroglu sembra determinato a portare avanti il suo progetto e se si tratterà di un passo verso l’abbondanza o verso la disoccupazione di massa, lo decideranno i prossimi anni.

Noi, però, qualche sospetto lo abbiamo…

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