ITER: ritardi nel progetto di fusione nucleare, nuove date per i traguardi chiave

by | 8 Lug 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Negli scorsi giorni, i responsabili del reattore sperimentale a fusione ITER hanno annunciato un rinvio della tabella di marcia.

L’introduzione del plasma è ora prevista per il 2036, mentre la fusione deuterio-trizio a piena energia è posticipata al 2039, rispetto all’iniziale 2035.

Il progetto ITER mira a costruire un reattore a fusione in grado di sostenere plasmi (gas ionizzati costituiti da un insieme di elettroni e ioni, la cui carica elettrica totale è nulla) che gli consentano di funzionare ben oltre il punto di pareggio, dove l’energia rilasciata dalle reazioni di fusione supera significativamente l’energia richiesta per creare le condizioni che consentono tali reazioni.

La strada è stata però costellata di ritardi e sforamenti di bilancio sin dal principio. Nelle fasi iniziali, molti di questi derivavano da modifiche nei progetti rese necessarie da una migliore comprensione dei plasmi mantenuti a pressioni e temperature estreme, grazie ad un’ottimizzazione della capacità di modellazione e una perfezionata comprensione del comportamento di tali gas nelle reazioni più piccole.

Gli ultimi slittamenti, invece, sono dovuti alla complessità logistica della collaborazione internazionale, che vede i singoli componenti costruiti da diverse organizzazioni partner prima dell’assemblaggio nel sito del reattore in Francia.

La pandemia ha prevedibilmente interrotto gravemente la produzione di molti di questi componenti e la struttura del progetto ha fatto sì che non potessero essere utilizzati fornitori alternativi.

Un reattore ITER

Un reattore ITER

In aggiunta, l’autorità di regolamentazione della sicurezza nucleare francese ha sollevato dubbi sulla sicurezza di alcuni componenti, bloccando temporaneamente la costruzione del reattore.

La nuova calendarizzazione, seppur posticipi alcuni obiettivi chiave, mira a rendere ITER un progetto più robusto e performante. I test con plasmi a basso consumo energetico, inizialmente previsti per il 2025, avranno luogo nel 2034 e si protrarranno per oltre due anni, raggiungendo energie più elevate.

I magneti del sistema raggiungeranno la piena potenza tre anni dopo rispetto al previsto, mentre la fusione a piena energia con deuterio-trizio è posticipata al 2039.

Il rischio per ITER è che tutti questi ritardi inducano alcune delle nazioni che sostengono il progetto a ritirarsi. Oppure, se alcune startup di fusione commerciale avessero successo, potrebbero far sì che il processo sia già realtà quando ITER sarà pronto a funzionare.

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