L’intelligenza artificiale sta rivalutando i terreni vicino alle centrali nucleari

da | 27 Mar 2024 | Business

Tempo di lettura: 3 minuti

I terreni nelle immediate vicinanze delle centrali nucleari potrebbero non sembrare a prima vista dei posti particolarmente attraenti per gli investitori. Tuttavia, con l’aumentare dei data center dedicati all’intelligenza artificiale, una tecnologia notoriamente energivora, sta aumentando la domanda di soluzioni economiche per ottenere energia. Il che sta facendo guadagnare a queste aree un inaspettato interesse.

Rivolgersi al nucleare offre peraltro l’opportunità di rafforzare le strategie di comunicazione basate sulla sostenibilità: pur non essendo l’energia nucleare una rinnovabile, si distingue per l’assenza di emissioni di carbonio e per la sua affidabilità nel lungo termine.

Questi vantaggi sono enfatizzati dalla startup NE Edge, che da oltre un anno si adopera per realizzare due data center per l’IA accanto alla centrale nucleare da 2GW di Millstone, situata a Waterford, nel Connecticut. L’azienda ha finora raccolto 1,6 miliardi di dollari per la costruzione di una stazione di commutazione e di data center che occuperanno complessivamente 112mila metri quadrati. È prevista anche una spesa simile per l’acquisto di un numero di GPU compreso tra le 25.000 e le 35.000 unità.

Il progetto ha incontrato resistenze locali legate alla preoccupazione che possa portare a un incremento nel costo dell’energia elettrica. Si stima infatti che le strutture in questione consumino fino al 13% dell’energia prodotta dalla centrale.

Thomas Quinn, presidente del progetto, ha cercato di placare gli animi dei locali sostenendo che, attraverso una connessione diretta con la centrale, NE Energy potrà negoziare tariffe elettriche vantaggiose, rendendo economicamente sostenibile la realizzazione di un progetto così energivoro in Connecticut.

In aggiunta, NE Energy si è impegnata a corrispondere alla città una maggiorazione del 12,08% sul prezzo dell’energia pagato, oltre a effettuare altri versamenti che dovrebbero superare il miliardo di dollari nei prossimi trent’anni. Nonostante gli iniziali rifiuti dovuti alla mancanza di informazioni sul progetto, il consiglio comunale non ha ancora chiarito quali ulteriori dettagli siano necessari per procedere.

Mentre NE Energy prosegue la sua lotta per ottenere l’approvazione, altri gestori di data center stanno portando avanti le loro strategie per l’utilizzo di siti nucleari. Amazon Web Services (AWS), ad esempio, ha recentemente concluso l’acquisto dei data center di Cumulus Data per 650 milioni di dollari.

Il complesso in questione, di proprietà di Talen Energy e situato vicino alla centrale nucleare di Susquehanna da 2,5 gigawatt, nel nord-est della Pennsylvania, offrirà ad AWS la possibilità di acquisire fino a 960 megawatt di capacità energetica, a supporto di un ampio campus di data center. Qualora questa cifra eccedesse il reale fabbisogno, AWS può acquistare solamente 480 megawatt.

Microsoft invece sta valutando l’utilizzo di reattori modulari di piccole dimensioni (SMR) per alimentare direttamente i propri data center, senza dover necessariamente costruire strutture adiacenti ai reattori esistenti. I reattori modulari di piccole dimensioni (Small Modular Reactors, o appunto SMR) rappresentano una nuova generazione di tecnologia nucleare.

Sono progettati per offrire vantaggi in termini di flessibilità e sicurezza rispetto ai tradizionali reattori nucleari di grandi dimensioni. Hanno una potenza elettrica inferiore rispetto ai reattori nucleari convenzionali, solitamente meno di 300 MW per unità, che è circa un terzo o meno della capacità dei reattori tradizionali. La loro piccola dimensione permette poi di costruirli in fabbrica e di trasportarli sul sito per l’installazione. Gli SMR, infine, sono progettati con caratteristiche di sicurezza che prevedono l’utilizzo di sistemi di raffreddamento passivi. I quali, teoricamente, dovrebbero continuare a funzionare anche senza alimentazione esterna o intervento umano in caso di emergenza.

Tra le aziende che esplorano la possibilità degli SMR vi sono Standard Power, Green Energy Partners e Bahnhof. Tuttavia, fino a quando i produttori di SMR come NuScale non saranno pronti a operare su larga scala, esistono comunque oltre 400 reattori nucleari in tutto il mondo vicino ai quali, ne siamo sicuri, i prezzi dei terreni subiranno un rialzo.

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