Il colosso dei semiconduttori Intel si prepara a una significativa ristrutturazione aziendale che potrebbe portare al licenziamento di migliaia di dipendenti.
A riportarlo è Bloomberg, che riporta fonti interne secondo le quali l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare già questa settimana, in concomitanza con la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre prevista per giovedì.
La mossa farebbe parte di un piano di rilancio guidato dal CEO Pat Gelsinger, che mira a riconquistare la leadership nel settore dei chip dopo anni di erosione della quota di mercato a favore di concorrenti come AMD e Nvidia.
Attualmente Intel conta circa 110.000 dipendenti, escludendo le unità in fase di scorporo. E Gelsinger sta puntando su massicci investimenti in ricerca e sviluppo per migliorare la tecnologia dell’azienda e recuperare terreno, soprattutto nel campo emergente dell’intelligenza artificiale. Parallelamente, Intel sta diversificando il proprio business, avviando la produzione di semiconduttori per conto terzi.
Questi tagli si aggiungono a quelli già effettuati nel 2023, quando la forza lavoro fu ridotta del 5%. L’obiettivo dichiarato è quello di generare risparmi fino a 10 miliardi di dollari entro il 2025, risorse che verranno reinvestite nel piano di rilancio.
Nonostante le sfide, gli analisti prevedono una stabilizzazione delle entrate nel secondo trimestre e una moderata crescita nella seconda metà del 2024. Se le stime si confermeranno, Intel potrebbe registrare il primo aumento annuale delle entrate dal 2021.
La notizia dei possibili licenziamenti ha avuto un impatto positivo sul mercato azionario, con il titolo Intel che ha registrato un rialzo dell’1% nelle contrattazioni di fine giornata.


