OpenAI lancerà giovedì la versione pubblica di GPT-5.6, la sua famiglia di modelli più recente, dopo che il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha dato il via libera a una distribuzione più ampia. Il modello era stato limitato lo scorso mese a un gruppo ristretto di partner selezionati dal governo, per timori legati alla sicurezza nazionale e al possibile uso improprio di sistemi di intelligenza artificiale particolarmente avanzati.
GPT-5.6: il via libera del Dipartimento del Commercio
A dare per prima la notizia è stata Axios, secondo cui una fonte vicina alla vicenda ha confermato l’approvazione del Dipartimento del Commercio per una pubblicazione ampia di GPT-5.6, dopo un ulteriore periodo di test. I controlli sono stati condotti dal Center for AI Standards and Innovation, l’ufficio del Dipartimento che valuta le capacità cyber dei modelli più avanzati, con tecnici di OpenAI rimasti a Washington per rispondere alle domande emerse durante la revisione.
Tre modelli, tre fasce di prezzo
La famiglia GPT-5.6 comprende tre modelli: Sol, il più potente, pensato per i compiti più complessi; Terra, un modello bilanciato con prestazioni comparabili a GPT-5.5 a un costo dimezzato; e Luna, il più economico e veloce. Oltre al salto nelle prestazioni, OpenAI introduce una nuova modalità di ragionamento chiamata max, pensata per dare a Sol più tempo per elaborare risposte complesse, e una modalità ultra che distribuisce il lavoro tra più sotto-agenti per velocizzare le attività più articolate. I prezzi, calcolati per milione di token, vanno dai 5 dollari di input e 30 di output per Sol, ai 2,50 e 15 dollari di Terra, fino a 1 e 6 dollari per Luna. Secondo OpenAI, Sol stabilisce un nuovo record nel Terminal-Bench 2.1, il test che misura le capacità di pianificazione e coordinamento negli ambienti a riga di comando, e mostra netti miglioramenti anche nei compiti di biologia computazionale.
Il precedente di Anthropic
Il caso GPT-5.6 richiama da vicino quanto già accaduto ad Anthropic con i modelli Fable 5 e Mythos 5, sospesi lo scorso giugno su richiesta della stessa amministrazione americana. Mythos 5 è poi tornato disponibile, ma solo per un gruppo ristretto di enti approvati dal governo, mentre Fable 5 è stato sbloccato di recente. La vicenda di OpenAI segue lo stesso schema: prima un accesso contingentato, poi un’apertura graduale subordinata al giudizio delle autorità. Un ordine esecutivo firmato da Trump a inizio giugno chiede alle aziende di sottoporre volontariamente i nuovi modelli a una revisione del governo prima del lancio, ma la procedura non ha ancora un quadro normativo definito: ogni caso viene gestito singolarmente, tra Casa Bianca, Dipartimento del Commercio e aziende coinvolte.
Il nodo della sicurezza informatica
Al centro delle preoccupazioni di Washington ci sono le capacità informatiche di GPT-5.6 Sol, che OpenAI descrive come il suo modello più efficace nell’individuare e sfruttare vulnerabilità del software. L’azienda sostiene che il sistema non superi la soglia critica prevista dal suo quadro di preparazione: nei test su Chromium e Firefox ha individuato bug e exploit, ma non ha prodotto in autonomia una catena di attacco completa. Per contenere i rischi, OpenAI avrebbe destinato oltre 700.000 ore di calcolo mirate a scovare jailbreak universali capaci di funzionare su più richieste diverse. Anthropic, dal canto suo, ha avvertito che rendere un modello del tutto immune ai jailbreak è probabilmente impossibile, e che esiste il rischio concreto che emerga un jailbreak universale in grado di sbloccare un’intera classe di comportamenti dannosi.
Il rilascio più ampio di GPT-5.6 arriva mentre l’amministrazione Trump lavora ancora alla definizione di un processo stabile per valutare i modelli più avanzati, i cosiddetti covered frontier models. Entro agosto il governo dovrà istituire una procedura classificata per stabilire quali sistemi rientrano in questa categoria, un passaggio che potrebbe rendere meno estemporaneo l’attuale sistema di autorizzazioni caso per caso.


