Mythos 5 torna operativo, ma solo per pochi, Fable 5 invece no. Dopo due settimane di trattative con l’amministrazione Trump, Anthropic ha infatti ottenuto una deroga che permette di riattivare il suo modello più avanzato per la cybersecurity presso un gruppo ristretto di organizzazioni approvate dal governo americano.
Washington però non ha cancellato la direttiva del 12 giugno, quella che aveva vietato l’accesso a Mythos 5 e Fable 5 da parte di qualsiasi cittadino straniero, inclusi anche dipendenti della stessa Anthropic.
Ha semplicemente aperto un’eccezione: Mythos 5 potrà tornare nelle mani di alcuni difensori cyber, provider infrastrutturali, imprese considerate affidabili e soggetti governativi.
Il via libera di Washington
La decisione è contenuta in una lettera del 26 giugno inviata dal segretario al Commercio Howard Lutnick ad Anthropic, visionata da The Verge.
Secondo il governo americano, la società avrebbe lavorato con Washington per affrontare i rischi legati ai modelli Mythos-class e avrebbe accettato di collaborare su protocolli, standard e modalità di rilascio future.
La deroga riguarda anche i cittadini non americani ma solo dentro il perimetro autorizzato. In pratica, i dipendenti Anthropic non statunitensi e i membri delle organizzazioni approvate potranno accedere a Mythos 5, purché rientrino nella lista dei soggetti autorizzati.
Fable 5 resta nel limbo
Fable 5, invece, resta nel limbo. È il modello rivolto a un uso più ampio, il “gemello pubblico” della famiglia Mythos, ma al momento non c’è una data per il ritorno alla disponibilità generale.
Anthropic dice di voler continuare a lavorare con il governo per rendere di nuovo disponibile anche Fable 5, ma la decisione finale resta nelle mani dell’amministrazione Trump.
La vicenda, però, è più ampia di questo singolo caso. Gli Stati Uniti stanno sperimentando una regolazione dell’IA avanzata fatta modello per modello, cliente per cliente, autorizzazione per autorizzazione. Non un divieto totale ma un sistema in cui il governo decide chi può usare i modelli più potenti e a quali condizioni.
Curiosamente, il blocco era nato per ragioni di sicurezza nazionale, ma aveva finito per togliere Mythos 5 anche a soggetti impegnati proprio nella difesa cyber. MA Secondo The Verge, tra gli enti che avevano perso accesso al modello c’era anche la National Security Agency.
Da qui la pressione sull’amministrazione Trump: proteggere i modelli più avanzati, sì, ma senza disarmare chi dovrebbe usarli per proteggere infrastrutture, aziende e istituzioni.
Il controllo resta americano
Anthropic ottiene così un trattamento simile a quello concesso a OpenAI per GPT-5.6: accesso limitato, organizzazioni approvate, anteprima controllata.
È una soluzione temporanea, utile a rimettere in circolazione strumenti considerati strategici, ma che l’industria dell’IA guarda con preoccupazione. Anche OpenAI ha scritto che questo tipo di processo di accesso governativo non dovrebbe diventare il modello predefinito a lungo termine.
Lutnick, nella lettera ad Anthropic, è stato chiaro: tutti gli altri requisiti della comunicazione del 12 giugno restano in vigore fino a nuovo avviso. E il governo si riserva il diritto di rivalutare e modificare l’ambito delle licenze su Mythos 5 e Fable 5 se le circostanze dovessero cambiare.
Tradotto: Mythos 5 è stato sbloccato ma non liberato. Fable 5, invece, resta fermo. E il messaggio politico è che per quanto riguarda l’IA più avanzata, l’accesso non dipende più soltanto dal prodotto o dal contratto commerciale, ma anche dal via libera del governo americano.
Fonte: The Verge


