Il mese scorso, in una riunione interna di OpenAI dedicata alle politiche pubbliche, i dipendenti hanno incalzato i vertici. Volevano una spiegazione sulle donazioni di Greg Brockman, presidente e cofondatore di OpenAI, a Leading the Future, il super PAC che spinge per regole più leggere sull’intelligenza artificiale.
I dirigenti hanno provato a prendere le distanze ma molti sono usciti dalla stanza senza sentirsi rassicurati. È da quel malcontento che parte la storia di oggi.
Guardrails Alliance: cinque milioni contro oltre cento
Due operatori politici democratici, Shaunna Thomas e Leah Hunt-Hendrix, hanno deciso di trasformare l’irrequietezza dei lavoratori della tecnologia in un movimento.
Ieri hanno presentato la Guardrails Alliance, un super PAC sostenuto da dipendenti del settore, sindacati e altre organizzazioni. La scommessa è populista: piccole donazioni dei lavoratori comuni contro i grandi capitali che vogliono bloccare ogni tentativo di regolare l’IA.
I numeri raccontano lo squilibrio: Guardrails e la non profit collegata hanno raccolto 5 milioni di dollari, con l’obiettivo di arrivare a 15 entro la fine del ciclo elettorale. Leading the Future ne ha oltre 100.
“La nostra convinzione di fondo è che le persone abbiano ancora il potere di fermare questa presa autocratica dell’amministrazione Trump e del settore tecnologico”, ha detto Thomas, riferendosi a un esecutivo che finora si è tenuto alla larga da qualsiasi regola sull’IA.
Quattro comitati per una sola battaglia
L’IA è diventata terreno di scontro elettorale a tutti gli effetti. Leading the Future, il super PAC da oltre 100 milioni di cui abbiamo scritto la scorsa estate, è nato con 50 milioni promessi da Andreessen Horowitz e altri 50 dallo stesso Brockman e dalla moglie Anna. Da allora gli sono nati contro tre comitati.
Poi è arrivato Public First, allineato ad Anthropic, la replica da 20 milioni che abbiamo raccontato a febbraio. A maggio Chris Larsen, miliardario della tecnologia, ha invece avviato un gruppo che spende soprattutto per contrastare OpenAI. Ora si aggiunge Guardrails.
Lo scontro corre dentro la tecnologia stessa: a dividersi sono le aziende, gli investitori e i loro dipendenti.
Il caso Bores
Il primo campo di prova è una primaria democratica nel 12° distretto congressuale di New York. Guardrails sta comprando spazi pubblicitari a sostegno di Alex Bores, ex lavoratore del settore e autore di una legge sulla sicurezza dell’IA, candidato al seggio di Jerry Nadler. È lo stesso candidato newyorkese contro cui, come abbiamo raccontato a febbraio, Leading the Future aveva già aperto le ostilità. Martedì si vota.
La posta è alta: su quella sola corsa almeno tre super PAC legati all’IA hanno speso oltre 10 milioni di dollari, per sostenere o affossare Bores. Guardrails ne mette 250.000 negli ultimi giorni. Anche Public First Action, il braccio operativo finanziato da Anthropic, è sceso in campo a suo favore.
Due racconti, una sola posta
Dal fronte opposto la lettura è capovolta. Josh Vlasto, tra i fondatori di Leading the Future, sostiene che il comitato lavori per un quadro normativo federale capace di creare posti di lavoro americani, far vincere agli Stati Uniti la corsa con la Cina e proteggere minori e utenti. “Dire che siamo contro le regole è semplicemente falso”, ha dichiarato.
Guardrails ribalta la narrazione. “È la storia più vecchia del mondo negli affari: amministratori delegati miliardari che non vogliono né vincoli né responsabilità”, ha detto Chris Hyams, ex amministratore delegato di Indeed e oggi docente di etica dell’IA ad Austin. “E poi ci sono tutti gli altri, che vogliono essere protetti da una corsa alla ricchezza senza alcun freno”.
Il clima che si respira quest’anno aiuta a spiegare l’irrequietezza che il comitato vuole intercettare aiuta. Nel corso dell’anno i lavoratori della tecnologia hanno chiesto ai vertici di rescindere i contratti con l’ICE e hanno sollecitato il Pentagono a ritirare la designazione di Anthropic come “rischio per la catena di fornitura”.
Thomas non promette di pareggiare i conti: “Non si tratta di batterli dollaro su dollaro”, ha detto. L’obiettivo è offrire una casa politica a chi teme che il settore anti-regole stia provando a comprarsi le elezioni.
Fonti: The New York Times, TechCrunch


