Ieri sera è arrivata la lettera. Poche ore dopo Claude Fable 5 e Claude Mythos 5, i due modelli più potenti di Anthropic, erano spenti per chiunque, in qualsiasi parte del mondo. Il governo degli Stati Uniti, citando autorità di sicurezza nazionale, aveva ordinato di sospenderne l’accesso a ogni cittadino straniero, dentro o fuori dai confini americani.
L’azienda non può però separare in tempo reale gli utenti stranieri dagli altri e per non sbagliare ha staccato tutto, compresi i propri dipendenti senza passaporto americano. Gli altri modelli (Opus 4.8, Sonnet, Haiku) restano attivi.
Anthropic figura su una lista nera del Pentagono che la giudica troppo pericolosa perché la usi il governo. Da venerdì rientra anche in un regime di licenze del Dipartimento del Commercio che la giudica troppo pericolosa perché la usino gli stranieri.
È, per quanto risulta, la prima volta che un’azienda leader dell’IA ritira dal mercato un modello già distribuito al pubblico su intervento del governo federale.
L’IA trattata come un chip
Per anni la guerra dei controlli sulle esportazioni ha riguardato i semiconduttori avanzati: macchinari, fabbriche, chip da spedire o non spedire a Pechino. Ora lo stesso strumento colpisce un software.
La lettera, firmata dal segretario al Commercio Howard Lutnick e indirizzata all’amministratore delegato Dario Amodei, classifica Fable 5 e Mythos 5 come merce sotto controllo: serve una licenza per esportarli, ri-esportarli o trasferirli all’interno degli Stati Uniti, più una domanda aggiuntiva per autorizzazioni validate caso per caso.
Chi non rispetta rischia sanzioni civili e pecuniarie. Un funzionario dell’amministrazione lo descrive come un blocco temporaneo, in attesa che l’apparato di sicurezza nazionale venga rafforzato, forse nel giro di poche settimane.
Cosa contesta Anthropic
La direttiva non spiega la preoccupazione di fondo ma dietro ci sarebbe un jailbreak di Fable 5, ossia un modo per aggirarne i blocchi. Finora, secondo Anthropic, il governo ha mostrato solo prove verbali di una tecnica circoscritta: chiedere al modello di leggere un determinato codice e segnalarne le falle.
“La sua difesa è che il blocco più importante non è dentro il modello ma in filtri separati che controllano le risposte in uscita. Anche se qualcuno convince Fable a ignorare un rifiuto e a continuare, sono questi filtri esterni a intercettare e fermare gli output pericolosi prima che arrivino all’utente.
Nessun tester, sostiene l’azienda, ha trovato un jailbreak universale, e prima del lancio i modelli avevano superato migliaia di ore di test condotti dal governo americano, dall’UK AI Security Institute e da terze parti.
Poi, l’affondo: la stessa capacità sarebbe già presente in GPT-5.5 di OpenAI, e ad aprile la stessa OpenAI stava preparando un modello cyber analogo ad accesso ristretto.
Va poi ricordato che dentro Project Glasswing, Mozilla ha dichiarato di aver chiuso centinaia di vulnerabilità proprio grazie a Mythos.
La prudenza diventata boomerang
Anthropic ha costruito gran parte della propria immagine sull’essere il laboratorio prudente, quello che frena dove gli altri accelerano. Mythos era stato presentato come così pericoloso da non poter uscire in pubblico.
Lo stop arriva mentre l’azienda ha depositato in via riservata il prospetto per la quotazione in borsa, con una valutazione alta, nel momento peggiore per il valore percepito.
“Non siamo d’accordo sul fatto che la scoperta di un potenziale jailbreak circoscritto debba essere motivo per ritirare un modello commerciale distribuito a centinaia di milioni di persone”, scrive l’azienda. Se quel criterio valesse per tutti, aggiunge, “bloccherebbe di fatto ogni nuovo rilascio di modello da parte di tutti i fornitori di modelli di frontiera”.
C’è anche una contraddizione nell’azione di Washington. All’inizio del mese l’amministrazione aveva firmato un ordine esecutivo sui test pre-rilascio dei modelli più avanzati: volontario, senza licenze, frutto della linea del consigliere David Sacks contro la “cattura regolatoria” dei laboratori più grandi.
L’ordine esecutivo aveva escluso qualsiasi obbligo di licenza. L’export control ne impone una lo stesso, per un’altra via.
Altman e il marketing della paura
Sam Altman se la starà godendo. Ad aprile, ospite del podcast Core Memory di Ashlee Vance, aveva liquidato la gestione di Mythos come “marketing fondato sulla paura”.
“È chiaramente un marketing incredibile dire: abbiamo costruito una bomba, stavamo per sganciarvela in testa, e vi vendiamo un rifugio antiatomico per 100 milioni di dollari”, aveva detto.
Non aveva previsto un blocco del governo, aveva però messo il dito su ciò che ora si ritorce contro la rivale: quando passi mesi a ripetere al mondo che la tua IA è eccezionalmente pericolosa, il mondo tende ad ascoltare. Il governo degli Stati Uniti per primo.
Fonte: TechCrunch, Axios


