Secondo alcune fonti di Reuters il Ministero del Tesoro italiano avrebbe scelto la società di revisione contabile KPMG per valutare il valore di PagoPA, la piattaforma che gestisce i pagamenti digitali per la pubblica amministrazione. Questa valutazione è un passaggio preliminare per la vendita del 49% della piattaforma a Poste Italiane.
L’eventualità che PagoPA cambi proprietario, pur rimanendo sotto il controllo di enti statali, ha suscitato preoccupazioni nel settore bancario italiano, particolarmente tra i piccoli istituti che faticano a tenere il passo con i rapidi cambiamenti nel settore dei pagamenti.
L’incarico a KPMG rappresenta un passo cruciale in questo progetto, che prevede che Poste Italiane diventi un azionista di minoranza. Poste Italiane negli anni ha abbandonato il suo ruolo originale ed è diventato un conglomerato finanziario che include servizi di pagamento, telefonia mobile, fornitura di energia, assicurazioni e prodotti di investimento.

Poste Italiane è diventato un grande fornitore di servizi
Nel 2023, PagoPA ha gestito pagamenti verso la pubblica amministrazione italiana per un valore di 46,66 miliardi di euro. Inoltre, PagoPA avrà un ruolo di primo piano negli sforzi del governo italiano per creare l’IT Wallet, un portafoglio digitale dove gli italiani potranno conservare documenti ufficiali, tra cui la prova della loro identità digitale per accedere ai servizi pubblici online, oltre che effettuare pagamenti.
Per non diventare un monopolio e venire incontro alle preoccupazioni sollevate dall’Antitrust, il progetto sostenuto dal governo impedirà a Poste Italiane di firmare accordi di governance che le consentirebbero di esercitare un’influenza dominante su PagoPA. Lo Stato Italiano resterà infatti l’azionista di maggioranza.


