Google conferma i documenti trapelati su Search

by | 30 Mag 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Il SEO (Search Engine Optimization) è l’insieme di tecniche e strategie utilizzate per migliorare la visibilità di un sito web nei risultati organici dei motori di ricerca come Google. È importante perché un buon posizionamento può attirare più visitatori, incrementare la notorietà del marchio, i ricavi pubblicitari e le conversioni. Chiunque dipenda dal web per il proprio business, dall’editoria indipendente ai ristoranti, ai negozi online, non può non tenerne conto.

L’algoritmo di Google, che decide chi premiare e perché, cambia però da anni e riuscire a comprenderne il funzionamento è pane quotidiano per i SEO Manager, figure piuttosto richieste da chi abbia l’ambizione di guadagnare da internet.

La notizia di oggi è particolarmente importante perché la stessa Google ha appena confermato la veridicità di una clamorosa fuga di notizie, della quale si è parlato per la prima volta due giorni fa.

Il leak ha rivelato migliaia di pagine di documenti interni di Google, offrendo uno sguardo senza precedenti su come funziona il motore di ricerca. E suggerendo anche che il colosso di Mountain View non è stato finora del tutto trasparente riguardo al funzionamento del suo algoritmo.

Tutto nasce da tale Rand Fishkin, veterano del settore SEO, che nei giorni scorsi ha ricevuto 2.500 pagine di documenti da una fonte intenzionata a smentire le affermazioni ufficiali di Google sul funzionamento del proprio algoritmo. I dettagli tecnici condivisi da Fishkin sono complessi e probabilmente comprensibili solo a sviluppatori ed esperti SEO. In compenso, chiariscono quali dati Google raccoglie dalle pagine web, offrendo indizi agli esperti SEO su ciò che sembra essere prioritario per l’azienda.

Secondo Mike King, altro esperto SEO, sono però ravvisabili discrepanze tra i dati raccolti e le dichiarazioni pubbliche di Google. Stando al leak, infatti, Google raccoglie e potenzialmente utilizza dati come i clic e le informazioni degli utenti di Chrome, contrariamente a quanto dichiarato finora dall’azienda.

Tuttavia, non è chiaro quali di questi dati siano effettivamente utilizzati per il ranking. Le informazioni inoltre potrebbero essere datate, utilizzate solo per scopi di formazione o non utilizzate specificamente per la Ricerca. Infine, i documenti non rivelano come vengano pesati i diversi elementi nel ranking.

“Consigliamo di non fare assunzioni inaccurate sulla Ricerca basate su informazioni fuori contesto, datate o incomplete”, ha dichiarato Davis Thompson, portavoce di Google. Che ha anche sottolineato che Google ha condiviso ampi dettagli sul funzionamento della Ricerca e sui fattori valutati dai suoi sistemi, mantenendo al contempo l’integrità dei risultati.

Resta il fatto che le informazioni leakate sono vere e pertanto sono destinate ad avere ripercussioni sul settore del SEO. Inoltre ci dicono, implicitamente, cosa sia (o sia stato) realmente importante per l’azienda che domina il web. Il che non è poco.

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