Generazione Z: la ricerca si sposta sui social

da | 16 Apr 2024 | Tech

La Generazione Z sta abbandonando Google, preferendo TikTok e YouTube nella ricerca di informazioni. Ciò segna un netto distacco dalle abitudini dei millennial, cresciuti nell’epoca d’oro del motore di Mountain View.

Questo cambiamento non è solo una curiosità demografica ma rappresenta una sfida significativa per Google, un colosso da quasi 2 trilioni di dollari che continua a dipendere fortemente dai ricavi pubblicitari legati ai risultati di ricerca.

Secondo i dati forniti in esclusiva ad Axios da YPulse, un’azienda di ricerca giovanile, solo il 46% degli utenti tra i 18 e i 24 anni inizia le proprie ricerche da Google, rispetto al 58% di quelli tra i 25 e i 39 anni. TikTok, invece, è la scelta iniziale per il 21% degli utenti tra i 18 e i 24 anni, mentre YouTube attira solo il 5%.

MaryLeigh Bliss, responsabile dei contenuti di YPulse, sottolinea che i social media sono diventati una vera e propria autostrada dell’informazione, passando da semplici piattaforme per connettersi con amici e familiari, a strumenti essenziali per l’acquisizione di informazioni. Alcuni utenti, infatti, preferiscono i social per ottenere risposte più autentiche, specialmente in un contesto in cui Google e altre piattaforme promuovono sempre più risultati sponsorizzati.

Jordan Alperin, 24 anni, Creative Strategist presso Day One Agency, spiega come per notizie e risposte rapide si affidi a Google, ma per ispirazione e storie personali preferisca i social media. Alperin evidenzia come Reddit e TikTok siano diventati i suoi punti di riferimento, poiché i contenuti sembrano più relazionabili e i commenti aumentano la fiducia, condividendo esperienze e prospettive di nicchia.

Un portavoce di Google ha commentato che l’azienda è impegnata a mantenere il motore di ricerca un luogo dove trovare informazioni affidabili e di alta qualità, oltre a una varietà di prospettive dirette. Recentemente, Google ha ampliato il proprio strumento di risultati basato sull’intelligenza artificiale, la Search Generative Experience, che compila informazioni e recensioni sui risultati di ricerca, ottenendo recensioni molto positive dagli utenti tra i 18 e i 24 anni.

Tuttavia, la crescente insoddisfazione per i risultati di ricerca di Google, come sottolineato da Danny Goodwin, redattore capo del sito di marketing digitale e tecnologia Search Engine Land, pone delle questioni. Uno studio recente condotto da ricercatori in Germania ha evidenziato come i risultati di bassa qualità siano ottimizzati per apparire in posizioni elevate nelle pagine dei risultati di ricerca, particolarmente nelle ricerche di prodotti.

Con l’aumento dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, questi problemi potrebbero aggravarsi ulteriormente, confondendo sempre più i confini tra contenuti utili e spam.

 

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