Sam Altman, Dario Amodei e Demis Hassabis nella stessa stanza, seduti a pranzo con Donald Trump e i capi di Stato del G7. I tre guidano OpenAI, Anthropic e Google DeepMind, i laboratori che costruiscono i modelli più potenti al mondo, e di norma si parlano poco.
Oggi a Evian, ultimo giorno del vertice, stanno partecipando a un pranzo di lavoro con una dozzina di altri dirigenti tecnologici. In agenda ci sono i rischi dei modelli più avanzati, le infrastrutture, la sovranità e la protezione dei minori online.
“Dimostra semplicemente che, per assumere impegni credibili sull’IA, i capi di Stato hanno ora bisogno della collaborazione, se non dell’avallo, di una manciata di dirigenti privati che costruiscono concretamente la tecnologia”, osserva Jessica Brandt, del Council on Foreign Relations. “Stiamo assistendo a uno spostamento di chi ha diritto a sedersi al tavolo.”
Cosa cerca Big Tech
Le aziende contano di uscirne con un pacchetto di impegni volontari. Sicurezza dei minori, rischio di frontiera in ambito cyber e biologico: promesse che, in mancanza d’altro, finiscono per fare da regola.
“Probabilmente diventeranno lo standard di riferimento de facto a livello globale”, prevede Brandt. OpenAI a inizio mese aveva anticipato proprio questo, un’intesa su “impegni volontari” tra le aziende.
La tempistica non è casuale. Due dei tre laboratori al tavolo, Anthropic e OpenAI, corrono verso la quotazione in borsa e scrivere le regole prima che diventino vincolanti vale parecchio, sul piano strategico e su quello economico.
“I laboratori di frontiera vogliono plasmare questo dibattito prima che esistano regole vincolanti”, riassume Emerson Brooking, dell’Atlantic Council.
Anthropic, la frattura sullo sfondo
Il vertice arriva mentre Anthropic resta in lite con Washington. Pochi giorni fa l’amministrazione ha imposto controlli sulle esportazioni dei suoi modelli Fable 5 e Mythos 5, per ragioni di sicurezza nazionale, spingendo l’azienda a disattivarli per tutti.
Il braccio di ferro viene da lontano: come abbiamo raccontato, Anthropic si era già scontrata a febbraio col Pentagono sui limiti all’uso militare dei suoi modelli, contro la sorveglianza di massa e le armi autonome.
I recenti annunci di modelli con capacità informatiche avanzate (oltre a Mythos, GPT-5.5 Cyber di OpenAI) hanno acceso le preoccupazioni di imprese e governi sulle vulnerabilità digitali.
Il rilascio di Mythos ha segnato un “punto di svolta”, dice Cameron Kerry della Brookings Institution, al punto da spingere l’amministrazione Trump a valutare per la prima volta una regolamentazione.
Per Brooking, quei controlli “hanno cambiato tutto”. “Diversi Paesi del G7 avevano già accennato alla necessità di investire in un’IA sovrana, ma si era sempre dato per scontato che ciò sarebbe avvenuto avendo accesso allo stack tecnologico statunitense”, spiega.
“Ora gli Stati Uniti hanno mostrato la disponibilità a tagliare fuori il G7, e perfino alleati legati da trattati, da certe capacità di IA.”
Evian e la posta europea
Ecco perché al pranzo non ci sono solo gli americani. Ci sono anche Arthur Mensch della francese Mistral, Aidan Gomez della canadese Cohere, Robin Rombach della tedesca Black Forest Labs e, per l’Italia, Uljan Sharka.
Sharka guida Domyn (l’ex iGenius nata a Milano), che sviluppa modelli di IA sovrana per i settori regolamentati come finanza, pubblica amministrazione e difesa, costruisce con Nvidia il supercomputer Colosseum nel Sud Italia e punta a misurarsi con i grandi laboratori sui modelli di ragionamento.
La loro presenza misura quanto l’Europa resti legata alla tecnologia d’oltreoceano, e quanto quel legame pesi nel momento in cui l’accesso può essere revocato.
Le regole che non ci sono
Resta la domanda di fondo. Tutto questo potere si concentra in poche mani, mentre di vincolante c’è ben poco.
Il G7 ci lavora dal 2023 con l’Hiroshima AI Process, il quadro avviato dalla presidenza giapponese che a fine ottobre di quell’anno ha prodotto undici principi guida e un codice di condotta per gli sviluppatori.
Tutto su base volontaria. E a Evian, ancora una volta, si parlerà di impegni che nessuno sarà obbligato a rispettare.
Fonte: CNBC


