Grandine e alluvioni negli Emirati Arabi: cos’è la semina delle nuvole?

da | 12 Mar 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimamente è sempre più frequente imbattersi sui social in video di diluvi torrenziali nel Dubai e nel resto degli Emirati Arabi Uniti. Volendo approfondire, si scopre che la ragione delle insolite alluvioni avvenute gli scorsi 12 febbraio e 7 marzo sarebbe il cosiddetto “cloud seeding”, traducibile in semina delle nuvole. Ma cos’è di preciso?

Si tratta di una tecnica di modifica del tempo atmosferico che mira a cambiare la quantità o il tipo di precipitazioni, disperdendo sostanze nell’aria che fungono da nuclei di condensazione delle nuvole, modificando così i processi microfisici al loro interno.

Esistono due principali tipi di semina delle nuvole. La prima è la semina statica, e prevede la dispersione di ioduro d’argento o di ghiaccio secco nell’aria, usando generatori a terra o su aerei. Queste sostanze agiscono come nuclei di condensazione delle nuvole, fornendo una superficie su cui il vapore acqueo può condensarsi, formando gocce di pioggia o fiocchi di neve.

La semina dinamica delle nuvole prevede invece la dispersione di materiali nelle correnti ascensionali dei temporali. Questi materiali possono includere sale, dispositivi pirotecnici o persino propano liquido. L’obiettivo della semina dinamica delle nuvole è aumentare la quantità di precipitazioni che cadono dal temporale.

La semina delle nuvole, tecnica adottata in vari angoli del mondo come Stati Uniti, Cina, Russia e Australia, risponde a diverse finalità. Questo metodo è spesso impiegato per incrementare le precipitazioni in zone colpite da siccità, migliorando così l’approvvigionamento idrico necessario all’agricoltura, alla produzione di acqua potabile e all’energia idroelettrica.

Un altro importante impiego della semina delle nuvole è la riduzione delle dimensioni dei chicchi di grandine durante i temporali, contribuendo a salvaguardare le colture e le proprietà dai danni. Inoltre, questa tecnica trova applicazione nel mitigare la nebbia nei dintorni degli aeroporti, favorendo la visibilità e la sicurezza dei voli, nonché nell’incrementare le nevicate in prossimità delle stazioni sciistiche, prolungando la stagione degli sport invernali e attirando maggiori flussi turistici.

Nonostante la semina delle nuvole sia un processo dal funzionamento complesso e la cui efficacia è tuttora in fase di valutazione, rappresenta uno strumento promettente per la gestione delle risorse idriche e per contrastare gli effetti avversi degli eventi climatici estremi.

Gli UAE (United Arab Emirates), e così torniamo all’inizio dell’articolo, sono un paese tra i più aridi al mondo. L’acqua è dunque una risorsa preziosa e la semina delle nuvole è uno dei modi in cui il governo sta cercando di aumentare le riserve idriche del paese.

Gli Emirati Arabi Uniti utilizzano la semina delle nuvole dagli inizi degli anni ’90. L’NCM (Centro Nazionale di Meteorologia) è responsabile del programma di semina e utilizza vari metodi. Ha anche dichiarato che la semina delle nuvole può aumentare le precipitazioni negli UAE fino al 30%.

Ma è questa tecnica ad aver causato l’inondazione negli Emirati Arabi Uniti? A osservare il video qui sopra parrebbe difficile, viste le scene apocalittiche che raffigura, ma Gulf News ha parlato con un esperto del Centro Nazionale di Meteorologia. Il quale ha dichiarato: “La pioggia è stata potenziata dalla semina delle nuvole. Abbiamo condotto operazioni [di semina delle nuvole] in tutto gli UAE. Abbiamo coperto tutte le aree e sono stati effettuati 25 viaggi”.

Insomma, le semina delle nuvole pare essere efficace. Ma è chiaro che l’umidità che sarà fatta precipitare artificialmente su una nazione, verrà “sottratta” ai paesi dove avrebbe piovuto naturalmente. È quindi da vedere come cambierà la cartina delle precipitazioni in futuro a seguito della diffusione di questa tecnologia, e se ciò comporterà tensioni coi paesi vicini.

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