Che la pandemia abbia sparigliato molti aspetti della nostra vita quotidiana, è cosa nota. Che ciò abbia riguardato anche il mondo del lavoro, introducendo il concetto di smart working, è altrettanto noto. Che si sarebbe arrivati ai fatti riportati in questa news, era invece difficile da prevedere prima del 2020.
Dopo averci detto a più riprese quanto fosse più “smart” lavorare da casa, le grandi aziende ora stanno cercando di riportare i dipendenti negli uffici fisici. Molti lavoratori, però, resistono.
È il caso dei dipendenti di Dell, il famoso produttore di computer, che sembra avere più difficoltà di altre aziende nel raggiungere questo obiettivo.
All’inizio dell’anno, infatti, Dell ha lanciato una poco simpatica iniziativa per incentivare il ritorno in ufficio. I dipendenti dovevano scegliere se classificarsi come remoti o ibridi. Chi optava per la modalità ibrida doveva garantire la presenza in ufficio per 39 giorni a trimestre, circa tre giorni a settimana. Chi sceglieva la modalità remota, invece, accettava di non poter essere promosso o trasferito in nuovi ruoli all’interno dell’azienda.
Ebbene, secondo Business Insider, che ha esaminato dati interni di Dell, quasi il 50% della forza lavoro ha preferito accettare le conseguenze del lavoro remoto, minando i piani dell’azienda di ripristinare una cultura dell’ufficio.
In un’indagine, una dozzina di dipendenti di Dell hanno spiegato le ragioni della loro scelta di rimanere in remoto. Alcuni hanno evidenziato i benefici in termini di tempo libero e risparmio economico, affermando che nulla potrebbe convincerli a rinunciare a questi vantaggi. Altri hanno menzionato la chiusura degli uffici locali durante la pandemia o la mancanza di interesse per le promozioni.
Molti invece hanno sottolineato l’inutilità di recarsi in ufficio quando i team sono distribuiti in diverse sedi globali, il che comporterebbe comunque l’uso prevalente di videochiamate. Un dipendente ha riferito che i colleghi in modalità ibrida lavorano spesso in uffici quasi vuoti, facendo riunioni virtuali con persone in altri uffici altrettanto vuoti. Diversi intervistati hanno ammesso di cercare lavoro in aziende che non impongono il ritorno in ufficio.
Dell però non è l’unica azienda a confrontarsi con queste sfide. Anche Apple ha affrontato difficoltà interne riguardo al lavoro remoto.
La dirigenza di Dell sostiene che il lavoro in presenza favorisce la collaborazione e l’innovazione. E in effetti uno studio dello Stanford Institute for Economic Policy Research suggerisce una modesta riduzione della produttività, circa il 10%, associata al lavoro remoto. Ma non tiene conto dei risparmi sui costi associati allo smart working, che compenserebbero questo calo.


