La canadese Cohere compra la tedesca Aleph Alpha per l’IA sovrana

by | 24 Apr 2026 | IA

Aidan Gomez, co-fondatore e CEO di Cohere.
Riassunto IA
  • Cohere acquisisce Aleph Alpha in un’operazione da 20 miliardi di dollari: nasce un polo transatlantico dell’IA sovrana con doppia sede a Toronto e in Germania, supportato dai governi canadese e tedesco.
  • Il gruppo Lidl (Schwarz) finanzia l’operazione con 600 milioni e fornirà l’infrastruttura di calcolo, confermando che i capitali pazienti per l’IA europea arrivano spesso dall’esterno del settore tech.
  • Il deal segnala il primo grande consolidamento nell’IA fuori dagli USA e si inscrive nella strategia canadese di diversificazione dalle dipendenze americane, accelerata dalle tensioni commerciali con Washington.
Tempo di lettura: 3 minuti

La canadese Cohere acquisisce la tedesca Aleph Alpha. L’accordo, annunciato nelle ultime ore, valuta il gruppo combinato circa 20 miliardi di dollari e unisce due start-up che, pur operando su sponde diverse dell’Atlantico, condividono lo stesso obiettivo: costruire sistemi di intelligenza artificiale che non dipendano né dalla Silicon Valley, né da Pechino.

La società risultante manterrà il nome Cohere e avrà doppia sede a Toronto e in Germania. I governi canadese e tedesco supportano attivamente l’operazione; Berlino è destinata a diventare uno dei principali clienti istituzionali del nuovo gruppo, dando priorità all’IA sovrana negli appalti della pubblica amministrazione.

Il concetto di “IA sovrana” non è solo uno slogan di marketing. Significa, concretamente, che i sistemi vengono implementati all’interno dell’infrastruttura del cliente (governo o azienda), senza che i dati transitino su server di terze parti americani o cinesi.

In Europa, dove il GDPR e l’AI Act impongono vincoli stringenti sul trattamento dei dati e sulla responsabilità algoritmica degli enti pubblici, questa architettura è sempre più un requisito normativo prima ancora che una scelta strategica.

Cohere, fondata nel 2019 da ex ricercatori di Google, si era già specializzata in questo modello di business: niente applicazioni per il grande pubblico, ma IA avanzate distribuite direttamente nell’infrastruttura dei clienti aziendali e governativi. Era stata valutata 6,8 miliardi di dollari in un round dell’anno scorso.

Aleph Alpha, con sede a Heidelberg, ha percorso la stessa strada in Europa, costruendo legami solidi con l’industria e le istituzioni tedesche. Ma la crescita non ha tenuto il ritmo dei rivali più grandi, e il suo fondatore Jonas Andrulis ha lasciato la guida della società all’inizio di quest’anno.

Lidl entra nell’IA europea

Il finanziamento dell’operazione ha un protagonista inatteso, ossia Schwarz Group, la holding che controlla la catena di supermercati Lidl.

Il gruppo ha impegnato 600 milioni di dollari, tra partecipazione azionaria e fondi per la ricerca, e si appresta a fornire l’infrastruttura su cui gireranno i sistemi di Cohere attraverso il suo braccio tecnologico, Schwarz Digits, già azionista di Aleph Alpha con una quota superiore al 20%.

Schwarz sta investendo pesantemente in capacità di calcolo in Germania: un impianto da 11 miliardi di euro vicino a Berlino è progettato specificamente per carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.

Che il principale vettore finanziario dell’IA europea sia un gruppo della grande distribuzione dice qualcosa sullo stato dell’sistema tecnologico del continente. Non che sia necessariamente un problema, dato che Schwarz ha la liquidità, ha i data center e ha l’interesse strategico a non dipendere da fornitori americani per la gestione dei propri dati.

Ma segnala che i capitali ‘pazienti’ e orientati al lungo periodo, in Europa, arrivano spesso dall’esterno del settore tech in senso stretto.

Il Canada si sgancia dagli Stati Uniti, anche nell’IA

La partecipazione canadese all’accordo non è casuale. Va letta sullo sfondo di una trasformazione più profonda nel rapporto tra Ottawa e Washington.

Da quando Trump ha riportato i dazi americani ai livelli della Grande Depressione, il primo ministro Mark Carney ha dichiarato apertamente che la storica dipendenza economica del Canada dagli Stati Uniti è diventata “una debolezza” da correggere. La parola d’ordine del suo governo è diversificazione: dei mercati di sbocco, dei partner commerciali, delle dipendenze strategiche.

I segnali concreti di questo riorientamento si moltiplicano. A gennaio, Canada e Cina hanno raggiunto un accordo che consente l’ingresso di 49.000 veicoli elettrici cinesi nel mercato canadese a tariffa ridotta, in cambio della rimozione di restrizioni cinesi sui prodotti agricoli canadesi.

Brookings Ottawa ha avviato parallelamente trattative con Qatar e India su energia e materie prime. Carney ha consolidato questa linea con un discorso al World Economic Forum di Davos in cui ha chiamato le “potenze medie” a fare fronte comune contro le pressioni dei grandi blocchi CNN.

È un’espressione che il ministro canadese per l’IA, Evan Solomon, ha ripreso commentando l’accordo con Aleph Alpha: “Vogliamo garantire che governi e aziende abbiano un’opzione tra gli hyperscaler e i soggetti egemoni”.

L’0accordo Cohere-Aleph Alpha s’inserisce quindi in una strategia più ampia: non solo un’operazione industriale ma un tassello del tentativo canadese di costruire dipendenze reciproche con partner europei in settori ad alto valore strategico.

Cohere e Aleph Alpha, dietro il consolidamento

C’è un elemento che vale la pena non glissare: questa fusione è anche il riconoscimento implicito che l’Europa non è riuscita a costruire un campione autonomo dell’IA. Aleph Alpha era nata con ambizioni da OpenAI europea quali modelli propri, clienti istituzionali, identità sovrana.

La realtà si è rivelata più ostile: i costi di sviluppo dei modelli di frontiera sono esplosi, i rivali americani hanno continuato ad accelerare, e il mercato europeo non ha generato la domanda necessaria a sostenere una traiettoria di crescita indipendente.

Il risultato è un’alleanza ibrida: una società nordamericana assorbe la start-up europea con la benedizione dei rispettivi governi e i capitali di un gruppo della grande distribuzione.

È IA sovrana ma è anche, nei fatti, la prima grande operazione di consolidamento nel settore al di fuori degli Stati Uniti. E il consolidamento, per definizione, riduce il numero di attori indipendenti sul campo.

Fonte: Financial Times

POTREBBE INTERESSARTI

caisi chris fall trump

L’agenzia americana sull’IA perde il terzo direttore in un anno

Chris Fall lascia il CAISI, l’agenzia federale che valuta i modelli di IA, dopo il predecessore rimosso in meno di una settimana per il suo passato in Anthropic....
aziende IA

Meno junior e meno manager: così l’IA sta appiattendo le aziende

Uno studio sulle aziende costruite attorno all’IA mostra realtà più piccole del 25%, con meno livelli gerarchici e più capitale per dipendente. È il modello che...
Christopher Nolan

Nolan: “L’IA è un cavallo di Troia di vetro, si vedono i greci dentro”

Il presidente della Directors Guild of America legge il rifiuto dei più giovani come un segnale sano. Ma gli studios stanno firmando accordi con le società di...
moonshot kimi k3

Kimi K3 ha azzerato il vantaggio americano nell’IA?

Moonshot AI mostra che il distacco tra i due Paesi può essere recuperato rapidamente e mette sotto pressione prezzi, investimenti e restrizioni sui chip.

David Chiu deepfake

San Francisco ordina ad Apple e Google di rimuovere dozzine di app di deepfake

La città di San Francisco accusa i due colossi tecnologici di aver ignorato le normative e di aver tratto profitto dalla diffusione di software per deepfake non...
Mark Zuckerberg Meta

Meta tratta con Anthropic: dieci miliardi per affittare i suoi data center

Meta costruisce data center propri e ne affitta altri per stare al passo. Ora valuta di rivendere la sua capacità ad Anthropic, cioè al concorrente che i suoi modelli...
Tim Cook Apple

Apple supera Nvidia e torna la società più capitalizzata al mondo

Il sorpasso arriva mentre gli investitori spostano l’attenzione dai chip alla capacità di Apple di monetizzare l’IA con servizi e dispositivi.

Mira Murati Thinking Machines

Thinking Machines risponde al conto salato dell’IA a consumo con Inkling

Con il suo primo modello open-weight, la startup fondata dall’ex CTO di OpenAI punta a spostare il potere dai grandi laboratori alle aziende che useranno...
Sam Altman ChatGPT OpenAI

OpenAI: il primo dispositivo sarà uno speaker senza schermo che “vive” con noi

Con 400 ex dipendenti Apple nel team e 6,5 miliardi spesi per acquisire io Products, OpenAI scommette che un oggetto capace di ascoltare, vedere e muoversi possa...
Google Deepmind

Demis Hassabis chiede un ente USA per testare le IA più avanzate

Il ceo di Google DeepMind propone un ente ispirato alla Finra per testare i modelli AI più avanzati. Arriva a un mese dal blocco lampo dei modelli di Anthropic e dal...
Share This