Per la prima volta un modello di intelligenza artificiale realizzato in Cina ha raggiunto Mythos, il sistema con cui Anthropic individua le falle nel software, proprio sul terreno che Washington considerava il più delicato da proteggere.
A dirlo sono le valutazioni indipendenti di due aziende di cybersicurezza, Semgrep e Graphistry, che collocano GLM-5.2, rilasciato in questi giorni dal laboratorio Zhipu AI (noto anche come Z.ai), alla pari dei migliori modelli statunitensi nella caccia alle vulnerabilità, pur dimostrandosi indietro rispetto ad Anthropic e OpenAI su altri compiti.
A stretto giro l’azienda cinese 360 Security Technology ha presentato un proprio strumento, Tulongfeng, dichiarandolo equivalente a Mythos nello stesso esercizio. Capacità, queste, che hanno messo in allarme funzionari della sicurezza nazionale e amministratori delegati.
“Questo tipo di arma potente, capace di alterare il panorama della guerra cibernetica, non può restare solo nelle mani americane”, ha detto Zhou Hongyi, alla guida di 360 Security e membro del massimo organo consultivo politico cinese, da un palco a Pechino.
L’autogol di Washington
Il sorpasso arriva mentre il governo statunitense alza contro i suoi stessi sviluppatori barriere senza precedenti. Con una direttiva sull’export, l’amministrazione Trump ha vietato a qualsiasi soggetto straniero l’uso dei due modelli di vertice di Anthropic, Fable 5 e Mythos 5, citando rischi per la sicurezza. Per conformarsi, l’azienda li ha disattivati per tutti i clienti, non solo per quelli stranieri.
Da oltre due settimane Fable 5 resta inaccessibile; di Mythos 5, invece, Washington ha ripristinato di recente un uso parziale, riservato ad alcune entità ritenute affidabili. La stessa cautela tocca OpenAI, che ha limitato il suo ultimo modello, GPT-5.6, in attesa di applicare un ordine esecutivo dedicato alla sicurezza e alla supervisione dei sistemi.
Nel frattempo i chip per l’IA continuano a partire verso la Cina, ed è qui che la contraddizione diventa visibile. “Vietare Fable mentre si vendono alla Cina i chip che le servono per costruirsi la propria versione è un regalo a Pechino”, ha sintetizzato Saif Khan, che alle restrizioni sull’export aveva lavorato con l’amministrazione Biden.
Gli Stati Uniti, ha aggiunto, dovrebbero sfruttare al massimo Mythos e modelli simili per blindare le proprie difese finché possono.
Perché i modelli a pesi aperti dilagano
A rendere il sorpasso emblematico è la natura di GLM-5.2, un modello a pesi aperti. A differenza di quelli di Anthropic o OpenAI, può essere scaricato e fatto girare sull’hardware di chiunque, modificato e usato senza alcuna supervisione.
Per le imprese che provano a contenere costi fuori controllo è la formula ideale: accesso senza vincoli a un sistema che controllano per intero. Lo è altrettanto per chi vuole agire nell’ombra.
Già oggi GLM-5.2 figura tra i dieci modelli più usati su OpenRouter, la piattaforma che dà accesso a oltre quattrocento sistemi diversi, e nei test di Semgrep ha superato Claude Opus 4.8, il modello che Anthropic ha rilasciato a maggio.
Con istruzioni mirate, stando al WSJ sia Opus 4.8 sia GLM-5.2 arrivano a eguagliare Mythos. A questo si somma la distillazione, la tecnica con cui un sistema impara da un altro interrogandolo a ripetizione: un canale attraverso cui i progressi americani finiscono per alimentare i concorrenti cinesi.
La posta in gioco è doppia
Lo stesso strumento che chiude le vulnerabilità può aprirle. Trovare in fretta le falle prima che lo facciano gli aggressori è diventato urgente: i ricercatori parlano già di “bugmageddon”, l’ipotesi di una valanga di bachi scovati e sfruttati più velocemente di quanto si riesca a tapparli.
È la ragione per cui questi sistemi interessano tanto i difensori quanto chi attacca. E spiega perché la stretta di Washington sia stata avventata: tra gli utenti che avevano perso l’accesso a Mythos 5 e Fable 5 prima del ripristino parziale, c’è stata persino la National Security Agency, che stava collaudando proprio quegli strumenti.
Il rischio di spingere il mondo verso la Cina
I critici dell’approccio della Casa Bianca le rimproverano di essere stata morbida proprio dove avrebbe dovuto vigilare, lasciando circolare tra le imprese americane i modelli a pesi aperti di Zhipu e DeepSeek.
Per riequilibrare, il Pentagono ha siglato un accordo con Reflection AI, uno dei pochi sviluppatori statunitensi a pesi aperti, destinandone l’uso a contesti riservati. Ma il timore di fondo resta: frenando i campioni di casa, si finisce per spingere il resto del mondo verso alternative cinesi più economiche e impossibili da revocare una volta scaricate.
“Si sta incentivando le aziende di tutto il mondo a usare modelli cinesi a pesi aperti, più economici ma molto capaci, mentre indebolisce l’industria americana dell’IA”, ha osservato Niels Provos, a lungo a capo dei team di sicurezza di Google e Stripe. “Non lo capisco”.
Fonte: Wall Street Journal


