Nelle scorse ore Sam Altman ha diffuso cifre che ricordano, una volta di più, quali siano oggi le vere gerarchie nel mondo dell’intelligenza artificiale.
Durante il DevDay 2025 di OpenAI, a San Francisco, il CEO ha svelato che ChatGPT ha raggiunto 800 milioni di utenti attivi a settimana, un dato che lo pone ben oltre qualunque altro chatbot sul mercato. La cifra, tradotta su base mensile, equivale infatti a 3,2 miliardi di utilizzatori: più del doppio di tutti i suoi principali concorrenti messi insieme.
L’ampiezza di questo traguardo dice molto non solo sulla popolarità di ChatGPT ma anche sulla distanza che separa OpenAI dal resto del settore. E conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto l’app lanciata alla fine del 2022 sia diventata una delle piattaforme digitali più usate nella storia dell’era moderna.
ChatGPT da record, Meta insegue a distanza
Per capire quanto il divario sia ampio basta guardare i numeri. Meta AI, l’assistente di Meta, può contare su circa un miliardo di utenti mensili, ma la cifra va letta con cautela.
L’IA di Zuckerberg non è un’unica app come quella di Altman, bensì di un sistema trasversale presente all’interno di Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp. In altre parole, gli utenti di Meta AI sono distribuiti su tutte le piattaforme del gruppo, mentre ChatGPT ha raggiunto da solo quei numeri con un prodotto dedicato.
Seguono Gemini di Google con 450 milioni di utenti, Grok di xAI con 65 milioni, e due startup emergenti come Claude di Anthropic e Perplexity, entrambe ferme a 30 milioni.
Sommando tutto, il totale dei cinque principali concorrenti arriva a circa 1,57 miliardi di utenti mensili. Anche raddoppiando la cifra, il risultato resta inferiore ai 3,2 miliardi stimati per ChatGPT.
È un primato che, nel mondo dell’AI, segna una differenza strutturale: OpenAI non domina soltanto in termini di brand awareness o capacità tecnica, ma anche sul piano della scala di utilizzo.
La corsa di OpenAI
Per ritrovare l’origine di questa crescita esponenziale bisogna tornare al novembre 2023, quando Altman aveva annunciato di aver superato la soglia dei 100 milioni di utenti settimanali.
Da allora il ritmo è stato vertiginoso: 200 milioni ad agosto 2024, 300 milioni a dicembre dello stesso anno, 400 milioni nel febbraio successivo secondo Reuters, e infine 700 milioni lo scorso agosto. Ora, con 800 milioni, OpenAI ha più che raddoppiato la propria base utenti in appena otto mesi.
Un risultato che nessun’altra applicazione aveva mai raggiunto in tempi così brevi. Già all’inizio del 2023, gli analisti di UBS avevano definito ChatGPT “l’app a crescita più rapida della storia”, dopo che aveva toccato i 100 milioni di utenti mensili nel giro di poche settimane. Da allora, la traiettoria non ha mai rallentato.
Un nuovo paradigma nell’uso dell’IA
La forza del fenomeno ChatGPT non si misura soltanto in numeri ma in trasformazioni concrete nel modo in cui le persone si rapportano all’intelligenza artificiale.
Durante il suo intervento al DevDay, Altman ha sintetizzato così questo cambio di paradigma: “Grazie a tutti voi, l’intelligenza artificiale è passata dall’essere qualcosa che le persone costruiscono e con cui sperimentano, a qualcosa con cui costruiscono ogni giorno”.
L’IA, lo sappiamo ormai bene, non è più una tecnologia da addetti ai lavori. È diventata un’infrastruttura cognitiva quotidiana, un motore invisibile dietro documenti, immagini, video, email e codice. Che si tratti di studenti, sviluppatori o grandi aziende, la dipendenza dai modelli linguistici è ormai sistemica.
OpenAI, con ChatGPT, ha incarnato per prima questo salto di paradigma, creando un punto d’accesso universale e riconoscibile all’intelligenza artificiale generativa.


