Donald Trump abbassa i toni su Anthropic, almeno per il momento. Dopo giorni di tensione attorno alla decisione del Dipartimento del Commercio di limitare l’accesso straniero ai modelli più avanzati dell’azienda, il presidente degli Stati Uniti ha detto di non considerare Anthropic una minaccia per la sicurezza nazionale.
La formula scelta, però, è tutt’altro che definitiva. In un’intervista preregistrata con Axios, pubblicata venerdì, Trump ha spiegato che la società guidata da Dario Amodei si è comportata “in modo molto responsabile” dopo l’intervento dell’amministrazione.
Alla domanda se Anthropic e il suo amministratore delegato rappresentassero una minaccia per la sicurezza nazionale, ha risposto: “Beh, non ora. Ma una settimana fa, forse”.
Trump insomma non ha chiuso il dossier ma ha spostato Anthropic fuori dalla zona di massima allerta. Il messaggio politico è chiaro: l’azienda ha risposto, si è mossa rapidamente, ha dato garanzie. E per ora questo è bastato a evitare un’escalation più dura.
La stretta sui modelli più avanzati
La tensione è nata dalla direttiva con cui il Dipartimento del Commercio ha ordinato ad Anthropic di chiedere l’approvazione degli Stati Uniti prima di consentire a cittadini stranieri di utilizzare Fable 5 e Mythos 5, i suoi modelli di intelligenza artificiale più avanzati.
Il punto non è soltanto l’esportazione classica di una tecnologia americana verso un altro Paese. Qui Washington ha messo mano all’accesso ai modelli, cioè alla possibilità che persone non statunitensi possano usarli. È un passaggio importante, perché porta il controllo governativo dentro l’operatività quotidiana di una società IA, molto oltre la tradizionale regolazione su chip, server o infrastrutture.
Secondo il testo riportato da Axios, Trump ha incontrato Amodei e altri dirigenti tecnologici mercoledì, durante il G7 di Évian-les-Bains, in Francia. Il presidente ha poi spiegato che il numero uno di Anthropic ha risposto “molto rapidamente”, aggiungendo che in questo campo la responsabilità potenziale è “enorme”.
La partita politica e quella finanziaria
La direttiva del Dipartimento del Commercio è il più significativo intervento del governo americano, finora, nelle attività di una società di intelligenza artificiale. E arriva in un momento delicatissimo per Anthropic.
L’azienda ha presentato poche settimane fa la documentazione confidenziale per una IPO, con una valutazione che secondo Axios supera i 900 miliardi di dollari. Questo significa che la pressione politica non arriva su una società qualsiasi, ma su uno dei nomi più osservati della nuova finanza dell’IA.
Per Anthropic, il problema non riguarda solo l’accesso ai modelli ma anche la fiducia. Una società che si prepara alla Borsa deve convincere gli investitori di poter crescere, vendere i propri strumenti, attrarre clienti e allo stesso tempo convivere con un potere politico sempre più disposto a intervenire direttamente.
Il cambio di tono di Trump, da questo punto di vista, è una buona notizia per Amodei, ma non cancella il precedente. Washington ha dimostrato di poter mettere un vincolo operativo molto pesante su un modello IA avanzato, e lo ha fatto proprio mentre Anthropic si avvicina ai mercati.
Trump e la Cina sullo sfondo
Nell’intervista, Trump ha anche detto che non intende chiudere Anthropic, legando la scelta alla competizione con Pechino. Secondo il presidente, gli Stati Uniti stanno battendo la Cina nella corsa all’intelligenza artificiale.
“Lo farei, ma non sono sicuro di doverlo fare”, ha detto parlando dell’ipotesi di fermare l’azienda. Subito dopo ha ripetuto che, finora, Anthropic si è comportata in modo responsabile.
Trump presenta la stretta non come un freno all’industria americana dell’IA ma come uno strumento di controllo. L’obiettivo non sembra indebolire Anthropic, almeno per ora. Sembra piuttosto costringerla a muoversi dentro un perimetro deciso dalla Casa Bianca, senza perdere terreno rispetto alla Cina.
Questo equilibrio è fragile perché da una parte gli Stati Uniti vogliono mantenere il vantaggio tecnologico. Dall’altra vogliono impedire che i modelli più potenti finiscano nelle mani sbagliate, o vengano usati da soggetti stranieri senza supervisione. Anthropic si ritrova esattamente in mezzo a questa tensione.
Trump, per ora, ha scelto di non trattare Anthropic come una minaccia. Ma la frase più importante resta quel “non ora”. Perché dice che il caso è rientrato ma non che è chiuso.


