La competizione tra Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure e Google Cloud Platform (GCP) rappresenta una delle rivalità più interessanti nel mercato dei servizi cloud.
Questi giganti tecnologici lottano infatti per dominare un settore che continua a crescere rapidamente, offrendo soluzioni di archiviazione, elaborazione dati, intelligenza artificiale e molto altro a una vasta gamma di clienti aziendali.
Amazon Web Services è stato il servizio pioniere nel settore del cloud computing e continua a mantenere la sua posizione di leader di mercato. Microsoft Azure è il secondo per quota di mercato e si avvale della forte presenza di Microsoft nelle aziende grazie alla sua lunga storia di fornitura di software enterprise, come Windows e Office.
Google Cloud Platform (GCP) ha una forte presenza nei servizi che sfruttano l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico, grazie all’expertise di Google in questi campi. Sebbene Google sia arrivato più tardi rispetto ad AWS e Azure, sta rapidamente guadagnando terreno. La “lotta” tra questi fornitori di servizi cloud si manifesta attraverso l’innovazione continua, la riduzione dei prezzi, il miglioramento della sicurezza e della conformità, e l’espansione in nuove aree geografiche.
Ora che abbiamo fatto una piccola panoramica del settore, è più facile comprendere la news secondo cui Amazon ha annunciato ieri risultati trimestrali superiori alle attese di Wall Street grazie al forte interesse per l’intelligenza artificiale, che ha spinto la crescita del suo settore di cloud computing.
Dopo la chiusura della borsa, le azioni della società di Seattle sono infatti aumentate quasi del 3%, nonostante le previsioni sui ricavi per il prossimo trimestre siano state meno rosee del previsto. Durante la giornata, peraltro, le azioni avevano perso il 3,3%.
Il direttore finanziario Brian Olsavsky ha dichiarato in conferenza stampa che quest’anno le spese aumenteranno rispetto ai 14 miliardi di dollari già investiti nel primo trimestre. Ea la spiegazione è semplice: Amazon vuole “investire in anticipo” per espandere la sua offerta di intelligenza artificiale e rispondere così alla domanda dei clienti. Che ora, tra le offerte di Microsoft (“motorizzate” da OpenAI) e di Google, hanno più di un’alternativa.
Le vendite del primo trimestre sono cresciute del 13%, raggiungendo i 143,3 miliardi di dollari, superando le aspettative degli analisti. L’utile netto è triplicato, arrivando a 10,4 miliardi di dollari. Per il prossimo trimestre, Amazon si aspetta ricavi tra i 144,0 miliardi e i 149,0 miliardi di dollari, meno di quanto previsto dagli analisti che si aspettavano circa 150,07 miliardi di dollari.
“Dopo un anno e mezzo di tagli ai costi del cloud, sembra che i clienti aziendali siano pronti a spostare nuovamente più flussi di lavoro verso il cloud, il che è positivo non solo per Amazon ma anche per molte società di software che vendono ai clienti aziendali”, ha dichiarato Olsavsky.
Amazon Web Services ha visto i suoi ricavi aumentare del 17% nel primo trimestre e arrivare così a 25,0 miliardi di dollari. Ma ha deciso di non seguire gli altri giganti tecnologici, che hanno annunciato l’introduzione di dividendi. Cosa che ad esempio hanno fatto Alphabet e Meta, con l’ovvio apprezzamento degli investitori.
Amazon e Tesla rimangono così gli unici due tra i principali sette giganti tecnologici a non offrire dividendi. Va però detto che le azioni di Amazon sono cresciute di circa il 15% nel 2024, facendo meglio dell’indice S&P 500, che è salito del 6%.


