Alla scoperta di Woven City, il futuristico esperimento di Toyota da 15 miliardi di dollari

by | 22 Mar 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Ci sono storie per le quali non si possono che amare i giapponesi. E questa, che abbiamo scoperto grazie a Forbes Australia, è una di quelle.

Tra il 1966 e il 1967, ai piedi del monte Fuji, Toyota costruì il Centro di Ricerca Higashi-Fuji e uno stabilimento di autovetture. Entrambi contribuirono significativamente alla comunità locale e all’industria automobilistica.

“Da allora, ci siamo sempre impegnati ad essere amati e utili a tutti nella comunità e intendiamo continuare a lavorare in questa direzione attraverso la collaborazione, approfondendo la nostra interazione coi residenti e aggiungendo valore locale”, scrive Toyota sul sito di Woven City.

Negli anni, l’azienda giapponese ha promosso l’educazione automobilistica tramite il programma Toyota School e ha supportato la ripresa della zona di Tohoku dopo il terremoto del 2011, trasferendo lì lo stabilimento Higashi-Fuji. Ma nonostante la chiusura dell’impianto originale nel 2020, il suo impatto culturale e industriale, come vedremo, vive ancora oggi.

Un episodio significativo che Toyota racconta per spiegare ciò di cui andremo a parlare coinvolge un dipendente che, parlando con Akio Toyoda, allora presidente di Toyota Motor Corporation, disse: “Vorrei trasferirmi a Tohoku e continuare a fare auto ma, per varie ragioni, non tutti i dipendenti potranno trasferirsi e lavorare lì.”

Quel dipendente, capace di anteporre i sentimenti dei suoi colleghi ai propri, viene preso ad esempio da Toyota che afferma: “Woven City non sarà semplicemente costruita su un lotto vuoto. Piuttosto, sarà centrata sull’uomo, ereditando la storia e le convinzioni dei dipendenti che mettono al primo posto i sentimenti delle altre persone“.

Lo stabilimento di Higashi-Fuji è stato chiuso nel 2020 ma Toyota ha deciso di non abbandonare la zona. In quell’area verrà costruita Woven City.

Asciugate le inevitabili lacrimucce che sgorgano raffrontando il capitalismo giapponese al turbocapitalismo occidentale, viene quindi il momento di affrontare la domanda che vi sarete posti.

Cos’è Woven City?

Woven City è una città utopistica, la cui costruzione è stata avviata da Toyota nel 2020 su un’area adiacente allo storico stabilimento Higashi-Fuji. Già, quello andato chiuso. Stando alle informazioni reperibili online, la prima fase del progetto sarà ultimata entro la fine anno, con l’avvio delle sperimentazioni previsto per il 2025.

Parte di un più ampio sforzo di Toyota di reinventarsi come azienda dedita alla mobilità, la città avrà una superficie di 708.000 metri quadrati, pari a 175 acri. Inizialmente ospiterà 360 persone, per poi arrivare a 2000 abitanti, tra cui anche (ma non solo) i dipendenti di Toyota.

All’inaugurazione dei lavori nel 2021, Akio Toyoda, allora CEO di Toyota, ha espresso l’intenzione di ricollegare la storia dello stabilimento alla visione futura di questa città. Woven City fungerà da campo di prova per “esperimenti e innovazioni che faranno avanzare la società”, sperimentando tecnologie non ancora specificate in ambiti quali mobilità personale, guida autonoma, robotica e intelligenza artificiale.

L’area prevede tre tipologie di strade interconnesse al livello del suolo e una strada sotterranea per il trasporto delle merci, e vuole essere un “laboratorio vivente” e rappresentare uno stile di vita interconnesso, dove estetica tradizionale e tecnologia d’avanguardia si fondono.

La comunità iniziale sarà formata anziani e famiglie con bambini. La popolazione includerà ingegneri, imprenditori, sviluppatori e società partner, tutti impegnati nella creazione di innovazioni vantaggiose per la collettività, in un ambiente progettato ad hoc.

Woven City s’inserisce nella visione di Toyota di una società basata sulla mobilità, da integrare nei sistemi sociali con l’obiettivo di sviluppare veicoli di nuova generazione e promuovere una “mobilità libera, felice e sicura per tutti”.

Il nome dell’iniziativa riprende la storia di Toyota. “Woven”, che significa “intrecciato”, richiama infatti l’invenzione del telaio automatico da parte del fondatore dell’azienda, Sakichi Toyoda, che lo ideò per facilitare la vita a sua madre, che faceva la tessitrice, e per “fare qualcosa per gli altri”.

Progettata dall’architetto danese Bjarke Ingels, Woven City sarà costruita da Woven by Toyota e alimentata da celle a combustibile a idrogeno. Secondo il Wall Street Journal, l’ex CEO Akio Toyoda ha investito personalmente 33,8 milioni di euro in Woven Planet.

I costi di costruzione sono stimati intorno ai 9,75 miliardi di euro, sebbene la cifra esatta non sia stata resa nota.

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